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Un curioso fenomeno verificatosi nel centro cittadino: le insegne poste all’inizio delle vie non sono più leggibili.

SCOMPARSI MOLTI NOMI DELLE STRADE DEL CENTRO

Si salva l’eroe dei due mondi ma sulla targa diventa “Piazza Giuseppe Caribaldi”

 

di Flavia Serravezza

flavia.serravezza@libero.it 

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 02/03/2007

 

Le vie del centro di Casarano non esistono. Ci sono strade, più o meno percorribili, ma tutte uguali, con un’identità cancellata dal tempo e dalla trascuratezza. Non sono propriamente anonime perché un nome ce l’avrebbero. Solo che è rimasto impresso sulle cartine del Tuttocittà.

Attraverso un tour guidato nel grande centro casaranese, si scoprono insegne color cemento che dvrebbero contenere la denominazione di ogni strada ma che risultano, di fatto, illeggibili, spesso anche a distanza molto ravvicinata. Partendo da piazza San Francesco, adiacente alla principale villetta comunale, tutti i nomi delle vie, piazze e traverse sembrano essere stati cancellati dalla polvere. Simili a vecchie lapidi abbandonate, le scritte bianche su sfondo color piombo, sono completamente sparite, a un punto tale che risulta difficile orientarsi per chi non conosce la città e non trova qualcuno a cui chiedere informazioni. Si prosegue verso piazza Umberto I, dove l’unica indicazione leggibile è quella dei “Giardini William Ingrosso”, di recente realizzazione. Tutt’intorno alla villetta, strade anonime: via Campo di fiori, via Montello, via Battisti, via Piave, via Cappellini e perfino l’inizio del principale corso di Casarano, corso XX Settembre, è segnalato su un’insegna cementata con una scritta visibile in controluce e a una distanza più che ravvicinata. Proseguendo il tour, oltre i giradini William Ingrosso, si imbocca via Roma, almeno secondo Tuttocittà. Anche qui, infatti, si trova solo una grande lapide grigia che contrasta con il colore del muro della casa su cui è collocata: il nome della via è invisibile. Stesso destino anche per tutte le traverse (corte Roma, via Nino Bixio e altre) di questo corso che sbocca direttamente nella centrale Piazza Armando Diaz, segnalata da un cartello decisamente più evidente. Appena si imbocca una delle strade che confluiscono in piazza Diaz (via Astore, via Dante Alighieri e la parallela via San Giuseppe), però, si vedono solo dei rettangoli grigiastri a volte coperti da resti di vecchi manifesti pubblicitari. Oltrepassando piazza Diaz, si attraversa l’arco per raggiungere piazza Indipendenza: una scritta sbiadita che aleggia su un lato dell’arco e che separa le due piazze. Tutte le strade che seguono, nella zone del mercato coperto, hanno un nome indicato solo sulle mappe della città: via Mercato, via Monti, via Vecchia Matino (una nuova piccola insegna si trova solo alla fine della lunga strada), via Buozzi, via Ricasoli, via Carducci (vicino al cinema Manzoni), via Alfieri.

Se dopo l’arco, invece, si svolta a sinistra per andare verso piazza San Domenico, sede del municipio, la situazione migliora: il nome della piazza si legge perfettamente sulla pensilina della fermata del bus mentre della più tradizionale insegna, presente al lato della facciata della chiesa adiacente al palazzo comunale, è rimasta solo una macchia grigia sullo sfondo delle mura giallastre. Se si scende verso la storica Chiesa Madre, le curiosità aumentano: prima di arrivare vicino al sagrato della chiesa, l’insegna “Piazza Giuseppe Caribaldi”, purtroppo è perfettamente leggibile: caratteri bianchi su sfondo grigio chiaro. Non si tratta di un nostro refuso, perché chi ha realizzato quella lapide voleva intitolarla al generale Giuseppe Garibaldi: a distanza di due anni dalla segnalazione della Gazzetta del Mezzogiorno, però, non ci sono state correzioni e la piazzetta è rimasta intitolata a un fortunato personaggio mai esistito. Poi piazza San Pietro, piazza Martiri Ungheresi, il lungo corso Vittorio Emanuele II con tutte le sue traverse e via Corsica, sono quasi tutte senza nome da molti anni a questa parte. La situazione migliora in zona stadio, dove le strade sono indicate da scritte blu su sfondo bianco. Uscendo dal centro della città, invece, spesso non si trovano né insegne né cartelli, come nel caso di contrada Palla, dove abita l’anziana signora Lucia. “Mi hanno detto che abito in questa via ma non hanno mai messo un cartello e infatti è difficile far arrivare a casa mia chi non c’è mai stato”.

Per fortuna hanno inventato il navigatore satellitare (per chi se lo può permettere). I nomi delle strade dovrebbe conoscerli, almeno lui.

 

 

 

 

 

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