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Il consiglio comunale ha ceduto l'immobile ai coniugi Bastianutti. Tutti favorevoli all'iniziativa ma nell'Aula emergono valutazioni contrastanti

L'ex lazzaretto sede della «Fondazione Paola e Daniela»
di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 01/06//2006

  

È l'ex lazzaretto la nuova «casa» di Paola e Daniela. La prima pietra al progetto di casa-famiglia per minori senza genitori, pensato da Claudio e Laura Bastianutti dopo la tragica morte delle figlie nel luglio scorso a Sharm-El-Sheikh, è stata posta ieri dal consiglio comunale. Ma la decisione è stata sofferta e travagliata, più di quanto ci si sarebbe aspettato vista la delicatezza della questione. Formalmente la cessione dell'immobile al prezzo simbolico di 10 euro alla «Fondazione Paola e Daniela» e l'ingresso del Comune nella Onlus come «socio onorario» sono state decisioni prese all'unanimità; in pratica però l'abbandono dell'aula da parte di due consiglieri Ds ha aperto nella maggioranza una vistosa falla, tamponata da Leda Schirinzi, la cui presenza ha impedito che il Consiglio si sciogliesse. «La posizione del gruppo consiliare e del partito dei Ds è assolutamente favorevole alla cessione» ha chiarito il capogruppo Mario Turco il che però non ha impedito che i Ds si spaccassero. Rocco Greco e Antonella Barlabà, (come pure i consiglieri di opposizione Giampiero Marella e Antonio Gatto), infatti, non hanno partecipato alla votazione e hanno espresso nella discussione numerose riserve sul metodo e sul merito della cessione dell'ex lazzaretto. La Barlabà ha chiesto fino all'ultimo un ripensamento sulla procedura adottata. «La mia paura più grande è che la comunità di Casarano perda quel bene - spiega - e per questo mi sarei aspettato l'inserimento del Comune come socio fondatore della Fondazione, piuttosto che come socio onorario». Le ha replicato con un piccolo gioco di parole Santo Malagnino (Margherita). «Stiamo cedendo un bene, ma a fin di bene - afferma - e anche per dimostrare che quel peso che Claudio e Laura Bastianutti portano sulle spalle è condiviso dalla città». Perplessità sulla sede della casa-famiglia ha espresso Greco, che ha proposto invece Palazzo De Donatis. «Ma l'ex lazzaretto è il luogo migliore - gli ha risposto la Schirinzi - è accanto alla chiesa di Casaranello, che è il luogo dell'incontro tra Oriente e Occidente e così può diventare un nuovo luogo d'incontro, un atto d'amore nato da un atto di guerra». Ancora Greco ha chiesto la presenza del Comune nel consiglio d'amministrazione della Fondazione. «Nessuno può pensare - afferma l'esponente Ds - che la partecipazione di un organo politico possa andare in direzione contraria al nobile progetto dei Bastianutti». «Perplessità comprensibile - è stata la replica del sindaco (e compagno di partito) Remigio Venuti - ma l'amministrazione può condividere le scelte senza essere rappresentata negli organismi: è un particolare, che non può condizionare un voto negativo». Sulle procedure punta l'indice, poi, Marrella (Fi). «Perfino nella maggioranza ci sono dubbi di legittimità - sottolinea - a maggior ragione ne abbiamo noi, che non siamo stati coinvolti fin dall'inizio nell'iter del progetto». I dubbi, per Sasà Stanca (Ds), non possono però far dimenticare che il gesto dei Bastianutti «è la risposta a chi ha messo quella bomba: è a quest'atto di generosità che dobbiamo guardare come una grande lezione di dignità».