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Sosteniamo il settore agro alimentare,cioè la nostra terra, che è stato il settore trainante della nostra economia da sempre, oggi abbandonato a se stesso.

di Antonio Stea, Casarano  22/07/2005

 

 
Gent.le redazione,
per chi non mi conosce (e credo siano tanti) sono Antonio Stea, ventiseienne dr. agronomo della nostra Città, libero professionista, titolare dello studio "Produzioni Vegetali"  in Casarano (www.produzionivegetali.it), responsabile unico per la pr. di Lecce di un importante progetto sviluppato nella nostra Regione inerente una coltura orticola, borsista presso il CNR di Lecce - Ist. di Scienze delle Produzioni Alimentari, socio attivo della SOI (Società orticola Italiana), collaborateore esterno O.M.P , socio dell' Arptra (Ass. tecnici e ricercatori in agr. pugliesi), autore di diverse pubblicazioni a livello nazionale inerenti la qualità delle produzioni agroalimentari.
Rimango entusiasta del concerto del batterista ex Police, ma l'aspetto su cui cade la mia attenzione è unico: LA MANCANZA DI POLITICHE AGROALIMENTARI, a cui sono legato e che credo possa permettermi di dire la mia, essendo un tecnico formato anche per lo sviluppo del territorio.
Con la presente colgo l'occasione di esprimere delle opinioni in merito al mio settore e rivolgerle all'amministrazione ed al nostro egr. Sindaco ed a lui in particolare ricoprendo lui stesso l' importante carica di assessore all'agricoltura.
Devo ammettere che trovo molto scandaloso e lo ammetto con sommo dispiacere che l'amministrazione della mia città non abbia in questi anni posto minima attenzione nei confronti delle risorse dell'agro-alimentare, cosi come le chiama il neo Presidente della Regione e della loro importanza nell'ottica sociale.
A Casarano dopo anni di osservazioni arrivo a dire che non esiste una politica agro-alimentare, credo che l'amministrazione, parlo per il mio settore, non abbia a cuore le sorti dell'agro-alimentare e lo dico con certezza. Più volte ho spronato chi si dovrebbe occupare in modo opportuno di risollevare le sorti delle aziende agro-alimentari, dei nostri imprenditori, la risposta univoca che ho sempre ricevuto è stata: "L'amministrazione non ha potere in questo", è un concetto sbagliato a priori, perchè forse non credono loro nelle potenzialità delle risorse naturali che abbiamo e a questo punto per via trasversale  anche in noi giovani cittadini, probabili futuri imprenditori e datori di lavoro.
Qui badate bene non si parla di un settore di nicchia dell'economia casaranese, ma di aziende olearie dall'elevata caratura, di cooperative ortofrutticole che operano da sole  e che  se accompagnate nel loro percorso potrebbero fare sempre meglio e riuscire a creare un indotto nuovo.
A Casarano non si parla di politiche agro-alimentari, l'ultimo consiglio comunale dedicato a tale importante settore dell'economia zonale è stato diversi anni fa, per altro senza giungere a nessuna decisione o almeno a nessun piano strategico. Manca la programmazione, manca la voglia di creare un'aria nuova in tale settore.
E' veramente inaudito che in una zona votata all'agricoltura ed all'olivicoltura ed all'olio di oliva, prodotto dalle qualità eccezionali, come la nostra non ci sia una minima attenzione, una minima programmazione, non si ha a cuore un intero sistema. E' impensabile che un gemellaggio con una città belga e grande come Charleroi (200.000 abitanti), in cui non c'è alcuno albero di olivo e dove da un po di tempo la domanda inizia a salire costantemente in olio di oliva (dati Istituto Commercio Estero), non si abbia dato inizio ad un dialogo non di parole, puramente formale, che serve a poco, ma commerciale, proponendo loro i nostri prodotti apprezzati ovunque, ma questo è veramente il minimo che possa scrivere in questa mail di critica positiva.
Lo Sportello dell' Agricoltura, da poco riaperto, è a mio parere più un parare colpi, che una programmazione seria di assistenza per le aziende o un incentivo alla creazione di nuove, dove collocare ragazzi e ragazze della mia città. Lo sportello non ha modificato nulla dall'ultima vision datagli. Lo sportello deve guardare a 360 gradi, io lo vedo espressamente come uno strumento collocato nei primi anni degli anni 80, cosi come realizzato, cosi come pensato. Occorre una programmazione seria e decisionale importante, ma soprattutto  occorre apportare idee nuove e strategie, anche allacciandosi ad enti di ricerca o semplicemente invitando l'assessore alle politiche agricole provinciale, che negli ultimi tempi è stato invitato a Casarano in un occasione da me organizzata.  Il corso di giardinaggio (per carità rispettabilissimo per altri fini) che è stato realizzato in passato al 100 % ammetto non risolleva le sorti dell'agro-alimentare. Non ne usciamo via da questa mail con i soliti discorsi: sono i ragazzi di oggi che non hanno voglia.. nopn ci nascondiamo dietro queste bugie grandi. Sono i giovani come me che vogliono collaborare, vogliono creare, ma occorre anche una politica giusta da parte dell'Amministrazione, altrimenti tutto rimarrà un deserto in una città dove l'agro-alimentare non ha posto.. e per un paese che è capofila di 69 comuni non è certamente un fattore positivo.  Occorre pensare in un ottica complessa, certo per fare questo occorre programmare, avere idee e se queste non si hanno, perchè non competenti in materia, ascoltare tecinici qualificati altamente, occorre credo anche che la carica di assessore sia data ad una persona compente nel settore dell'agro-alimentare. Due sabati fa ho preso parte ad un convegno a Mola, in quell' occasione ho fatto i miei complimenti al Sindaco di quella cittadina che ha nominato un professore univ.
 in qualità di Assessore, ma questo solo per riportare che esistono realtà migliori. In Toscana, un paesello ha finanziato un progetto di ricerca su un prodotto agro-alimentare per cercare di dare quel carattere di distintività alle loro produzioni, ma non continuo per non frustrare troppo l'operato pressocchè nullo dell'amministrazione in tale settore, amministrazione che ha il coraggio di stanziare 1.000 euro al mese per uno sportello poco funzionale e non raccordato soprattutto con quelle che sono le esigenze di un territorio dalle ampie possibilità e che non guarda ad un'ottica seria e futura,  si buttano le basi per costruire il nulla in agro-alimentare a Casarano e non si da sostegno vero alle aziende esistenti.
Questo è un monito all'amministrazione di questa città perchè credi veramente nel settore delle produzioni agro-alimentari, lo scrive un ragazzo che ogni giorno cerca di apportare contributi innovativi ad un settore dimenticato come quello dell'agricoltura intera a Casarano.
 
