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Paride De Masi, ricerca, rispetto dell'ambiente e fiuto per gli affari, il segreto del suo successo

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 20/12//2005

 

In Italia c’è una giovane classe dirigente che cresce e il Salento fa la sua parte. Così la pensa «Class», la prestigiosa rivista di economia che ha stilato l’elenco dei «magnifici duecento» italiani sotto i quarant’anni: banchieri, imprenditori, manager, avvocati, architetti, politici e ricercatori «che hanno in mano - scrive il giornale - il futuro del Paese Italia». Imprenditori come Piersilvio Berlusconi e John Elkann, politici come Enrico Letta e Stefania Prestigiacomo, avvocati come Giulia Bongiorno, giornalisti come Mario Giordano, solo per citarne alcuni. Tra di essi due salentini: il neurologo Diego Centonze (responsabile del Laboratorio di neuroscienze presso il Centro europeo per la ricerca sul cervello di Roma) e l’imprenditore Paride De Masi, presidente del Gruppo Italgest. In una intervista alla Gazzetta, De Masi si racconta a tutto tondo: dall’interesse per la squadra del Lecce alla sfida per il vertice provinciale di Assindustria, sfida che ora si trasferisce a Bari, per proseguire con i progetti di ricerca  fino alla sua attività d’impresa nel campo dello sviluppo sostenibile, che vedrà tra poco l’arrivo alla Presidenza di un «peso massimo» dell’economia italiana, l’ex amministratore delegato dell’Enel Franco Tatò.
Iniziamo subito con la domanda più calda: è interessato o no all’acquisto dell’Unione Sportiva Lecce?
«No, perché ritengo che sia nelle mani migliori. Il mio amico Rico Semeraro ha dimostrato di saper gestire nel migliore dei modi. E poi perché noi abbiamo già una squadra che vince: la Salento d’Amare Italgest Casarano. Il Salento, rappresentato benissimo nel calcio con il Lecce in serie A, deve portare agli stessi livelli altre squadre in tante discipline. Dobbiamo dimostrare di essere sempre di più “Sa-rock”, piuttosto che “Sa-lento”: l’avere nel nome questa calma non ci deve impedire di accelerare quando c’è bisogno. È l’idea dell’oceano blu, del vincere senza competere».
Di cosa si tratta, scusi?
«È una bella lezione di strategia che fanno due professori, il coreano W. Chan Kim e l’americana Renée Mauborgne: loro individuano un grande oceano blu ai bordi di un oceano rosso, cioè l’oceano della concorrenza in cui tutti combattono, si fanno la guerra, lasciando una pozza di sangue incredibile per accaparrarsi il cliente in più. Il tutto dimenticando che ai bordi di questo oceano rosso c’è un altro oceano di opportunità. Un esempio classico? L’i-pod, qualcosa di completamente nuovo che ha salvato la Apple di fronte alla concorrenza di Microsoft».
Rimanendo nella metafora, Assindustria Lecce era un oceano rosso, l’Assindustria regionale può essere un oceano blu?
«In realtà abbiamo fatto diventare oceano blu anche l’Assindustria di Lecce evitando scontri ma attivando coesione tra imprese e imprenditori, che ci fa ben sperare per il futuro. La soluzione è stata fare un passo indietro e di certo l’idea di essere candidato in maniera unitaria alla presidenza di Confindustria Puglia mi intriga molto e sono onorato da questa scelta. In quella sede, tra l’altro, non abbiamo mai avuto un leccese alla guida: probabilmente è arrivato il momento».
In attesa di questa sfida, Class la inserisce tra i «magnifici duecento» giovani italiani.
«I nomi fatti da Class sono parte della classe dirigente del Paese che ha realizzato qualcosa di cui ci si ricorda. Nel mio caso per l’impegno in settori quali l’energia da fonti rinnovabili, l’attenzione allo sviluppo sostenibile e l’ambiente. Un esempio? Il progetto Smart Park, che realizza una infrastrutturazione di tipo leggero nelle aree marine protette, fino a poco tempo fa paradisi inviolabili e che oggi possono essere goduti fino in fondo grazie al sistema delle boe intelligenti. Credo che sia la stessa motivazione per la quale hanno deciso di assegnarmi la scorsa estate il Premio Barocco».
Le imprese sono spesso rimproverate di non curare abbastanza il settore ricerca e sviluppo. Smart Park è un esempio inverso: su cos’altro state lavorando?
«Abbiamo un progetto legato all’elettroconducibilità del cemento che può riscaldare qualsiasi superficie: pensi all’utilità che questo brevetto produrrà anche nei Paesi del Nord dove il ghiaccio blocca le auto nei garage. Poi insieme all’Università di Lecce stiamo lavorando sui nanofluidi per avere risultati migliori nel fotovoltaico e poi abbiamo un altro brevetto che stiamo sviluppando molto bene per la produzione di energia dalla sansa e quindi dalla lavorazione delle olive. Il Salento ha un’importante tradizione in questo tipo di attività e allora perché non utilizzare questa biomassa per produrre energia?».
La sua è un’impresa familiare?
«Ho voluto recuperare il concetto di famiglia nell’impresa: per esempio sono l’unica accomandita per azioni della provincia di Lecce con soci i componenti della mia famiglia: mio fratello, mia moglie e i nostri genitori».
Eppure alla Presidenza della Italgest sta chiamando un manager di assoluto prestigio come Franco Tatò, ex amministratore delegato di Enel.
«È vero: lui per me è una sorta di padre putativo. Quando gli proposi di attivare, attraverso la tecnologia di cui ero proprietario, un grande progetto nell’energia rinnovabile in Italia con la riconversione delle Centrali Enel in dismissione, lui accettò la sfida rilanciando, ovviamente. Aveva Elettroambiente, una delle 18 società della grande Enel, che fino a quel momento si era mossa poco. Ne divenni socio e Amministratore delegato. I risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti. Quell’indimenticabile opportunità, concessa al giovanotto di Provincia, ritengo vada ricambiata aprendo per la mia azienda le porte di una grande stagione. Lui è uno dei manager più apprezzati nel mondo ed è anche la persona giusta per una holding che vuole diversificare nel momento in cui tutti si concentrano sul core-business. Franco Tatò mi sembra la figura migliore: lo ringrazio per aver accettato l’invito. Ho simpatia, rispetto, direi quasi devozione per il suo modo di interpretare la gestione».
Una domanda leggera per concludere: lei finisce spesso sui giornali specializzati in gossip, perché ospita sulla sua barca personaggi noti. Le dà fastidio?
«Non si può fare rete o costruire grandi occasioni senza relazioni: se Paride De Masi e la sua famiglia ricevono degli inviti, poi, li ricambiano portando ospiti a volte anche illustri nel Salento. Questo può scatenare i giornalisti di gossip, tutto qui. Le garantisco che tornano via contenti di aver conosciuto una terra bellissima, rimanendo tanto affascinati da proporsi quali testimonial importanti e compartecipi dello sviluppo del Salento. E’ in programma, ad esempio, per il prossimo anno la convention dei Falck che saranno miei ospiti nel mese di maggio: questo dà la possibilità al Salento di ricevere i primi livelli  della storica azienda lombarda che festeggerà i 100 anni di attività nel 2006, e a loro di apprezzare questo affascinante lembo di terra.  Se vogliamo spingere sul turismo e sulla creazione di posti letto di qualità dobbiamo farci conoscere e far parlare bene di questa magnifica penisola nel mare».
 

