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Crisi del Tac: Il sindacato si mobilita per lo sciopero generale

 

Fonte: Cristian Gerundio

cristiangerundio@alice.it

Casarano,  04/11/08

 

 

Filtea Cgil             Femca Cisl               Uilta Uil

Documento conclusivo dell’ attivo dei quadri e delegati del 03.11.2008

Le delegate e i delegati della Filtea  Femca e Uilta di Lecce, riuniti nell’attivo del 03.11.2008,

sentita la relazione la relazione introduttiva, il dibattito e l’ intervento di Cgil Cisl e Uil e le conclusioni del segretario nazionale della Femca Cisl per le categorie nazionali unitarie, manifestano una crescente preoccupazione per un territorio ed un settore, il tac, che continua a registrare un calo di occupati ed un ricorso alla cigo e cigs. Dal 2001 sono stati persi 11.000 posti di lavoro. Oggi il settore continua ada essere coinvolto in ristrutturazioni e riorganizzazioni alla ricerca di un nuovo posizionamento su fasce medio alte del mercato. Questi processi hanno coinvolto non solo aziende leaders come Filanto, Adelchi e Romano ma tutto il tessuto di piccole e medie imprese e contoterzismo fortemente condizionato e penalizzato da una scelta di mono committenza locale.

Oggi questa situazione rischia di essere ulteriormente aggravata dai riflessi di una crisi economica e finanziaria che pur avendo l’epicentro lontano dal nostro Paese, ha ricadute per quanto concerne l’ economia reale, il manifatturiero,le condizioni di reddito delle persone già ampiamente compromesse. Se non si interviene con tempestività , con un nuovo progetto industriale, i rischi di impoverimento per un area a forte presenza di specializzazione per il tac, sono reali. La vocazione storica di un territorio non và mai abbandonata ma non è risolutiva se non accompagnata da serie politiche industriali che la salvaguardino. Le OO.SS. da tempo si sono adoperate per proporre strumenti di governo delle riorganizzazioni delle filiere e di una nuova cultura nella gestione delle ristrutturazioni. L’accordo di programma e l’accordo di reciprocità,finalizzati alla tutela dell’attività industriale ed occupazionale del Salento, oltre al reimpiego dei lavoratori in esubero alla Filanto, sono coerenti con questa scelta sindacale.

Per quanto riteniamo grave a distanza di mesi il mancato seguito a quegli accordi se non un timido primo passo con il tavolo di coordinamento tecnico avviato sempre a seguito delle pressioni sindacali. Per tutte queste ragioni le delegate e i delegati della Femca Filtea Uilta manifestano tutta la loro preoccupazione per il futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori e per la tenuta stessa del territorio: Chiedono alle istituzioni locali ad alle associazioni imprenditoriali ed alla politica tutta un attenzione costante sul tac per : attivare un tavolo territoriale permanente della moda in sinergia con gli altri livelli istituzionali; concordare politiche industriali atte a rafforzare il settore, le piccole imprese e il contoterzismo, per superare la difficile congiuntura, stipulare accordi per favorire il rapporto fra il sistema creditizio e imprese volenterose definire politiche attive che mettano al centro la formazione come riqualificazione e volano per le professionalità presenti per il futuro dell’ impresa; sostenere il reddito dei lavoratori in mobilità.

Le delegate ed i delegati guardano al futuro e chiedono che la priorità alta sia data all’ individuazione di strumenti che possano dare la soluzione alla grave crisi che da troppo tempo attanaglia il settore e con particolare riferimento all’accordo di programma.

La giornata di oggi ha già in embrione una iniziativa sindacale forte e pregnante quale lo sciopero generale del settore, nell’ eventualità che le richieste del sindacato e le istanze dei lavoratori dovessero rimanere voce nel deserto.

Richiamiamo alla loro responsabilità, ciascuno per la propria specificità, tutte le parti firmatarie di quegli accordi citati: Le istituzioni e la politica, finora balbuzienti, devono decidere se stringere un patto col territorio e con i lavoratori dando fiato agli impegni assunti su carta.

Il sindacato come sempre nella sua storia, non resterà inerme se si stravedono strategie scellerate di svilimento della dignità delle persone da noi rappresentate.

 

 

     

 

 

               

 
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