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Protestano gli abitanti di contrada "Spiri" contro il presunto inquinamento acustico ed ambientale della cava della ditta De Luca Costruttori
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 20/07/2006

  

 

Nuove proteste da parte degli abitanti di contrada “Spiri” contro il presunto inquinamento acustico ed ambientale causato dalla vicina cava di tufo di proprietà dell’impresa “De Luca Costruttori”. I cittadini hanno alzato la voce per l’ennesima volta dopo un periodo, durato circa due settimane, di emissione di polveri particolarmente intenso. Le polveri si sono depositate sulle case di contrada “Spiri” (detta anche “Pineta”) e del popoloso quartiere di Pietra Bianca, sospinte anche da un vento sostenuto di tramontana, imbiancando auto, balconi, finestre, aiuole e tutto ciò che era esposto a nord.

“Sono più di 20 anni che viviamo questa realtà, ormai nota a tutti – accusa un residente che preferisce rimanere anonimo – e riguarda l’inquinamento atmosferico e acustico dovuto alla cava che si trova nella stessa zona abitata. L’inquinamento ambientale è arrivato a livelli insopportabili – continua il cittadino – nonostante le molte petizioni fatte negli anni passati e ancora oggi senza ottenere risultati. Nemmeno l’amministrazione locale è stata sensibile a questo grave problema, forse perché siamo cittadini con pochi poteri, mentre dove i poteri sono forti si ottiene tutto”. Malgrado le ripetute denuncie e gli interventi da parte degli organi competenti, secondo i residenti il problema non solo non si sarebbe risolto, ma sarebbe addirittura peggiorato.

Diverso il parere dell’azienda. “Di recente il nostro impianto è stato oggetto di verifica da parte dell’Arpa, l’ente preposto alle verifiche periodiche – spiega un tecnico dell’azienda – il quale ha redatto un verbale in cui è scritto chiaramente che gli impianti sono in regola. Noi abbiamo un impianto che viene continuamente monitorato – prosegue l’azienda – facciamo un campionamento mensile, della durata di 24 ore continue, per verificare se l’emissione di polveri in atmosfera supera i limiti stabiliti dalle norme. Inoltre – aggiunge il tecnico – facciamo un altro campionamento della durata di 10 giorni, una volta all’anno, e i risultati vengono trasmessi agli enti competenti”.

Le famiglie residenti, però, non si fidano dei rilievi di parte della “De Luca Costruttori” e stanno per giocarsi l’ennesima carta: il coinvolgimento del nuovo ministro dell’Ambiente, on. Alfonso Pecoraro-Scanio. Al nuovo responsabile delle politiche ambientali sarà inviato un dossier sul caso della cava. Le prime proteste da parte dei residenti risalgono al 1994, ma solo nell’ottobre del 1997 i residenti riuscirono a coinvolgere le istituzioni e a far monitorare per la prima volta il grado di inquinamento acustico e delle polveri da frantumazione della pietra disperse nell’aria, i cui risultati si rilevarono notevolmente superiori ai limiti imposti dalla legge.

Nel 1998 una Conferenza dei servizi, che coinvolse tutte le parti in causa, e che obbligava la proprietà della cava ad adeguare l’impianto per abbassare i livelli di inquinamento entro la norma, pose momentaneamente fine al braccio di ferro. Secondo gli abitanti, però, nel frattempo l’impresa non avrebbe dato seguito all’accordo e alcuni di essi furono costretti a denunciare alla Magistratura la società “De Luca Costruttori”. Il rappresentante legale della ditta fu rinviato a giudizio, ma il processo, anche a causa dei continui rinvii, si è concluso con l’archiviazione per decorrenza dei termini.