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Il grande amore dei pazienti del day hospital oncologico ed il dott. Serravezza chiede al medico di restare a Casarano e alle istituzioni di farlo lavorare in condizioni migliori
di Mauro Stefano, dal Nuovo Quotidiano di Lecce del 03/06//2006

  

Lo avevano promesso e lo hanno fatto. I pazienti del Day Hospital Oncologico del “Ferrari”hanno manifestato tutta la loro rabbia ed amarezza per le ultime, contestate, decisioni dei vertici aziendali. Con la raccolta di oltre un migliaio di firme ed un sit-in organizzato nell’area interna dell’ospedale, negli scorsi giorni si sono schierati, se mai ve ne fosse stato bisogno, accanto al dottor Giuseppe Serravezza, il medico diventato ormai punto di riferimento insostituibile per oltre 3mila malati di tumore. In polemica con i vertici aziendali, Serravezza si è allontanato dal “Ferrari” e c’è chi dà per scontato che non vi farà più ritorno. La Asl Lecce 2 non ha ascoltato le segnalazioni e le proteste dei malati e di un ambulatorio che da anni è costretto a lavorare in condizioni a dir poco precarie: pazienti accampati per le scale, lunghe ore di attesa per una visita o per la chemioterapia effettuata in locali angusti, privi di aria condizionata “con molti di noi famigliari che provvedono al cambio delle flebo per facilitare il lavoro a quei poveri infermieri” come afferma chi assiste gli ammalati. Il previsto piano di potenziamento della struttura annunciato dalla direzione generale della Asl Lecce 2 non convince: i 16 posti letto per le degenze ed i 24 per il day hospital costringeranno, comunque, ad una selezione dei 3.000 ammalati di tumore fino a ieri assistiti da Serravezza. “Nessuno potrà costringerci ad abbandonare questa struttura ed i nostri medici, ad iniziare da Serravezza, che con enormi sacrifici ci sono sempre stati accanto” affermano i pazienti disposti a tutto, anche ad altre clamorose manifestazioni di protesta, per far valere i propri diritti. Intanto, in risposta ai primi articoli sul –caso oncologia- apparsi su Nuovo Quotidiano la scorsa settimana, si registra l’intervento di Flavia Serravezza, figlia dell’apprezzato medico casaranese in predicato di trasferirsi in una struttura attrezzata di Melfi o Rionero in Vulture. “Se un medico decide di ‘abbandonare’ più di 3000 pazienti non è un folle. E’ solo consapevole di essere un rischio per loro. In quelle condizioni lavorative qualsiasi medico lo sarebbe. I malati di tumore non sono pazienti qualsiasi e hanno diritto di essere curati in tempi e condizioni decenti” scrive la signora Serravezza sul sito internet tuttocasarano. “Per non parlare del servizio di assistenza domiciliare- continua la figlia del dottor Serravezza- che per l’amministrazione ospedaliera non è altro che un servizio fuorilegge. Un modello di continuità di cura che è riuscito ad assistere a domicilio 650 malati terminali nel 2005, grazie a tre équipes medico-infermieristiche, con psicologo e volontari a supporto, finanziate dalla Lega contro i Tumori di Lecce. Un servizio fuorilegge per l’amministrazione ospedaliera. Il dottor Serravezza non è il primario del reparto e non ambisce ad esserlo: gli importa solo che chi di dovere si occupi di mettere a disposizione dei pazienti gli spazi e i posti che sono le basi di un sevizio pubblico ospedaliero”.