TuttoCasarano

Lo spazio web a disposizione dei cittadini

Home page La vita Politica Lo sport Cultura Informazioni turistiche In città la nostra E - mail

L'extravergine all'Università

Processi innovativi per la valorizzazione delle produzioni biologiche

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18/01/05

 

 

L'olio extravergine casaranese si laurea all'Università di Bari. E' stata infatti ufficializzata ieri la scelta dell'oleificio cittadino Primoljo, come sede degli esperimenti che l'ateneo barese svolgerà per attuare un progetto finanziato dal Ministero dell'università e della ricerca tecnologica. «Tecnologie e processi innovativi nella filiera olivicola-olearia per la valorizzazione delle produzioni biologiche e tipiche dell'Italia meridionale» è l'impegnativo titolo del progetto affidato a Paolo Amirante, docente di Macchine e impianti per le industrie agro-alimentari presso l'Università di Bari, e al suo staff di ricercatori. In pratica l'università di Bari condurrà nella Primoljo di Casarano esperimenti per testare le migliori tecniche di conservazione dell'olio extravergine: l'innovativo sistema che si andrà a sperimentare riguarda l'uso di azoto nelle tecniche di stoccaggio e imbottigliamento per mantenere costante la temperatura del prodotto e impedire il contatto con l'ossigeno, primo responsabile dell'acidità nell'olio. «Il progetto mira alla innovazione tecnologica di prodotto e di processo nella filiera dell'olio extravergine di oliva - si legge nella scheda dell'ateneo barese - per la valorizzazione delle produzioni locali e tipiche ottenute in conformità alle norme di agricoltura biologica». Si tratta di un esperimento che, se desse risultati positivi potrebbe allungare di molto la «vita» dell'olio in bottiglia, che oggi riesce raramente a superare i 12 mesi. Ovvia la soddisfazione che trapela dalla Primoljo per la decisione dell'università di Bari che si è rivolta all'oleificio casaranese, pur potendo scegliere tra le numerosissime aziende del settore che operano sul territorio regionale. «La soddisfazione però non riguarda tanto noi - dicono dall'azienda - quanto il ritorno di immagine e di riconoscimento della qualità che Casarano in particolare e il Salento in generale ha grazie a questa decisione».