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PRG: ALTRA OCCASIONE MANCATA PER CASARANO

 

Il testo del manifesto affisso in Casarano dall'Associazione AZIONE DEMOCRATICA il 04/06/05

 

azionedemocratica@yahoo.it
 

L’ 11 Settembre1996 viene dato l’incarico ai tecnici per la redazione del PIANO REGOLATORE GENERALE di Casarano;

Il 28 Giugno 1998 viene approvato il preliminare degli obiettivi;

Il 7 Ottobre 1998 viene approvata la Bozza del PRG;

Nel 1999 viene consegnato dai tecnici il progetto definitivo;

Il 28 settembre 2000, dopo circa diciotto mesi dalla consegna del progetto definitivo, il piano viene adottato.

 

Il piano viene pubblicato , i cittadini hanno  30 giorni per presentare osservazioni ed i tecnici  60 giorni per esaminarle; passano alcuni mesi.

 

Trascorrono altri  5 anni  dall’adozione del piano e  quindi complessivamente 9 anni  dall’inizio dell’iter, mentre  il piano non è stato ancora completato.

 

 

Nel frattempo: Sono decadute le norme di salvaguardia, sono state rilasciate centinaia di concessioni alcune delle quali ai limiti della legalità: alcune di queste il giorno prima dell’adozione del piano, compromettendone quindi  le sue previsioni, determinando così una vera  e propria devastazione del territorio, soprattutto quello agricolo e paesistico.

 

La stessa prassi adottata crediamo che non sia proprio conforme alla legge, infatti in fase di adozione non sono state rilevate le eccezioni di incompatibilità dei consiglieri e le stesse osservazioni sono inaccoglibili in quanto riguardano l’interesse privato e non quello pubblico, così come previsto dalla legge, mancano inoltre strumenti per la perequazione , contenuti nella delibera di approvazione della bozza , e della quale non si trova traccia nelle NTA (norme tecniche di attuazione).

 

Gli indici sul fabbisogno non corrispondono più alla realtà , in quanto, su un fabbisogno preventivato di circa 521.130 mc al 2012, previsione gonfiata sulla base di parametri presunti: possibile crescita demografica e condizioni economiche di sviluppo, con le concessioni rilasciate prima dell’adozione, e con quelle rilasciate dopo che sono decadute le norma di salvaguardia, si può stimare , con ragionevole approssimazione, per difetto, che sono stati realizzati circa 250.000 mc.,  molti di questi volumi al di fuori delle previsioni di piano. A questo si aggiungono i 20.000 mc se per assurdo dovessero essere accolte le osservazioni. E’ evidente, alla luce di queste considerazioni, che il PRG  adottato è ormai cosa diversa dalla situazione urbanistica reale della città, anche per questo si impone una verifica.

 

Resta l’amara constatazione: il Piano Regolatore Generale, che poteva dare un impulso alla crescita della città, soprattutto in una fase di crisi economica e che conteneva forti elementi innovativi della stessa cultura urbanistica, è stato irrimediabilmente compromesso e tutte le chiacchiere sul completamento dell’iter restano soltanto un puro esercizio demagogico.

 

In questo c’è tutto il fallimento di una amministrazione comunale, priva di cultura urbanistica-l’esempio più eclatante sono alcuni discutibili interventi (Piazza Diaz)nel centro storico-incapace di essere all’altezza dei problemi della città,  la quale viene penalizzata e mortificata da giochi di potere,e da interessi sul PRG, nemmeno tanto nascosti.

 

A questo punto, l’unica alternativa possibile al PRG è quella di iniziare un nuovo iter, sulla base anche della nuova legge urbanistica regionale, la Legge 20/01, rivisitando la nuova situazione urbanistica e adeguandone le previsioni, anche perché il vecchio PRG adottato, a meno che non si operino assurde forzature - e su questo vigileremo - non potrà mai essere approvato dalla sezione urbanistica della Regione Puglia.

 Restano infine alcune domande:

Chi pagherà le conseguenze di tanto sfacelo compreso il miliardo ed oltre delle vecchie lire sperperate per uno strumento ormai inutile?

 Non sarebbe ora, che le forze di centro sinistra a Casarano, aprissero, con umiltà, un confronto con la Città, sui limiti della loro esperienza amministrativa, portando ad un livello più alto il dibattito, mettendo anche in discussione uomini e obiettivi programmatici e quindi la qualità dell’azione amministrativa?

 

Da parte nostra confidiamo che queste domande non restino ancora una volta senza risposte.

 

 

 

 

04/06/05 Scrive Francesco De Vita      - francescode.vita@libero.it -

Intervento a titolo personale

 

Con obiettività, va il plauso all''Associazione Azione Democratica, per aver fotografato in maniera inconfutabile, con un'esposizione/denuncia crono-conseguenziale, l'effettivo stato di fatto del PRG, spiazzando gli addetti ai lavori ed i compiacenti che sapevano ma non confermavano e rasserenando coloro che ipotizzavano ma non avevano certezza, 

 
Prendo spunto dall'esortazione ultima che compare nel manifesto:
"Non sarebbe ora, che le forze di centro sinistra a Casarano, aprissero, con umiltà, un confronto con la Città, sui limiti della loro esperienza amministrativa, portando ad un livello più alto il dibattito, mettendo anche in discussione uomini e obiettivi programmatici e quindi la qualità dell’azione amministrativa?"
 
Senza essere frainteso come difensore di questa ultradecennale Amministrazione (non ne ha bisogno e sarei il meno adatto), non sarebbe ora che questa esortazione coinvolgesse non solo lo schieramento di CentroSinistra ma tutto il panorama politico locale ? I Consiglieri Comunali che da oltre 10 anni si sono susseguiti tra i banchi della Minoranza, devono forse sentirsi sollevati da ogni responsabilità ? O forse non hanno compreso la valenza del ruolo che i Cittadini hanno affidato loro ?
 
Sino a che tutti gli eletti, se pur vincenti per la logica dei numeri, non si doteranno  di un po' di "Cultura Politica" con l'apprendimento o il ripasso dell'Educazione Civica, dei principi del Diritto Pubblico ed un po' di Storia per acquisire il significato di socialismo, comunismo, liberismo, democrazia e sussidiarietà, non potranno mai comprendere il ruolo civico del loro mandato.
 
Farlo o non farlo è questione di sensibilità o di opportunismo.
 
Se veramente si vogliono evitare future situazioni tipo la storia da teatrino del PRG, bisognerebbe che la cittadinanza tutta, attraverso i vari partiti, movimenti ed associazioni, sollevasse un appello per la soluzione dell'ultradecennale stallo amministrativo, pretendendo un forte e necessario segnale di rinnovamento trasversale basato sulla Cultura Politica, elemento determinante per far emergere, una Classe Dirigente per una Politica Qualificata in grado di dare risposte e fatti certi.