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Inchiesta
Continua il viaggio dalla Gazzetta alla scoperta dell'associazionismo e del suo «mondo»
Più forza al Centro storico
Nasce tra gli ultras un'idea giovane per promuovere la città

 di Antonio De Matteis, dalla Gazzetta del Mezzogiorno  05/06/02

Si chiama Associazione «Centro storico» ed è nata nel 1996 quando a Casarano c'erano delle associazioni consolidate per una presenza sul territorio pluridecennale ma non si era ancora sviluppata la «fioritura» registrata negli anni successivi. «Centro storico» non è partita, però, da zero. I ragazzi ed i giovani che l'hanno fondata venivano già da un'esperienza di vita coagulante com'è quella della «tifoseria organizzata» essendo loro stessi gli organizzatori del «tifo» che abbraccia persone di diversa estrazione culturale e sociale unite da un unico «credo»: l'amore per la squadra di calcio della propria città.
Furono questi giovani ad intuire una verità che il presidente Emanuele Ungherese spiega così: «Capimmo che anche i giovani "della strada" se ben coordinati potevano essere fonte di "guadagno" culturale e sociale da non disperdere. Erano, infatti, in numero rilevante le manifestazioni che si organizzavano per aiutare i meno fortunati o per dar lustro alla città. Capimmo, dopo varia militanza in diversi direttivi ultrà della «Casarano calcio», che lo sport non poteva essere l'unico elemento di aggregazione ma che potevamo portare il nostro contributo in altri campi con uno spirito diverso».
Ad ideare la «nascita» dell'associazione «Centro storico» fu Antonio Scarangella con l'aiuto del vice parroco della chiesa matrice, don Antonio Bottazzo. «Fu così - racconta Ungherese - che, partendo dal presupposto che rispettando le idee dell'altro si può collaborare, cominciammo ad unire il sacro al profano, la Chiesa alla strada, i centri sociali all'Azioni cattolica».
Da quest'intreccio sono poi scaturite iniziative che vanno dalle manifestazioni culturali a quelle sportive, dagli avvenimenti spirituali ai concerti in piazza. Fra le iniziative meritano una menzione: la «Tenda della solidarietà», una tenda militare usata per raccogliere ogni bene da destinare ai bisognosi della città e dei paesi vicini oppure ai centri di accoglienza; la festa «Tu cavamonti» viva fra la gente per più di 150 anni e poi caduta nell'oblio per 25 anni prima che venisse riproposta; la «Focara te San Giuseppe» con i ragazzi di via Pimmenthel che ripropongono gli antichi riti del fuoco e della cuccagna; la «Giornata della solidarietà», un momento d'incontro fra le associazioni; la riproposizione dell'antica nenia popolare «U santu Lazzaru» che un cospicuo numero di musici e cantanti «porta» per le strade e le case nei primi quattro giovedì di Quaresima per riprendere un'antica tradizione popolare ma che frutta anche dei viveri per i poveri.
A proposito di musici, di particolare rilevanza è il lavoro svolto dalla «Compagnia musicante», un gruppo nel gruppo. La «Compagnia musicante», composta da Emiliano Semola, Gianni Fersini, Elisa De Santis, Simona Stefanelli, Gian Luigi Pizzileo, Ursula Matti e lo stesso Emanuele Ungherese, è un gruppo di musica etnica salentina che sta rivalutando il patrimonio artistico-culturale salentino.
Oggi «Centro storico» è un'Associazione socio-culturale Onlus con un direttivo rappresentato anche da Antonio Scarangella (segretario), Gianni Pascali (tesoriere), Gabriella Stanca (socio fondatore) e don Andrea Danese (guida spirituale).