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Dopo la raccolta di firme, i pazienti oncologici scendono in piazza.

Sit-in davanti all'ospedale per far sentire la loro voce: «Serravezza deve rimanere»

«Il day hospital va potenziato». Le assicurazioni del direttore generale
di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 02/06//2006

  

Dopo la raccolta delle firme, i pazienti oncologici organizzano un sit in fuori dall'ospedale per rendere visibile la loro voglia di trattenere a tutti i costi il dottore Serravezza che, a quanto sembra, avrebbe intenzione di trasferirsi fuori regione lasciando la direzione del Day hospital oncologico del «Ferrari». Nel corso della manifestazione, i malati hanno avuto modo di confrontarsi con il direttore generale della Asl Lecce/2, Rodolfo Rollo, che nei giorni scorsi si era spesso intrattenuto nel day hospital per cercare di capire quanto stava accadendo. Ma andiamo con ordine. I malati in cura da Serravezza, dicevamo, non sono disposti in alcun modo a rinunciare alle cure del medico che - a loro dire - starebbe pensando di trasferirsi fuori regione a causa di quello che i pazienti definiscono un «ostruzionismo ingiustificato» da parte dei dirigenti sanitari locali e regionali. La manifestazione di protesta, svoltasi ieri mattina all'esterno del «Ferrari», è il primo atto pubblico dei pazienti che denunciano una situazione ai limiti del sopportabile: personale insufficiente, locali angusti ed inadeguati, ritmi di lavoro frenetici, pochi posti per la chemioterapia. Disagi che, dicono i pazienti, sono stati sopportati fino ad ora solo per la presenza rassicurante del dottor Giuseppe Serravezza. La manifestazione giunge a conclusione della raccolta firme (più di 1000 in pochi giorni) con la quale si chiede chiarezza ai vertici istituzionali della Regione. Nel corso della manifestazione, dicevamo, c'è stato modo di confrontarsi, in un dialogo dai toni a volte aspri, con il direttore generale dell'Ausl Lecce/2 Rodolfo Rollo. «Siamo tutti dalla stessa parte - dice Rollo - Sin dal momento del mio insediamento ci eravamo dati delle scadenze su alcuni interventi concordati con gli stessi medici e sui quali anche Serravezza era d'accordo». Tra gli interventi indicati dal direttore generale, l'istituzione di un polo oncologico con relativa struttura di ricovero e day hospital; l'ampliamento del reparto; l'adeguamento tecnologico dell'impianto; il progressivo potenziamento del reparto con indennità aggiuntive per gli infermieri. «Abbiamo già interpellato - spiega il dottore Rollo - l'ingegnere che dovrà compiere gli studi preliminari e prospettarci alcune soluzioni tecniche su cui potremmo discutere». Approfondiremo domani quali sono i programmi del direttore generale a riguardo del day hospital oncologico di Casarano. Il possibilismo del direttore, però, benché lasci spazi di confronto e di discussione, non soddisfa i malati. «Continuano a prenderci in giro - precisa Paola Valentini, portavoce dei pazienti - Ciò che desta più meraviglia è che siamo ancora sul piano delle pure ipotesi, dei progetti e delle valutazioni. Tutto quello che noi vogliamo è che il dottor Serravezza resti qui e che la sua equipe venga potenziata». All'incontro di ieri ha partecipato anche il consigliere regionale di Rifondazione Piero Manni. La proposta del tavolo di confronto e di concertazione avanzata dallo stesso direttore generale verrà accettata solo se attorno ad esso siederanno, oltre ai dirigenti dell'Asl, anche il governatore Vendola, i malati, i volontari della Lega Tumori ed i medici interessati, tra i quali ovviamente Serravezza. Il dado è ormai tratto e, se non ci saranno risposte immediate, i pazienti promettono di tornare a farsi sentire molto presto. Intanto, sul sito tuttocasarano.it appare una appassionata lettera firmata dalla figlia del dottore Serravezza, Flavia, che da Firenze sostiene con passione il lavoro del padre, forse «troppo scomodo per troppi».