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A PROPOSITO DELL'INIZIATIVA

UN "SMS DI SOLIDARIETA"

di Francesco De Vita, Casarano 07/03/05

fdevita@setecoweb.it

 

Premesso che condivido la civile azione intrapresa per sensibilizzare l'opinione pubblica e le Istituzioni, da addetto ai lavori nel TAC, ritengo opportuno sottoporre una personale osservazione:

 

Un anno fa, il 27 marzo 2004, con manifesti articoli di stampa, inviti alle istituzioni ed alle Associazioni di Categoria e quant'altro per l'occasione, tutto a mie spese, convocai gli addetti al TAC  salentino per fare il punto della situazione e sottoporla, con un documento largamente condiviso, alle Istituzioni ed ai politici.

La riunione, forse perchè interpretata strumentale perchè si era già in clima pre-elettorale per le elezioni amministrative e provinciali, andò quasi totalmente deserta e non si vide l'ombra nè dei sindacati e nemmeno uno degli oltre 2.500 operai in Cassa Integrazione o in Mobilità.

 

Come mai solo adesso che stanno per finire tali "Ammortizzatori Sociali", si fa appello per richiamare l'attenzione dell'Opinione Pubblica e delle Istituzioni ?

 

In Germania,  che sta vivendo anche la nostra crisi, tali agevolazioni sono state diminuite ed addirittura, ai dipendenti pubblici, è stata abolita la 14a mensilità (in pratica a tutti è stato chiesto un sacrificio).

In altri Stati Europei, agli operai in Cassa Integrazione o Mobilità è fatto obbligo di dimostrare, mensilmente con annotazioni su un'apposita scheda, che hanno cercato lavoro ed il perchè non sono stati assunti dalle aziende contattate.

 

Da noi invece, i Sindacati, chiamati per intervenire in delle situazioni a rischio, sono i primi a privilegiare il licenziamento, per garantirsi una percentuale mensile sulle somme che lo Stato eroga ai dipendenti in Cassa Integrazione o Mobilità,  invitandoli poi a sfruttare sino in fondo tali privilegi.

 

Prova ne è che la crisi di cui si parla e che oggi sta giungendo all'apice, attanaglia la nostra zona da oltre 5 anni ma, nonostante i tanti cassintegrati o licenziati, non si è mai assistito ad una nutrita manifestazione di protesta o di sensibilizzazione, quando invece in altre parti d'Italia per solo 300 assunzioni a rischio, i lavoratori interessati si sono mobilitati prima ancora che partissero le lettere di licenziamento.

 

Va detto anche che, alcune aziende ancora operative, pur ricercando delle maestranze qualificate, non riescono a trovarle in quanto si preferisce percepire l'80% di uno stipendio standosene a casa (sostanzialmente sostenuto da coloro i quali, più responsabilmente che fortunatamente, lavorano) piuttosto che percepire il 100% lavorando.

 

Tale atteggiamento denota una stortura nel fatto che, in molti si dichiarano liberali in uno Stato liberista ma poi, si appellano allo Stato sociale nonostante si rinneghi di essere comunisti.

 

Ma una nutrita e civile manifestazione in una Casarano centro di servizi, con le interruzioni ed i disagi che provocherebbe, sarebbe più che sufficiente per richiamare l'attenzione delle Istituzioni e dei politici (che nel frattempo sono di nuovo impegnati in campagna elettorale e lo saranno di nuovo l'anno prossimo di questi tempi) nonchè sensibilizzare l'opinione pubblica sugli effetti della crisi del TAC per i quali si registrano gravi contraccolpi in tutti gli altri settori (edilizia, commercio, servizi ecc.).

 

 

In conclusione, sono convinto che, un pizzico di coscienza e di minore propensione

all'  A S S I S  T E N Z I A L  I S M O , avrebbe già potuto sortire degli effetti di ripresa.

 

Scusate ma, la fame non ha colori politici e, per invertire la rotta, bisogna abituarsi ad essere chiari

ed assumersi, ognuno, le PROPRIE RESPONSABILITA'.

 

Francesco De Vita