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Dall'Unità operativa di Ginecologia respingono le accuse del Tribunale per i diritti del malato

«Nessun ritardo nei risultati dei pap-test»

di Antonio De Matteis, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 21/12//2005

 

Mesi d'attesa per conoscere i risultati di un pap-test come sostenuto nella denuncia di Anna Maria De Filippi, coordinatrice del Tribunale dei diritti del malato, o semplicemente un ritardo dovuto ad una circostanza particolare come l'adesione (per il quinto anno consecutivo) da parte dell'unità operativa di Ginecologica dell'ospedale «Francesco Ferrari» alla «Giornata mondiale della menopausa»? Stando ai rintocchi dell'altra campana, quella del responsabile del «Centro menopausa» dello stesso nososcomio di Casarano (nonchè responsabile provinciale della Cgil-Medici), Antonio Luperto, il ritardo - se si vuole definirlo così - sta tutto nella partecipazione massiccia delle donne in menopausa all'iniziativa svoltasi dal 17 al 21 dello scorso mese di ottobre. In quell'occasione vennero eseguiti 252 pap-test, mediamente 50 al giorno, che fu possibile effettuare, è bene ricordarlo, grazie alla disponibilità dello stesso Luperto e di altri quattro medici coadiuvati da due ostetriche e due infermieri per seduta che hanno prestato la loro opera, per rendere fattibile l'iniziativa, in modo volontario e quindi gratuitamente ed in orario aggiuntivo a quello normale di servizio. Ovviamente, d'intesa con l'Azienda sanitaria che ha sopportato lo sforzo organizzativo e divulgativo con propri fondi. Con riferimento alla denuncia di ritardo il dottore Luperto ha, quindi, voluto chiarire che «non si tratta di una richiesta massiccia di pap-test quale ordinarietà giornaliera ma di una eccezionalità che ha comportato evidentemente un allungamento dei tempi nella refertazione dei test da parte dei colleghi del servizio di Anatomia patologica dell'Ospedale di Gallipoli, unico laboratorio dell'Ausl Lecce/2». Ad ulteriore precisazione, il dottore Luperto ha pure aggiunto: «E' evidente che stiamo parlando di pap-test eseguiti su soggetti che si sono presentati in ospedale per fare prevenzione, com'era nello spirito dell'iniziativa, e non di pazienti che avevano evidenziato una particolare patologia che richiedeva l'esame con l'eventuale urgenza dettata dal caso». Insomma, come sembra di capire, un semplice disguido che non avrà conseguenze su quante si sono sottoposte al test. Intanto alcune donne stanno ricevendo il risultato ed altre lo riceveranno prossimamente.