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ENZO SCHIAVANO REPLICA A CLAUDIO CASCIARO

SULLE DICHIARAZIONI FATTE DAL CONSIGLIERE PROVINCIALE

SULLA S.P. CASARANO - RUFFANO

di Enzo Schiavano, Casarano 01/04/05

 

Mi permetto, una volta tanto, di intervenire come cittadino per rispondere alle dichiarazioni del consigliere provinciale della Margherita, Claudio Casciaro, apparse il 1° aprile sul Nuovo Quotidiano di Puglia. Il consigliere ha detto che i lavori di sistemazione della strada provinciale Casarano-Ruffano (SP 71) sarebbero “stati frenati anche dalle resistenze all’esproprio da parte degli stessi proprietari che ora protestano”. Non vorrei polemizzare con il dott. Casciaro, ma è evidente che non conosce a fondo la questione o, forse, è stato informato male dai tecnici della Provincia, con i quali dice di rapportarsi continuamente.

Nel 1994, la Provincia cominciò le operazioni di esproprio per dare attuazione al progetto di sistemazione delle curve più pericolose della “SP 71”, tra cui anche quella relativa al tratto di “provinciale” dove confluiscono le strade provenienti dalle contrade “Manfìo” e “Monticelli”. I tecnici avevano previsto un esproprio da uno a tre metri dalla banchina della carreggiata da effettuarsi solo su un lato, ossia ai terreni a destra della carreggiata nella direzione Casarano-Ruffano. I relativi proprietari non opposero resistenza all’esproprio, anzi furono contenti di vedere soddisfatte le loro esigenze, oggetto di numerose segnalazioni.

L’entusiasmo di quei cittadini, però, si esaurì ben presto quando seppero che non tutti avevano accettato la privazione forzata di pochi metri di terra. Infatti, uno dei proprietari (solo uno!) decise di opporsi all’esproprio: un professionista di Casarano, dirigente di un partito dello schieramento di centro-destra, che si candidò con scarsa fortuna alle elezioni comunali di quello stesso anno. Quel professionista – che non sta tra quelli che oggi protestano – fece ricorso all’atto di esproprio e questo bastò alla Provincia di abbandonare il progetto e di destinare ad altri lavori pubblici il relativo finanziamento.

E’ vero che le resistenze ci sono state, ma non sono partite certo dai cittadini che oggi protestano. Sia chiaro: chi si oppose allora a quel provvedimento aveva tutto il diritto per farlo, ma l’amministrazione provinciale aveva sicuramente i mezzi necessari per procedere comunque all’esproprio per pubblica utilità. Non era la prima volta che succedeva un fatto del genere. Gli enti locali non si sono mai fermati di fronte ai contenziosi. Quella volta, però, l’ente proprietario decise di fermarsi e di abbandonare il progetto. Si trattò di una chiara decisione politica. Grazie al ricorso del professionista, qualcuno ne approfittò per deviare quei soldi su un’altra opera.

 

Grazie per l’attenzione