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Ragazzo albanese di 12 anni affetto da spina bifida dopo quasi un anno di carte e fax ancora non riesce ad arrivare in Italia per essere curato
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 11/05/2006

  

Un ragazzo albanese di 12 anni, affetto da una grave malattia (spina bifida), è in attesa di essere trasferito in Italia per sottoporsi a cure specifiche per le piaghe da decubito che non gli consentono di stare seduto. Il Distretto Federativo del “Tribunale per i Diritti del Malato”, che si sta interessando al caso dal luglio dell’anno scorso, su segnalazione di parenti del minore che vivono nel Salento, denuncia però l’eccessivo iter burocratico per “liberare” il ragazzo. Il Tdm, infatti, nonostante siano passati dieci mesi dalla prima segnalazione, non è ancora riuscito a trasportare il paziente in una struttura ospedaliera italiana.

“Quando sembra tutto a posto, viene fuori la richiesta di una nuova autorizzazione. E’ snervante”. Così ha commentato Anna Maria De Filippi, la responsabile dell’Asl Le/2 del Tdm, l’odissea di M.R. e della stessa onlus per ottenere il via libera alle cure. Il Tdm è riuscita in questi mesi ad ottenere la disponibilità del presidio ospedaliero “V. Fazzi” di Lecce al ricovero del bambino presso l’unità operativa di Neurochirurgia, ma il Consolato di Scutari, attraverso la Caritas, risponde che, oltre alla disponibilità di un ospedale, serve anche un decreto della Regione Puglia. Il Tdm riesce a coinvolgere l’assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, che fa inviare all’Asl Le/1 una circolare riguardante iniziative umanitarie per prestazioni sanitarie all’estero.

Sembra tutto risolto e invece il 19 aprile scorso l’U.O. Neurochirurgia del “Fazzi” rigettava il caso perché “non di competenza”. “Ho insistito – racconta la De Filippi – affinché il bambino venga trasferito comunque in Italia anche solo per essere visitato”. Su sollecitazione della Direzione Sanitaria dell’Asl Le/1, l’U.O. di Chirurgia Plastica si rende disponibile a visitare il paziente. L’ulteriore documentazione viene spedita alla Regione che, a sua volta, ha trasmesso al Consolato di Scutari. Basterà per far sbloccare la situazione? “Ce lo auguriamo – risponde la responsabile del Tdm – noi, però, vogliamo far osservare il comportamento del Consolato italiano a Scutari che non ha mai voluto avere contatti con noi e, nonostante le continua richieste per fax e per e-mail, non ci ha mai degnato di una risposta”.