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Il palo della linea del telefono da spostare? Si, con 3000 euro! Risponde la Telecom
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 13/07/2006

  

“Mi hanno chiesto 3.000 euro per ottenere quello che, secondo me, è un diritto sacrosanto!”. Una cittadina casaranese, L. C., combatte da mesi una singolare battaglia contro la Telecom per lo spostamento di un palo del telefono. La signora ha recentemente ricostruito la casa ereditata dal padre, situata in via Manzoni all’angolo con via Puccini, ma la presenza di quel palo l’ha costretta a sospendere i lavori in attesa che il colosso della telefonia provveda al suo smantellamento e la conseguente collocazione in un altro punto della strada. Quel palo, infatti, che tra l’altro è costituito anche da un sostegno e da un’asse, secondo il progetto si troverebbe proprio al centro del prospetto principale della casa. Una situazione inammissibile.

Ma perché il palo si trova proprio lì e non in un punto di confine della proprietà, come dovrebbe essere? “Perché presero mio padre alla sprovvista e firmò senza sapere cosa stesse firmando – risponde la signora – il palo lo misero in quel punto vent’anni fa senza chiedere prima il permesso. Solo a cose fatte informarono mio padre, che in quel periodo era già anziano e viveva da solo, e gli fecero firmare l’autorizzazione”. Piccole vessazioni che quotidianamente subiscono i cittadini da parte di soggetti molto più grandi. “L’anno scorso, attraverso un legale – racconta L. C. – ho chiesto alla Telecom la rimozione. Solo due mesi fa mi hanno risposto, dicendomi che dovrò farlo a mie spese e mi hanno inviato il preventivo di 3.000 euro”.

“Dobbiamo fare il muro di cinta – prosegue L. C. – l’ingresso verrà proprio in corrispondenza del palo. Non è possibile una cosa del genere. Tra l’altro ci sono problemi di sicurezza perché il palo, per come è strutturato, potrebbe agevolare i malintenzionati che vorranno penetrare in casa. Lunedì scorso, dopo tante insistenze – rivela la proprietaria – sono riuscita ad ottenere un appuntamento con un ingegnere della Telecom a Lecce. Sono stata lì ad aspettare per tanto tempo, ma alla fine mi hanno detto che non potevo essere ricevuta. Ma vi sembra normale tutto questo?”.