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Sul «caso Serravezza» interventi di Saverio Congedo e Giovanni Invitto. I malati portano la protesta a Bari

Vendola deve scongiurare l'abbandono»
di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 08/06//2006

  

Dopo più di 1.500 firme raccolte ed una manifestazione di dissenso organizzata nei pressi dell'ospedale, la protesta dei pazienti del Centro oncologico del «Ferrari» si sposta a Bari. Continua la mobilitazione dei pazienti in cura dal dottor Serravezza per scongiurare il rischio di un suo trasferimento presso un ospedale lucano. Sarebbe questa, secondo alcune voci circolate con insistenza in questi giorni, la volontà del medico, non più disposto a sopportare una situazione che i suoi pazienti imputano ad una sorta di «ostruzionismo nei suoi confronti». Questa mattina i pazienti del dottor Serravezza, che per l'occasione hanno noleggiato un pullman, saranno a Bari, presso la Presidenza della Regione Puglia, per manifestare contro il ridimensionamento o la chiusura del Centro. Intanto il consigliere regionale di An, Saverio Congedo, ha rivolto un'interrogazione urgente al presidente della Regione Vendola ed all'assessore alle Politiche della Salute, Alberto Tedesco, allo scopo di «conoscere - si legge - le iniziative che si intendono intraprendere per potenziare la struttura oncologica di Casarano, inducendo il dottor Serravezza a continuare la sua preziosissima attività al servizio di un'umanità sofferente che, grazie alla sua opera, ha potuto evitare molti, dolenti viaggi della speranza». Sul «caso Serravezza» interviene anche Giovanni Invitto, ordinario di Filosofia teoretica e preside della facoltà di Scienze della Formazione presso l'Ateneo salentino. «Se lo conosco bene - sostiene Invitto dopo aver definito l'oncologo un "personaggio scomodo" - non credo alla sua decisione di andare fuori regione, se non come un nuovo braccio di ferro con le istituzioni che hanno i tempi dell'eternità. E l'eternità di cui parla il cancro è, ahimé, ben altra». Poi la valutazione investe anche i politici. «Se i politici, e chi amministra la sanità è politico, intuissero che la competenza, l'impegno, la serietà pagano anche dal loro punto di vista - aggiunge il docente universitario - forse capirebbero che la fuga di Serravezza sarebbe una sconfitta di tutti noi: anche una loro sconfitta. Possono evitarcela. Prima c'erano i viaggi della speranza. Che perlomeno non fuggano i pochissimi sanitari competenti e coscienti».