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Blitz di carabinieri, ispettori del lavoro, Asl e vigili del fuoco, ieri mattina, in via Casaranello
Sigilli alla fabbrica di jeans
All'interno lavoravano in condizioni da Terzo Mondo 25 cinesi
 

dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 16/09/04

 

 

Blitz dei carabinieri della Compagnia di Casarano, ieri mattina, in una fabbrica di jeans e magliette. Nel laboratorio tessile, ubicato in uno stabile al civico 6 di via Casaranello, c'erano venticinque cittadini di nazionalità cinese ed il titolare, anch'egli cinese, tutti intenti al lavoro a contatto con i macchinari per la confezione degli indumenti.
Dagli accertamenti svolti in loco unitamente agli ispettori del lavoro giunti appositamente da Lecce, ai sanitari della Asl Lecce 2 di Maglie ed ai vigili del fuoco del Distaccamento di Gallipoli, i militari hanno appurato che operai e datore di lavoro erano tutti provvisti di regolare permesso di soggiorno, ma quanto alla fabbrica, ogni cosa era irregolare.
Nello stabile di circa duemila metri quadri preso in affitto da un privato di Casarano, infatti, nessuna delle normative dettate dalla legge era stata rispettata: dalla certificazione antincendio alla sicurezza, dalla situazione igienico sanitarie alle vie di uscita in caso di emergenza. Quanto all'autorizzazione amministrativa per il funzionamento della fabbrica, gli investigatori avrebbero trovato una documentazione che ne proverebbe l'esistenza, ma per via di alcune discrepanze, le indagini per accertarne la bontà sono ancora in corso.
Come che sia, per le deficienze di cui s'è detto, il laboratorio è stato posto sotto sequestro ed affidato in custodia giudiziaria allo stesso cittadino cinese che si è dichiarato essere il proprietario. In seguito a ciò, le commesse a suo tempo richieste da alcune fabbriche del Sud Salento, sono state bloccate.
I sigilli sono stati apposti anche ad un locale attiguo alla fabbrica, che era stato trasformato in una sorta di dormitorio per i venticinque operai cinesi, uomini e donne, tra cui un bambino in tenera età.
Il blitz di ieri è stato messo a segno per iniziativa dei carabinieri della Compagnia casaranese, che durante i servizi di controllo del territorio, avevano più volte notato il via vai di asiatici lungo via Casaranello. A quanto è dato di sapere, nel Capo di Leuca vi sarebbero altri laboratori per così dire fuorilegge, che presto ricevere la «visita» dei rappresentanti delle forze dell'ordine.