Sono disponibile per chiarimenti, ed aperto al dialogo costruttivo ed anzi sarei più che soddisfatto di poter colloquiare e cercare di risvegliare una situazione assai grave per l'agro-alimentare, settore di mia competenza insieme a voi.
 
 
Dott. Ar. Antonio Stea
347.8109168
Collab.re Cnr
Collab. Fac. Agraria - Univ. di Bari
Socio SOI (Società  orticola italiana)
Socio Arptra (Associazione tecnici e ricercatori pugliesi)
Titolare studio Produzioni Vegetali - Casarano
 
 
 
 

22/07/05 Caro Antonio, sono stato felicissimo di leggere quanto hai scritto, sapessi quante volte, pur non essendo un esperto del settore agro alimentare, ho cercato di sensibilizzare il sindaco e l’allora assessore all’agricoltura Antonio Memmi su questo “problema”. La mia proposta partiva da una considerazione, come mai in alcune regioni, vedi l’Emila Romagna, il settore agroalimentare è il perno dell’economia, mentre noi non riusciamo a vendere due patate. Come hai scritto tu, anche a me è stato sempre risposto che il Comune non ha strumenti per incidere in questo settore. Io non ci ho mai creduto, credo che mancasse solo la volontà. La mia idea era quella di iniziare a realizzare un sistema che prendesse ad esempio la filiera emiliana adattandola al nostro territorio. Sistema ovviamente da realizzare per gradi ma con quell'obiettivo da raggiungere. Nella nostra città invece non si è saputi andare oltre il corso di potatura, della gita alla fiera di Foggia, il corso di fitormaci, che per importanti che siano non fanno parte di un disegno organico che possa incidere positivamente in questo importante settore.

Eugenio Memmi