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Casarano ed il suo milione di debiti per i rifiuti

 

 

Di Antonio Memmi

antoniomemmi@libero.it

Da "IL GALLO" edizione del  20 settembre / 3 ottobre   2008

 

Se metti un bicchiere di vino in un barile di monnezza, ottieni monnezza. Se metti un bicchiere di monnezza in un barile di vino, ottieni sempre monnezza. Non so quanto sia vero che questa frase l’abbia effettivamente detta Shopenhauer trattando di entropia, ma sta di fatto che rende bene l’idea circa l’argomento che sta interessando Casarano e la sua monnezza o meglio Casarano ed i soldi che girano intorno ad essa. Ormai è risaputo: anche Casarano, nonostante si sia da mesi convertito alla differenziata (con dei dati in verità tanto enigmatici da sembrare un segreto di Fatima), ha più di 1 milione di euro di debiti che riguardano appunto la monnezza. È indubbiamente una storia complessa ma cercheremo di semplificarla. Siccome da sempre abbiamo una forte coscienza ecologista che ci anima, non abbiamo un inceneritore e, da bravi ecologisti, da sempre buttiamo i nostri rifiuti generalmente nelle cave.

Quella che usiamo noi sta dalle parti di Ugento e ne è proprietaria la MONTECO s.r.l.. Sino al 30 giugno del 2006 il comune di Casarano, per gettare nella discarica i propri rifiuti, pagava a questa Società poco più di 33ˆ per ogni tonnellata. Ma la discarica non è un pozzo inesauribile, per cui ad un certo punto si riempie; per ovviare a questo problema, i rifiuti si cominciano così a stipare in un vero e proprio sopralzo, ma questo però costa di più e quindi dal 1 luglio del 2006, per smaltire la stessa tonnellata di monnezza, invece che 33 bisogna pagare quasi 63 ˆ. C’è da dire che tutti i soldi occorrenti per la gestione dei rifiuti, così come fanno tutti i Comuni, sono versati dai cittadini con i bollettini che proprio in questi giorni stanno arrivando nelle nostre case (e che proprio grazie alla differenziata non diminuiscono negli importi ma aumentano): non serve quindi né un euro in più, né uno in meno; questo solo per  voler dire che nessun’Amministrazione deve studiare il modo di trovare i soldi necessari. Ma torniamo alla nostra storia: a partire dal 1 agosto del 2007, Casarano non ha più un rapporto diretto con la discarica ma di mezzo c’è ora l’ATO Lecce 3.

Ora, cosa sia un ATO non è un fatto molto chiaro; tecnicamente si intende “Ambito Territoriale Ottimale” ed è un Consorzio (persona giuridica) che riunisce un certo numero di Comuni ed ha il compito di occuparsi dei rifiuti; per qualcuno è la soluzione a tutti i problemi, per qualcun altro è l’ennesima struttura inutile e costosa per far girare un po’ di soldi ma come direbbe Lucarelli: questa è un’altra storia. Di certo c’è un fatto: per un qualche motivo a noi ignoto, il Comune di Casarano, a partire dalla mensilità di luglio del 2007 (quindi più di un anno fa), non ha più pagato il becco di un centesimo, né alla Ditta MONTECO, né al Consorzio ATO. Ovvio quindi che la Ditta, capeggiata da Antonio Montinaro che ne è amministratore unico, non ci stia e da qui una prima lettera di diffida che porta la data del 30 aprile scorso, ed una seconda, dai toni più perentori, che porta invece la data del 17 luglio. Proprio in essa si legge chiaramente la cifra vantata come credito nei confronti dell’Amministrazione di Casarano: 998.637,94 ˆ, se ad essa si aggiunge anche l’importo relativo allo smaltimento del mese di agosto, si capisce come si superi abbondantemente il milione di euro.

Leggendo però le due missive, si apprende un altro fatto piuttosto “singolare”: Casarano è debitore diretto, nei confronti della  Ditta, di quell’importo relativo alla differenza fra i due prezzi per tonnellata di cui abbiamo parlato prima. Questi “spiccioli” ammontano a 367.775,86 ˆ. Non si sa per quale spirito di benevolenza, dopo la mediazione dell’ATO, l’80% di quest’importo sarebbe dovuto esser coperto da Provincia e Regione  (anche se sino ad ora Pellegrino e Vendola fanno i vaghi) e solo 73 mila euro a carico del Comune di Casarano.

Ebbene, non sono stati versati neanche questi quattro soldi! “Siamo di fronte ad un atto di delinquenza politica” dichiara senza mezzi termini Giampiero Marrella, capogruppo di Forza Italia che ha avuto il merito di gettare luce sulla complicata vicenda – “chiedo all’Amministrazione ed a chi è preposto al controllo ed alla revisione dei bilanci, di dare conto di questo scandalo alla cittadinanza; che fine hanno fatto i soldi per la spazzatura che hanno versato i cittadini?” – e prosegue ancora più pungente – “giudichiamo un pugno nell’occhio gli sperperi ad esempio per gli artisti estivi o peggio le indennità a tanti zeri per un unico dirigente comunale”. Una cosa è certa e risaputa: la monnezza puzza! Ma a Casarano puzza anche tutto ciò che con essa viene a contatto… un po’ come il barile ed il bicchiere di vino.

 

 

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