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Tiene sempre banco il caso-antenne. Ieri c'è stato un incontro cui hanno partecipato le forze politiche, i comitati spontanei.

Monitoraggio continuo della situazione. Ma rimangono perplessità
di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 08/06//2006

  

Ancora luci e ombre sul caso-antenne: 16 «sentinelle dell'elettrosmog» controlleranno 24 ore su 24 le onde elettromagnetiche delle antenne di telefonia, ma nei comitati di cittadini permangono perplessità. Ieri sera un incontro tra le forze politiche di maggioranza e opposizione, i comitati spontanei contro le antenne e la Tek-Up (ditta aggiudicataria del servizio di redazione del piano di localizzazione delle antenne) ha stabilito dove verranno localizzate le centraline di monitoraggio ambientale per misurare l'inquinamento elettromagnetico. «Incontro positivo, nel segno del coinvolgimento» dicono, ad una voce, sia l'assessore all'Ambiente Sergio Abbruzzese (Margherita) che il consigliere di opposizione Leda Schirinzi (Casarano Amica). Ma don Antonio Minerba, il battagliero parroco anti-elettrosmog parla di «contentino» e annuncia che il comitato di cui fa parte «proseguirà per la strada del ricorso al Tar». I luoghi nei quali saranno installate le centraline che misurano l'intensità delle onde elettromagnetiche saranno 16 in tutta la città, in prossimità dei «punti sensibili», ovvero le sedi delle scuole, l'ospedale e gli uffici pubblici. La discussione che si è svolta ieri sera, però, è servita anche a perfezionare la mappa, ad esempio spostando dei rilevatori in Contrada Pietrabianca e in Contrada Botte. «In questo modo tutto il territorio comunale viene controllato accuratamente - afferma l'assessore Abbruzzese - e sarà possibile per i cittadini anche conoscere il grado di inquinamento elettromagnetico della loro zona». Nell'incontro, infatti, si è convenuto anche di pubblicare i dati rilevati dalle centraline sia attraverso un sito internet che tramite pannelli elettronici, simili alle centraline di rilevazione delle polveri sottili presenti, ad esempio, a Lecce. «Mi sembra un'ottima idea - approva la Schirinzi - e, più in generale, il metodo del coinvolgimento e della discussione dal basso su un problema così delicato è quello giusto». Se l'esponente dell'opposizione promuove il percorso intrapreso, però, lo boccia don Antonio Minerba, a nome del comitato contro l'antenna di via Cremona. «Abbiamo partecipato per ascoltare le proposte - spiega - ma è ovvio che non potevamo fornire giudizi su dove andavano installate le centraline: tutto sommato mi è sembrato un contentino, giusto per dire che eravamo stati coinvolti in questa fase». Il punto fermo rimane l'antenna di via Cremona, vicinissima alla chiesa del Sacro Cuore di cui è parroco don Antonio e contro la quale il comitato ha fatto ricorso al Tar. «Anche se non esiste un regolamento comunale - spiega il sacerdote - esiste una normativa regionale, che parla delle biblioteche come punti sensibili e la chiesa ha una biblioteca riconosciuta a livello regionale. Ma sulla questione delle antenne già installate l'amministrazione e la ditta hanno già svolto un incontro presso l'auditorium, nel quale hanno cercato di convincerci che non si poteva fare niente: ebbene, noi non ne siamo convinti e vedremo cosa risponderà il Tar».