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Il dolore di chi lotta per sopravvivere, difeso da chi come medico ha scelto di condividere questa straziante vicenda umana, si scontra con la cecità delle istituzioni

di Mauro Stefano, dal Nuovo Quotidiano di Lecce del 21/03//2006

 

Personale carente, locali inidonei, scarsa attenzione per i pazienti. Questo quanto ha evidenziato il reportage sulla sanità pugliese trasmesso domenica sera da Rai Tre nel corso del programma “W l’Italia”. Il giornalista Riccardo Iacona ha, infatti, confezionato un’inchiesta sulle difficili condizioni in cui il personale medico è spesso costretto a lavorare con inevitabili conseguenze sui pazienti. Tra gli ospedali monitorati anche il “Ferrari” di Casarano dove lo scorso mese di dicembre il giornalista Rai ha trascorso un paio di giorni fotografando con  inquietante lucidità il frenetico ed appassionato lavoro del Day Hospital Oncologico diretto dal dottor Giuseppe Serravezza. Tra gli decine e decine di pazienti in coda per una visita o per la terapia è emersa la cronica assenza di un reparto, “mentre attendiamo almeno i 15 posti letto che ci sono stati promessi” ha affermato Serravezza. Senza un reparto, i circa 3.000 malati di tumore seguiti dal Day Hospital del Ferrari sono costretti a contendersi (10 alla volta) la piccola stanza per la chemioterapia con medici ed infermieri costretti, a loro volta, a turni massacranti. Sorprendente (ma solo fino ad un certo punto) la confessione finale di Serravezza. “Parliamo pure di padrini politici. Mi è stato chiesto di schierarmi ma io non lo sono mai stato!” ha affermato l’apprezzato dottore casaranese. “Quindi il reparto non glielo fanno perché non è appoggiato politicamente e qui e solo con la politica che si fanno le cose!” ha poi concluso Icona. Sollecitato da alcuni iscritti alla Lega Tumori cittadina, nel corso del consiglio comunale di ieri è stato Attilio De Marco, per la civica “20 di Libertà”, a chiedere “cosa  l’amministrazione comunale intende fare per cercare di risolvere in tempi brevi il problema di oncologia”. Il sindaco Remigio Venuti ha garantito il suo “personale intervento presso la direzione sanitaria”.