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Ugento Vs Casarano ovvero: la guerra dell’eolico

 

Di Antonio Memmi

antoniomemmi@libero.it

Da "IL GALLO" edizione del  06 Dicembre /12 Dicembre 2008

 

Ugento, la sua storia, la sua bellezza. Il solo nome evoca, soprattutto nei turisti, immagini da collegare all’estate; le sue marine, il suo splendido litorale, un’oasi naturale. È ovvio quindi che la sua solerte Amministrazione Comunale abbia preso a cuore il più alto spirito ambientale ed ecologista e si sia attivata affinché la Regione Puglia, con la legge n. 13 del 28 maggio di un anno fa, dichiarasse, per un’estensione di ben 757 ettari, il litorale di Ugento, le sue zone umide, la pineta, la macchia e la duna costiera: “Parco Naturale Regionale”.

È degli ultimi giorni poi un’ulteriore mossa “ambientalista” della stessa Amministrazione ugentina e cioè il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR di Lecce di bloccare i lavori della costruenda centrale eolica. Ad “agitarsi” sin da subito, al progetto delle 21 torri eoliche fu, nel giugno dello scorso anno, l’Amministrazione di Casarano che ricorse appunto al TAR leccese che le diede ragione. Ma il sindaco Ozza e la sua Giunta ambientalista non ci stanno ed in nome dell’energia pulita ricorrono quindi oggi al Consiglio di Stato.

Ma cerchiamo quindi di capire qualcosa in più di questo progetto che tanto fa discutere e soprattutto cerchiamo di capirne tutti i vantaggi ambientali. Il progetto prevede l’installazione di 21 torri eoliche che, se si considera la sporgenza delle pale, saranno alte 150 metri. Praticamente 21 palazzi da 55 piani! Immaginate allora di salire sulla collina della Campana e di godervi il panorama che va verso il mare ed immaginate quanto sarebbe eco-compatibile vedere 21 ventilatori che si frappongono fra voi e l’orizzonte ed immaginate quindi anche quanto ne sarebbero impressionati i turisti ad un simile spettacolo.

Ma i “vantaggi” ambientali non finiscono certo qui. Per piantare una sola delle torri, occorrerà liberare un’area di 700 metri quadri ed il termine liberare in realtà vorrà dire sradicare almeno 35 alberi d’ulivo secolari che moltiplicato per le 21 torri fa un totale di quasi 750; nessuno poi ne ha mai parlato ma tecnicamente, oltre alle torri è prevista anche una “sottostazione” di alta tensione che occupa in media un ettaro di terreno e quindi altri 70 alberi che fanno quindi un totale di circa 820 alberi in meno (proprio quegli stessi alberi che fanno rischiare una denuncia se a sradicarli è un privato cittadino).

I bravi contadini poi già lo sanno: quanto più è alto il fusto di una pianta, tanto più dovrà essere profonda la sua penetrazione nel terreno. Ebbene, per mantenere in piedi uno solo dei fusti alto quanto 3 volte l’altezza del faro di Leuca, bisogna andare giù almeno 20 metri e fare una “colatina” di cemento di almeno 600 metri cubi! Immaginate quindi 2.520 betoniere (tante ne servirebbero) che messe in fila formerebbero una coda che, partendo da Casarano, arriverebbe a Galatina, e tutte pronte a versare il proprio carico di cemento… ecologico.

Ma le torri eoliche dall’alto valore ambientale, vorranno dire anche un habitat faunistico modificato. Stefano Allavena, Dirigente del Corpo Forestale dello Stato (e quindi certamente non influenzabile “politicamente”) ci parla di uno studio effettuato su impianti simili già esistenti: “In paesi come l’Italia, la Spagna o la Grecia, interessati da grandi flussi di migratori su vasti fronti, lo sviluppo dell’eolico sulle coste porterebbe come conseguenza inevitabile stragi intollerabili di uccelli migratori, destinate ad avere impatti pesanti sulla consistenza delle specie”.

Il vero problema però è il fatto che, a dispetto delle grandi dimensioni, i mulini su scala commerciale producono davvero poca energia e solo quando il vento soffia entro un certo intervallo di velocità. Vi do un dato: servirebbero 15.000 torri eoliche (un po’ più delle 21 che vorrebbe costruire Ugento) per produrre meno energia di una sola centrale nucleare o di una grossa centrale termoelettrica a carbone o di due moderne centrali a gas e tutto questo perchè le turbine eoliche funzionano come detto solo quando il vento soffia entro un certo intervallo di velocità, la loro produzione è intermittente, altamente variabile e largamente imprevedibile. Di conseguenza, l'energia vale meno di quella generata da centrali che possono lavorare invece solo quando serve.

Nonostante tutti questi dati, l’Amministrazione Comunale di Ugento, la stessa che per la salvaguardia dell’ambiente non crea parcheggi, ancorché sterrati, a Torre Mozza per non spianare pochi metri di macchia mediterranea, ha intenzione di andare sino in fondo nella controversia legale. In compenso, dalla multinazionale dell’energia che dovrebbe deturpare il nostro territorio (perché anche se in feudo di Ugento le torri sarebbero costruite praticamente a Casarano), i conti comunali avrebbero un piccolo introito, non certo risolutivo, che lascerà però in eredità, e per sempre, mostri meccanici dall’altezza spaventosa.

 

 

     

 

               

 
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