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Inchiesta/ Il viaggio alla scoperta delle parrocchie fa tappa al «Sacro Cuore di Gesù». Una realtà viva

«La vera forza? I 200 ragazzi di don Antonio»

di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 28/01/05

 

 

«Creare un punto di aggregazione "alternativo", con lo sguardo rivolto alla qualità delle relazioni, alla centralità della coppia e della famiglia e alle potenzialità di ognuno». In questo modo, don Antonio Minerba, parroco della parrocchia «Sacro Cuore di Gesù», riassume la missione che, da quando è giunto a Casarano, cerca instancabilmente di perseguire. Appare questo il modo migliore per iniziare il secondo appuntamento dell'inchiesta che ci porterà all'interno di questa vivace parrocchia. Si tratta di una parrocchia dal forte dinamismo, che unisce ad un'ambiziosa progettualità la possibilità di disporre di risorse umane dalle grandi potenzialità. In quest'ottica vanno letti gli sforzi profusi per gestire i campi comunali siti presso la zona industriale, affidati temporaneamente proprio alla parrocchia, e la biblioteca parrocchiale che, in mancanza di una biblioteca comunale, ha svolto per anni una funzione di tampone nei confronti di questa grave carenza colmata solo di recente. Il fiore all'occhiello della parrocchia, oltre alle numerose manifestazioni di solidarietà organizzate, è proprio l'attenzione verso i giovani. Ciò trova conferma nelle numerose attività dell'oratorio «Primo Mazzolari» che, al cuo primo anno di vita, è riuscito a coinvolgere centinaia di giovani. Sono tante le possibilità offerte dall'oratorio: calcio, pallamano, pallavolo, danza, teatro e majorette. Ma come mai una risposta così massiccia e convinta da parte dei giovani? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati. Andrea Ferrari e Loris Cazzato, entrambi tredicenni, fanno parte del gruppo dei ministranti. «Per noi - dichiarano - è bello ritrovarci assieme per giocare e per divertirci». Tuttavia, questa spiegazione non è sufficiente a rendere conto di tale adesione da parte dei ragazzi. Infatti, alla domanda del perchè preferiscano ritrovarsi in parrocchia anzichè altrove, non hanno dubbi. «Non sappiamo - spiegano - come faccia, ma don Antonio ha un'incredibile capacità di attrarre e coinvolgere i giovani». Tutto ciò non è frutto del caso ma di un duro lavoro e di una lucida capacità di programmazione. «I giovani - dice don Antonio - hanno bisogno di alternative ai modelli generalmente proposti. Spesso il loro disagio non dipende dall'aver aderito a tali modelli, ma è la stessa adesione ad essere conseguenza di un disagio dovuto alla mancanza di alternative». I circa 200 ragazzi che frequentano l'oratorio sembrerebbero dimostrare l'esattezza dell'analisi proposta dal parroco.