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Centrale a biomasse in Puglia, non sono sono una priorità visto il surplus energetico regionale

 

 

Di Carlo Greco

carlo.greco@grecoeassociati.it

Casarano, 16/12/08

 

 

Desidero porre all’attenzione di quanti leggono alcune semplici considerazioni circa la realizzazione della centrale a biomasse nel Comune di Casarano.

La centrale in questione avrà, secondo quanto riportato dai locali organi di informazione, una potenza installata di 25 MWe (mega watt elettrici) e di 8 MWt (mega watt termici).

Innanzitutto, va fatto notare come i 25 MWe che la centrale, potenzialmente, può produrre nelle migliori condizioni di esercizio, manutenzione e rendimento, soddisferebbero unicamente il fabbisogno elettrico della città di Casarano. Infatti, i nuclei famigliari di Casarano risultano essere circa 6700 ed, attribuendo ad ognuno di essi un contratto di fornitura di 3 kW, avremo già un impegno pari a 20,1 MW.

In questo conteggio, sicuramente approssimativo, ma che rende bene le proporzioni delle grandezze in gioco, non si è inclusa la potenza installata nell’intero comparto industriale ed artigianale né, tanto meno, la potenza installata presso il locale Ospedale “F: Ferrari”.

La potenza elettrica prodotta dovrà poi essere immessa sulla rete di distribuzione elettrica nazionale e, pertanto, dovrà essere realizzato l’elettrodotto di connessione.

In quale punto si connetterà? quali zone del Comune di Casarano attraverserà? quale sarà la tensione di esercizio di tale elettrodotto?

Le risposte a queste domande non sono di secondario interesse, dal momento che l’elettrodotto, in quanto tale, introdurrà ulteriori problematiche di impatto ambientale anche in merito agli obiettivi di qualità e/o di attenzione relativi all’induzione magnetica che tali attraversamenti comportano ai sensi della Legge 36/2001 (Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici) e del DPCM 08/07/2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete generati dagli elettrodotti).

Il rispetto di tali disposti legislativi comporta, ad esempio, l’impossibilità di realizzare un qualsivoglia ambiente abitativo, oppure un qualunque luogo adibito a permanenze non inferiori a 4 ore giornaliere, ad una distanza dall’elettrodotto variabile in funzione delle caratteristiche elettriche dell’elettrodotto stesso. Il che equivale a rendere potenzialmente inedificabile un terreno ubicato in prossimità dell’eventuale elettrodotto.

Né la convenienza, per i cittadini di Casarano, sarebbe l’eventuale risparmio sul costo del kWh dal momento che, stando alle fonti del Ministero dell’Ambiente (http://www2.minambiente.it/Sito/settori_azione/iar/FontiRinnovabili/tecnologie/tecnici/biomasse.asp), il prezzo del kWh prodotto da biomasse è maggiore di quello prodotto da fonti fossili.

A questo punto la domanda è d’obbligo: abbiamo veramente bisogno di questo ulteriore apporto energetico?

"Secondo la Terna S.p.A. (società responsabile in Italia della trasmissione e del dispacciamento dell'energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione), le centrali elettriche pugliesi hanno un surplus pari all’ 88,8% ( Allegato 3 dei Dati statistici sull’energia elettrica in Italia nel 2007”), il che vale a dire che in Puglia si consuma solo il 52,97 % di tutta l’energia elettrica prodotta nell’intera regione." Resta poi ancora da sapere quale destinazione avranno gli 8 MWt.

Si potrebbe ipotizzare che essi saranno utilizzati per il teleriscaldamento ma, in tal caso, ci sarà ancora bisogno di realizzare sia un reticolo di tubazioni attraverso le quali il calore prodotto possa essere distribuito sia le sottostazioni di scambio termico per sostituire i tradizionali impianti di produzione del calore attualmente utilizzati per i vari edifici.

E tutte le valutazioni sin qui fatte partono dall’ottimistica ipotesi che l’insediamento venga realizzato nel pieno rispetto delle numerose leggi e disposizioni ad esso applicabili (ad esempio DLgs 03/04/2006 N° 152  "Norme in materia ambientale", D.Lgs 29/12/2003 N° 387 "Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità", DLgs 06/11/2007 N° 194 "Attuazione della direttiva 2004/108/CE (omissis) relative alla compatibilità elettromagnetica (omissis)", ecc., ecc.).

Alla luce di queste considerazioni, è mia opinione che il futuro dell’energia ecosostenibile non sia rappresentato dalle centrali, siano esse a biomassa, eoliche o fotovoltaiche, le quali faranno, probabilmente, l’interesse di pochi, ma deturperanno, sicuramente, il paesaggio circostante, nel migliore dei casi.

Il vero futuro sostenibile dell’energia è rendere ogni edificio energeticamente indipendente, attraverso lo sfruttamento dell’energia solare (sia termica sia fotovoltaica) ed anche, perché no, attraverso le biomasse, qualora facilmente reperibili a breve distanza per minimizzare i costi ambientali di trasporto di un combustibile che dovrebbe essere ecosostenibile.
 

Vi ringrazio per l’ospitalità.

Cordiali saluti.

Carlo Greco





e-mail:
carlo.greco@grecoeassociati.it
Greco e Associati Studio Impiantistico
Via W. Goethe, 12
Tel./Fax: 0833505077
73042 Casarano (Le)
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