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Primo anniversario della tragica scomparsa di Daniela e Paola Bastianutti. Dalla piazza a loro dedicata si alzano al cielo parole di amore, pace e speranza
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 24/07/2006

    foto di Eugenio Memmi

Sharm-el-Sheik, 23 luglio 2005. Un’autobomba spazza via le speranze e i sogni di Daniela e Paola Bastianutti. Le due giovani casaranesi, in vacanza nella nota località turistica egiziana, sono tra le vittime di una serie di attentati terroristici che ferisce non solo la famiglia Bastianutti, ma l’intera comunità casaranese e salentina. Casarano, 23 luglio 2006. Il messaggio di speranza per un mondo di pace parte dalla città che ha generato le due ragazze e lo materializza in una piazza-giardino, intitolata alle ragazze, vittime innocenti del terrorismo. Un vero monumento alla Pace.Claudio e Laura Bastianutti, i genitori delle ragazze, hanno pregato nella vicina chiesa di S. Maria della Croce prima dell’apertura della cerimonia. Il primo atto è stato la scoperta della targa, con l’intestazione ufficiale della piazza, posta alla destra della chiesa. E’ toccato al sindaco, Remigio Venuti, tirare il nastro tricolore che ha innescato il rito. Il cerimoniale ha previsto poi l’inaugurazione dell’opera “Le due Ali” dell’artista giapponese Hidetoshi Nagasawa. Il grande lenzuolo bianco che copriva la scultura è stato tirato contemporaneamente dal presidente della Regione, Niki Vendola; dal presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino; da Paride ed Elvira De Masi.

         

(video) L'appaluso dei

cittadini all'inaugurazione

dell'opera di Nagasawa

La scoperta della scultura è stata accolta con commozione dai tanti cittadini presenti. Molti di essi si sono chinati verso la targa, posta alla base dell’opera, baciandola come se fosse un sepolcro. I genitori delle ragazze, sempre accompagnati da Stefano Mastrobisi, il fidanzato di Paola, e gli altri familiari si sono soffermati a lungo di fronte alle ali di Nagasawa. Dopo la benedizione della piazza, è stata la volta degli interventi. Il sindaco Venuti ha ricordato i giorni di lutto di un anno fa e la risposta di grande partecipazione della città. Ha ricordato che proprio in quei giorni maturò l’idea di dedicare un luogo per la memoria di Daniela e Paola.

Come spesso accade, l’intervento di Vendola ha commosso i numerosi presenti alla cerimonia. Il presidente della Regione ha sottolineato come il terrorismo “è entrato nelle case di ognuno di noi”. “Voglio fare un omaggio a Claudio e a Laura – ha aggiunto Vendola – perché il grande dolore poteva farli chiudere in se stessi, invece hanno di usare quel dolore mettendosi a disposizione di tanti figli che non conoscono neppure. A Casarano – ha concluso il presidente – la morte non ha sconfitto la vita. Da qui, mandiamo a dire che è la vita che ha sconfitto la morte”.

         

I genitori, alla fine, con un messaggio letto dal nipote Vincenzo Marrella, hanno voluto ringraziare tutti coloro che sono stati vicini e si sono messi a disposizione affinché il loro progetto, la “Fondazione Paola e Daniela onlus”, venga realizzato. Ieri, infatti, è stata pure posata la “prima pietra” nei locali dell’ex Lazzaretto dove sorgerà la casa di accoglienza diurna per dieci minori.

 

La scultura “Le due Ali” di Hidetoshi Nagasawa, artista giapponese, cittadino onorario di Casarano, si trova al centro di piazza Daniela e Paola Bastianutti che, anch’essa, come ha spiegato il Maestro che l’ha concepita, rappresenta un monumento. L’intero complesso è una specie di piazza-giardino, uno spazio semplice come un luogo di pace. Al suo interno ci sono sette elementi di pietra collocati in diverse direzioni. Nell’insieme essa è un’opera d’arte che si può guardare da due diverse prospettive. Dall’alto i sette elementi di marmo, disposti quasi casualmente, sono in realtà un ettagono; mentre la scultura centrale sembra come sospesa nell’aria.

E’ la prospettiva che l’artista ha immaginato possano ammirare da lassù Daniela e Paola, secondo un ordine ben preciso che fa quasi da contraltare alla visione in piano, con la collocazione “disordinata” degli elementi in pietra. E’ l’eterna contrapposizione esistente tra un ordine celeste e il caos terreno. Il numero sette, sebbene sia un numero sacro e dalla grande carica simbolica e nell’antichità era considerato un numero perfetto, è stato utilizzato dall’artista perché è un numero che conferisce equilibrio. La piazza, che è un monumento alla Pace, dovrebbe alimentare quel senso di distensione e serenità che solo l’armonia e l’equilibrio riescono ad infondere in un luogo che è piazze e giardino allo stesso tempo.

I sette blocchi collocati nel prato sono di marmo di Apricena (Foggia). In questo contesto è stata collocata l’opera “Le due Ali” che rinvia, sia pure in modo non immediatamente evidente, la figura misteriosa dell’Angelo. La scultura è stata realizzata con marmo d’Africa e di Turchia ed è stata donata dall’amministratore delegato del Gruppo Italgest, Paride De Masi, e dalla moglie Elvira Masciullo. “Ci si può sedere su quei blocchi – ha aggiunto l’artista – ma bisogna essere consapevoli che non ci si siede su una panchina, ma su un monumento”.

 

Il ministro degli Affari Esteri, Massimo D’Alema, era stato invitato dal sindaco, Remigio Venuti, alla cerimonia di intitolazione della piazza a Daniela e Paola Bastianutti. Il titolare della Farnesina, com’è noto, è rimasto molto legato al territorio che una volta costituiva il suo collegio camerale. Fino ad una settimana fa la presenza di D’Alema alla cerimonia era data praticamente per certa. L’evolversi della crisi in Libano, però, e la grande attività della diplomazia italiana nel tentativo di risolvere la crisi, che ha prodotto la decisione di organizzare una conferenza di pace a Roma, ha fatto perdere le speranze al sindaco della città. Tuttavia, venerdì scorso, Venuti si è visto recapitare una busta dalla segreteria della vice presidenza del Consiglio dei Ministri con all’interno un messaggio del ministro D’Alema. “Con rammarico – si legge – ti comunico di non poter prendere parte alla vostra iniziativa a causa di impegni istituzionali assunti precedentemente. Ti sarei grato se volessi rappresentare il senso del mio più vivo apprezzamento all’amministrazione comunale, per l’impegno profuso nell’onorare la memoria delle due giovani italiane vittime del terrorismo internazionale ed ai familiari, per l’esempio di forza d’animo e coraggio dimostrato nel portare avanti questa iniziativa, prova di grande impegno civile e morale. Il Governo ed io personalmente – conclude il vice Presidente del Consiglio – ribadiamo la più ferma condanna per atti di brutale violenza che non fanno che rafforzare l’agire di tutta la comunità internazionale nella lotta contro il terrorismo”.