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Un tavolo permanente del volontariato
S'intensifica il dibattito sulle povertà e sul ruolo dei servizi sociali.

Torna una proposta dell'assessore

di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 16/03/05

 

 

«Sarebbe opportuno che si riunissero immediatamente tutte le organizzazioni di volontariato, le comunità parrocchiali ed i servizi sociali per formulare una serie di proposte tese ad aiutare le famiglie più bisognose». Con queste parole, Eugenio Memmi, il fondatore del visitatissimo sito tuttocasarano, cerca di individuare una strada percorribile che tenti di far fronte alla drammatica situazione. «Non c'è giorno - scrive Eugenio - che non passi senza il disperato appello di una famiglia il cui capo famiglia ha perso il posto di lavoro». Pronta la replica dell'assessore alle Politiche sociali, Antonio Memmi: «in realtà questa è stata la prima cosa che abbiamo fatto». Già ad ottobre, infatti, l'assessorato si è fatto promotore dell'istituzione di un tavolo permanente di confronto teso al coinvolgimento di parroci e dirigenti scolastici. «Abbiamo iniziato a predisporre - precisa Memmi - un Piano di zona, una sorta di piano regolatore sociale che comprende 7 comuni con capofila Casarano. Tale piano prevede il coinvolgimento di tutti gli attori sociali del territorio. Siamo davanti ad una grande opera di riordino dell'interno settore dei servizi sociali». Nonostante ciò, gli ambiti di intervento dell'assessorato restano molteplici e di primaria importanza: «Dobbiamo, oltre alle attività di ordinaria amministrazione, far fronte anche a nuovi problemi, come la mancanza di lavoro, dove alla disoccupazione cronica si è aggiunta la falce della mobilità. Lo scorso anno, ad esempio, abbiamo erogato ben 250 contributi a sostegno delle famiglie indigenti, per un totale di 35 mila euro. Abbiamo istituito, benché non fossimo tenuti a farlo, un fondo farmaceutico. Prevediamo l'esenzione su alcune tasse e stiamo cercando di affrontare in modo più adeguato il problema della disabilità». «Dobbiamo - precisa il nuovo dirigente dei servizi sociali, Antonio Facchini - intraprendere una vasta operazione culturale che metta al centro della propria riflessione il concetto stesso di cittadinanza. Chi ha bisogno, infatti, spesso non è in grado di esercitare questo diritto. L'Amministrazione deve avere un compito di mediazione tra i vari attori sociali, in modo tale da far fronte comune a questi problemi. In questo modo il confronto, facendo leva sui propri esiti collaborativi, può sfociare in una co-progettazione partecipata, volta all'individuazione di risposte concrete ai problemi che attanagliano la città».