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Denuncia dalla zona di via Alto Adige, in un'area divisa fra proprietà ecclesiastica e comunale

Abbandonati fra Curia e incuria

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 19/02/05

 

La periferia di via Alto Adige? Una zona degradata, secondo i residenti, dall'incuria dei cittadini e dallo scaricabarile tra il Comune e la Curia. Il duro atto d'accusa è di Rocco De Maria, un residente di via Tiziano, una delle strade del quartiere, insieme a via Pimmenthel e a via Marx, che risentono di condizioni igienico-sanitarie disastrate. «Non sono asfaltate, per cui nei giorni di pioggia come questi diventano un pantano - spiega De Maria - e al centro dell'area si trova un piazzale che è diventato deposito di erbacce, rifugio di cani randagi, discarica abusiva di elettrodomestici rotti e deposito di materiali di risulta». La situazione di degrado del quartiere e di quell'area in particolare è nota da tempo, ma uno dei problemi che aggroviglia la situazione è la proprietà, visto che l'area tra le vie Pimmenthel, Tiziano e Marx appartiene alla Curia. «In realtà basterebbe recintare l'area  dice De Maria  e asfaltare i tratti di strada sterrata». Alla recinzione, però, dovrebbe pensarci la Curia, proprietaria dell'immobile, ma se la recinzione coprisse tutto il perimetro dell'area interessata la strada (che, per quanto sterrata, viene usata dai residenti) rimarrebbe chiusa. Dall'ufficio tecnico comunale, poi, fanno sapere che il Comune ha effettuato interventi nell'area, pulendola dai rifiuti e dai materiali di risulta «che però probabilmente vengono depositati dagli stessi residenti». È secca la replica di De Maria a questa osservazione. «In effetti i lavori di pulizia ci sono stati - dice - ma, guarda caso, solo nei periodi elettorali». Sulla questione prende posizione anche l'assessore Giuseppe Morgante, residente anch'egli in via Piementhel: «Ai cittadini in effetti non si può dare torto visto che quell'area vive un solo giorno all'anno, quello della focara di San Giuseppe e poi torna all'incuria». Va ricordato che in passato Morgante propose che quell'area, di proprietà della Curia, nascesse la chiesa poi destinata a sorgere in contrada Pietrabianca su un suolo di proprietà comunale».