Paride De Masi, 38 anni, sposato, con una figlia, è nato a Casarano, dove è stato assessore (Dc) ai Lavori pubblici e allo Sport e presidente della squadra di calcio. Imprenditore nel settore dell’edilizia residenziale e nel turismo con la sua Italgest, acquista partecipazioni in alcune società nazionali; nel 2000 Franco Tatò, allora amministratore delegato dell’Enel, lo nomina alla guida di Elettroambiente, società che si occupa di produzione di energia da fonti rinnovabili. Oggi è presidente del Gruppo Italgest, di cui fanno parte la Italgest Energia, la Italgest Immobiliare e la Italgest Servizi. La Italgest Energia possiede il 13,5 per cento di Actelios (società del Gruppo Falck di cui De Masi è vicepresidente e che ha acquisito Elettroambiente) ed è socia in Eta, azienda della famiglia Marcegaglia che si occupa di produzione di energia da biomasse. La Italgest Immobiliare gestisce il recupero di Villa Luisa a Tuglie (immobile della Provincia di Lecce), il Sim Puglia nell’area industriale di Melissano e con la Italgest Costruzioni ha in corso la costruzione di interi quartieri residenziali a Lecce. La Italgest Servizi, oltre ad erogare i servizi di amministrazione alle altre società del gruppo, conta la Italgest Ricerca (che si occupa dell’industrializzazione dei brevetti) e la Italgest Mare che gestisce in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e Legambiente il progetto Smart Park, sistema di boe intelligenti che consentono la navigazione nelle aree marine protette. Negli ultimi mesi De Masi è stato uno dei contendenti alla presidenza leccese di Assindustria: qualche settimana fa il suo clamoroso ritiro, dopo la proposta di candidatura unitaria alla presidenza regionale dell’associazione degli imprenditori.