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San Giovanni, lifting in vista.
La promessa del sindaco Venuti e dell'assessore Crudo «Un restyling a regola d'arte entro la prossima festa»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 19/05//2006

  

«La colonna di San Giovanni? La restaureremo entro la festa dell'anno prossimo»: parola del sindaco Remigio Venuti e dell'assessore ai lavori pubblici Luigi Crudo. Domenica è la festa patronale, dedicata a San Giovanni Elemosiniere, protettore della città. E sarà forse l'ultima festa che si celebrerà con la colonna del Santo Patrono nelle attuali condizioni, ammesso che la promessa degli amministratori si concretizzi nei tempi previsti. Come la Gazzetta aveva denunciato già nello scorso gennaio, infatti, le condizioni dell'obelisco, vero simbolo di Casarano, e soprattutto della statua che raffigura il santo patrono, sono ormai insostenibili. Corroso dal tempo il manto bronzeo, incrostata di muschio la caratteristica mitria orientale, tutta la statua cosparsa dagli irriverenti «ricordini» dei volatili che affollano i palazzi del centro storico, la raffigurazione di San Giovanni, dopo aver ormai superato i 150 anni, aveva urgente bisogno di un restauro. «Lo effettueremo entro la prossima festa patronale» promette l'assessore Crudo (Ds), che ha illustrato in una recente conferenza stampa insieme al sindaco Venuti il programma triennale dei lavori pubblici. Il restauro dell'obelisco, in realtà, negli ultimi anni è stato uno dei punti fissi dei vari programmi dei lavori pubblici, ma è stato di volta in volta rimandato. Una buona intenzione rimasta lettera morta, insomma, che però questa volta potrebbe realizzarsi, stando alla promessa ufficiale dei due amministratori. «Entro un anno - garantisce Crudo -sottoporremo ad un radicale intervento di restauro sia la statua bronzea del santo che la colonna di pietra che ne costituisce il basamento». La materia, però, è delicatissima: già il rifacimento di piazza Diaz sollevò roventi polemiche a causa dei lavori, che secondo i più non sono stati eseguiti a regola d'arte. «Ma noi chiederemo l'ausilio della Sovrintendenza ai Beni Culturali - assicura Crudo - perché ci indichi le ditte maggiormente qualificate ad eseguire un restauro di questa delicatezza. Auspichiamo che le opere si svolgano come si sono svolti i lavori di ribasolamento di via Francesco Antonio Astore, dove c'è stato un ottimo lavoro, sul quale l'amministrazione ha vigilato costantemente». Si avvicina il lifting per il più caratteristico dei monumenti casaranesi? San Giovanni, dall'alto del suo obelisco, aspetta e ci spera.

 

«Presidia» dall'alto il cuore della comunità

Simbolo casaranese per eccellenza, l'obelisco di San Giovanni Elemosiniere fu eretto nel 1850 da Michele Rizzo. Composto da una massiccia base poligonale, una colonna rastremata e la statua bronzea del santo protettore, quello che tutti conoscono come «la colonna di San Giovanni» è probabilmente l'elemento più caratteristico della città e sicuramente il monumento che ne caratterizza la piazza principale. Non a caso da diverse parti, politiche e associative, è venuta la proposta di intitolare il cuore della città, oggi intitolato al generale Armando Diaz, proprio a San Giovanni Elemosiniere. Il culto del santo arrivò in città probabilmente via mare, dato che in Italia sono solo tre i centri che lo venerano, tutti nei pressi della costa orientale della penisola: Venezia (dove sono conservate le spoglie del santo), Morciano di Leuca e, appunto, Casarano. Chiamato «Elemosiniere» per la generosità verso i poveri, il santo patrono della città conserva, della sua origine orientale, la caratteristica mitria a due punte. L'ultima iniziativa che testimonia l'attaccamento di Casarano al suo santo protettore risale al 2004, che fu proclamato dalla comunità religiosa come «Anno Giovanneo», per celebrare degnamente il trentennale della traslazione delle spoglie di San Giovanni, traslazione che avvenne nel 1974.