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Cinquanta tifosi rossoazzurri sono stati a Cosenza per rinsaldare un gemellaggio che ha sempre visto protagonista il frate calabrese

Patto di ferro, grazie a padre Fedele
di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 03/06//2006

  

Casarano e Cosenza rinsaldano un gemellaggio storico in nome di padre Fedele. Erano una cinquantina i tifosi casaranesi giunti a Cosenza in occasione dell'ultima partita di campionato della squadra calabra, fondamentale per un buon piazzamento in chiave play-off. La «trasferta» è stata organizzata dall'associazione «Centro storico», nata proprio su stimolo di padre Fedele, in collaborazione con lo storico gruppo di tifosi Cusp 1980. All'iniziativa hanno aderito quasi tutti i gruppi della tifoseria casaranese. «Al nostro arrivo - ha dichiarato Emanuele Ungherese, presidente del "Centro Storico" - un centinaio di cosentini ci hanno accolto in festa. Non c'erano solo tifisi. Anche la gente comune si avvicinava, ci salutava e lasciava un bottiglione di vino ed un vassoio di succulenti piatti locali». Non è stato possibile vedere il frate-ultrà, che in occasione della visita dei casaranesi era ancora agli arresti domiciliari nel convento di San Valentino a Belvedere. I casaranesi, tuttavia, hanno consegnato al responsabile dell'Oasi, la casa di accoglienza voluta da padre Fedele, una targhetta ed una bottiglia di vino da far pervenire al frate. «Anche se non abbiamo potuto vedere Padre Fedele - precisa Ungherese - gli siamo stati vicino nella preghiera e nel tifo. Abbiamo saputo dal suo avvocato che quando padre Fedele è stato avvisato di quanto stava accadendo non è riuscito a trattenere le lacrime». La festa è continuata allo stadio. «Siamo stati ospiti della curva Nord - continua Ungherese - dove abbiamo esposto i nostri striscioni, compreso quello in onore di padre Fedele». Poi lo scambio di cori tra le due tifoserie. Ma il coro che ha unito l'intero stadio, intonato proprio dal megafono di Ungherese è stato «Padre Fedele alè, Cosenza e Casarano sono con te». «Ad un certo punto - racconta Ungherese - nella curva Sud compare uno striscione con su scritto "L'Oasi e la Città ringraziano Casarano"». Nel corso dell'intervallo si è rinnovato il rito del gemellaggio. Le bandiere con i colori sociali delle due squadre, l'una accanto all'altra, hanno fatto il giro del rettangolo da gioco. «Giunto sotto la curva Sud, che ospitava alcune migliaia di tifosi - conclude Ungherese - ho preso la parola. E' stato incredibile: tutta quella gente in silenzio ad ascoltare quello che padre Fedele significa per noi. Poi ho invitato tutti a pregare per padre Fedele e a quel punto è ricominciata la festa». Padre Fedele, dopo essere stato arrestato lo scorso 23 gennaio con l'accusa di violenza sessuale su una suora, è stato rimesso in libertà dal Tribunale del riesame di Catanzaro.