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E' di Casarano la moglie del parrucchiere ucciso in Spagna. I familiari sono a Marbella per recuperare la salma ma non mancano le difficoltà.

«Abbandonati dalle autorità»
Accuse ed un appello: «Aiutateci». Il console: «Tutto risolto entro sabato»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 08/12/04

 

 

«Ci sentiamo abbandonati». Amarezza, rabbia, frustrazione: questi i sentimenti che come un fiume in piena escono dalla Spagnabocca di Donato Isernia, volato in un paese straniero per sostenere la nipote Stefania Indino colpita dalla più straziante delle prove. La ragazza casaranese vive da quattro anni ormai a Marbella in Spagna per inseguire il suo sogno di realizzazione professionale, accanto al marito amatissimo, nato a Sava, ma conosciuto a Lecce e seguito fino a Marbella dove Stefania e Cosimo (ma per tutti «Mimmo») Pizzo avevano aperto un salone da parrucchiere. Fino a sabato sera, quando Mimmo Pizzo rimane vittima di una sparatoria nel suo locale, ucciso per errore da un regolamento dei conti della malavita locale, che mirava ad eliminare un cliente. Invece ci vanno di mezzo due innocenti: un bambino spagnolo di dieci anni e il marito di Stefania, stroncato da una pallottola a 36 anni, lasciando una bambina di quattro e la moglie di nuovo incinta da tre mesi: in aiuto della ragazza di Casarano volano il giorno stesso il fratello Luca e gli zii. Ma adesso Donato Isernia, zio della ragazza, si sente costretto a rivolgersi alla stampa: «ci sentiamo abbandonati» ripete. «Non sappiamo quando potremo riportare la salma in Italia: entro questa settimana, entro un paio di giorni, poi la fine della prossima settimana, ogni giorno una risposta diversa; non capiamo il motivo di tanta attesa e tanta incertezza e soprattutto non capiamo cosa stiano facendo le autorità italiane». Il console italiano diventa il bersaglio del signor Isernia, che da giorni fa da filtro e difende la privacy e il dolore di Stefania, corre dal municipio all'ospedale e cerca di capire quando i resti del povero Mimmo potranno rientrare a Casarano, dove Stefania ha deciso di tumulare suo marito. «Il console di Madrid ha chiamato Stefania - dice - e ha lasciato il suo numero di telefono, dicendo di essere a disposizione: poi più niente! E' questo il modo di trattare una ragazza di 32 anni da sola, incinta, con una bambina di quattro mesi e che ha appena perso il marito in quel modo? Noi intanto siamo costretti a cercare di comunicare in una lingua che non è la nostra con istituzioni straniere: è per questo che paghiamo i diplomatici?». Al console reggente italiano a Madrid, Giorgio Biscari, Isernia ha fatto presente tutte le sue lamentele, in telefonate anche molto tese. Il console, da parte sua, non entra di certo in polemica. «Capisco la situazione del signor Isernia - dice - umanamente è durissima e difficile: io posso solo dire che stasera (ieri per chi legge n.d.r.) sto prendendo l'aereo che mi porterà sul posto per facilitare tutte le operazioni per traslare la salma a Casarano». Secondo l'ambasciata bisogna tenere presenti due situazioni: le festività spagnole (sia lunedì che mercoledì) per cui molti uffici a Marbella sono rimasti chiusi e le condizioni particolari della morte, che hanno fatto passare la questione sotto l'autorità giudiziaria. «Ma il rientro della salma in Italia è per noi una priorità assoluta», assicura Filippo La Rosa, primo segretario dell'ambasciata italiana a Madrid, che indica anche la possibile data del rientro: «se le autorità spagnole si impegneranno - dice - contiamo di farla partire tra venerdì e sabato di questa settimana».

 

 

 

Spagna: italiano ucciso per errore
[foto] Morto anche un bimbo, tre feriti tra cui bersaglio killer (ANSA)-MADRID,5 DIC- Un parrucchiere italiano di 37 anni, Cosimo Pizzi, e un bambino di 7 sono rimasti uccisi accidentalmente in un regolamento di conti a Marbella. La sparatoria ha provocato anche tre feriti, tra i quali un uomo che sembra fosse il bersaglio dell'agguato. Tre uomini hanno aperto dapprima il fuoco contro alcune persone a bordo di un'auto, inseguendole poi in un centro commerciale dove hanno continuato a sparare contro il loro bersaglio. Un centro commerciale dove appunto lavorava Pizzo.