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LA SCUOLA MATERNA DI VIA AGNESI LANCIA UN S.O.S.

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 03/12/04

 

 
 

La scuola materna di via Agnesi? Ambienti umidi e malsani, balconi dalle mattonelle rotte, pensiline pericolanti e mille rischi per i piccoli alunni all’esterno dell’edificio. La dura denuncia riguardo quella che l’amministrazione ha più volte definito come «il fiore all’occhiello tra le scuole cittadine» proviene dai capogruppo di Alleanza Nazionale e Forza Italia, Claudio Bastianutti e Giampiero Marrella. I due esponenti di centrodestra avevano l’intenzione di rivolgere un’interrogazione al sindaco nel consiglio comunale del 30 novembre, quello durato sei minuti: a tale scopo i due consiglieri avevano anche svolto un vero e proprio reportage fotografico, immortalando le parti pericolose, fatiscenti o cadenti delle «Giovani Marmotte» (questo il nome della scuola materna di Rione Pigne). Ai due esponenti, dopo la conclusione «flash» del Consiglio di tre giorni fa, non rimane dunque che lanciare l’allarme sferrando tra l’altro un duro attacco proprio alle scelte compiute nel Consiglio «flash» di tre giorni fa. «La situazione in quell’edificio scolastico – dicono ad una voce Bastianutti e Marrella – è inaccettabile: ci sono carenze da parte della dirigenza scolastica che non dà ai bambini né giochi esterni né materiale didattico adeguato alle esigenze di una scuola materna». Solo le sedie e i banchi sarebbero a disposizione dei piccoli alunni, secondo i capogruppo di An e Fi, che però riservano le loro bordate soprattutto all’amministrazione comunale. «Nel consiglio comunale di tre giorni fa – dicono – la maggioranza da sola ha deciso di prevedere oltre 100.000 euro di fondi in più per spese legali e 125.000 euro come fondo di riserva; al sociale sono stati riservati solo 10.000 euro. Perché invece non si provvede in maniera urgente a sistemare una scuola che è pericolosa e malsana per chi ci lavora e per chi la frequenta?». Marrella sottolinea in particolare che «il fondo di riserva da qui a fine anno non verrà utilizzato, a meno che non ci siano scheletri nell’armadio dell’amministrazione e questi soldi debbano essere accantonati perché si sa già di dover far fronte a spese impreviste». L’attacco finale, però, spetta a Bastianutti. «Io inviterei tutti i genitori a non mandare i propri figli in quella scuola – afferma – e a chiedere al sindaco e ai dirigenti comunali di visionarla e poi farsi l’esame di coscienza: manderebbero i loro bambini in una situazione del genere? O preferiscono aspettare che sia l’Ufficio Igiene a chiudere la struttura?»