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Inchiesta Dopo la scoperta di due «abusivi» in ospedale,

cominciamo un viaggio tra i diseredati ed i senza tetto

Soli, e neanche un letto per dormire

di Antonio De Matteis, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 12/03/05

 

 

Il caso dei due senza tetto e senza fissa dimora che, eludendo ogni sorveglianza, hanno trascorso una «fredda» notte della loro vita al caldo dell'ospedale «Francesco Ferrari» (il primo disteso su uno scatolone di un ripostiglio degli Uffici ed il secondo sulle sedie del corridoio di Oncologia), apre gli occhi ad una riflessione e ad una domanda, anche se nessuno dei due era di Casarano: ci sono diseredati anche in città che domani (o forse già oggi) potrebbero bussare alla nostra coscienza? Purtroppo, sembra proprio di si. Il fenomeno non è ancora visibile ma non sta sfuggendo a chi guarda con attenzione alle miserie del nostro tempo e si impegna per un minimo di sollievo. Ne sanno qualcosa i soci dell'Associazione culturale «Centro storico» con il loro presidente, Emanuele Ungherese, che stanno pensando al presente ed al futuro (ovviamente nella speranza che i «preparativi» per il peggio restino solo delle prove per come affrontare un'emergenza) cercando di intercettare risorse per far fronte, non solo nel territorio di Casarano, alle situazioni che si verificano ora ed a quelle che potrebbero verificarsi. Quanto al presente (può essere solo una coincidenza?) una settimana fa una signora di 75 anni. di nazionalità curda, giunta qui per cercare l'elemosina, ha dormito per una notte sotto la pensilina della Stazione ferroviaria prima di essere soccorsa dai volontari del «Centro storico», ospitata e poi aiutata a rientrare in un centro di accoglienza della Campania. «Centro storico», ha aperto le sue porte pure a gente di Casarano senza casa. Una realtà, forse sconosciuta a molti, è dunque quella di quei poveri del posto ai quali adrà quell'atto di solidarietà che giungerà attraverso «U santu Lazzaru». Ma chi sono i poveri di Casarano? Persone che in alcuni casi trovano riparo nelle case abbandonate del Centro antico della città ed ai quali l'Associazione dona quel che può, come coperte per ripararsi dal freddo o cibo. C'è, dunque, un'emergenza casa per qualcuno? «Purtroppo si. C'è chi dorme oppure ha dormito - ha confermato Emanuele Ungherese - in quelle squallide case del Centro antico ed altre che vivono in condizioni indicibili: abitano cioè in case molto umide nelle quali quando piove scende la pioggia. Bisognerebbe vedere per avere un'idea». Come vi state «attrezzando» per soddisfare questi bisogni? «Dopo aver «studiato» quanto fa padre Fedele Bisceglia con l'«Oasi francescana» a Cosenza dove dormono circa 25 persone e trovano un pasto caldo circa una quarantina, abbiamo stilato un Progetto che dopo averlo abbandonato per alcuni anni, per difficoltà burocratiche, lo abbiamo ripreso da circa un mese e stiamo lavorando per costruire qualcosa di utile per gli uomini della strada». Con gli occhi rivolti al futuro (nessuno si auspica che diventi presente) si sta muovendo pure l'assessore ai Servizi Sociali, Antonio Memmi, che in sintonia con la normativa nazionale e regionale sta puntando alla predisposizione del Piano sociale di zona insieme con altri sei comuni. «Soltanto giovedì scorso abbiamo ultimato la fase dei protocolli d'intesa fra tutti i sindaci del bacino, con la firma di diversi disciplinari. Passeremo quanto prima alla seconda fase di questo Piano che dovrà tenere conto delle esigenze del territorio compresa questa dei senza tetto. Come Servizi sociali abbiamo avviato anche - ha aggiunto - delle forme di dialogo con le parrocchie di Casarano e col mondo della scuola perchè vogliamo monitorare e tenere sotto controllo quelli che sono i nuovi bisogni della società». Insomma, la situazione non è esplosiva ma i bisogni ci sono. Per fortuna c'è chi sta pensando ad affrontarla ma servono più operai per demolire certe diseguaglianze e costruire la solidarietà.