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LA LUNGA MANO DEL RACKET SULLA PROVINCIA

di Eugenio Memmi, Casarano 17/08/03

Nell'ultima settimana la criminalità salentina dopo un apparente periodo di silenzio, o di riorganizzazione, si è fatta viva in maniera clamorosa a Gallipoli, e poi nel resto della provincia. A Gallipoli sabato scorso, un commados di quattro energumeni armati di bastoni di ferro e pistole, in puro stile mafioso, hanno fatto incursione in tre locali e al grido "qui comandiamo noi" hanno distrutto i videogiochi presenti,  tutti di proprietà della ditta De Lorenzis di Racale. Domenica, sempre a Gallipoli alle 13.30 hanno dato fuoco all'ingresso del ristorante "la perla dello Jonio". Il commando sembra avesse fatto richiesta del 10% degli incassi o 30 mila euro mensili in cambio della "consueta protezione". Gli estortori sembra siano gli stessi per entrambi gli attentanti e qui dobbiamo fare un grande elogio ai Carabinieri di Gallipoli che dopo appena 24 ore avevano già  arrestato i primi due autori dei raid punitivi, Giovanni Della Ducata, 43 anni, netturbino di Gallipoli, Francesco Bianco, 33 anni, fruttivendolo anch'egli di Gallipoli. Nei giorni successivi è toccato a Lucio Cera, 32 anni di Taursiano e poi Massimiliano Mastria di Ruffano, quest'ultimo costituitosi spontaneamente. I Carabinieri di Gallipoli ritengono che le intenzioni del gruppo erano quelle di rastrellare denaro dai commercianti per finanziare le spese degli affiliati e del boss latitante come Fabio Franco di Surbo, presunto capo di questo gruppo criminale che avrebbe ramificazioni in tutto il Salento. Prima di Gallipoli, il gruppo sembra avesse fatto identiche scorribande anche a Presicce, Acquarica e Racale.

TORRE DELL'ORSO, ferragosto, ore 6,30 ignoti incendiano il gazebo in legno della "Taverna del pesce".

PORTO CESAREO, ferragosto, tardo pomeriggio, trenta autovetture danneggiate di cui almeno undici semidistrutte. Le auto, quasi tutte di pescatori dilettanti, erano parcheggiate una accanto all'altra, i poveri pescatori, al ritorno  hanno avuto l'amara sorpresa di vedere la propria auto svuotata e semidistrutta.

Che dire su questi misfatti, che c'è da stare poco allegri, l'aria che tira in provincia non è delle più sane, nonostante il grande lavoro delle forze dell'ordine, intente a reprimere la malavita organizzata, quest'ultima sembra riuscire sempre a rinascere dalle sue ceneri. Speriamo che Carabinieri e Polizia non abbassino mai il livello d'attenzione per consentire una vita serena a tutti. E che il governo centrale si dimentichi di dare permessi premio a chi è condannato all'ergastolo, visto l'uso che questi criminali ne fanno, il carcere deve essere una condanna certa e non un campo scuola, dove uno va e viene, fa finta di fare il bravo e viene mandato a casa per festeggiare il compleanno, dimenticandosi magari che quell'uomo ha ucciso con troppa leggerezza la vita di uno o più uomini. Il compleanno lo festeggerà a casa un'altra volta, se questo deve rappresentare l'occasione per commettere altri crimini.

 

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