.

Continue «incursioni» notturne da parte di ignoti nel parcheggio interno dell'ospedale «Francesco Ferrari». Le auto nel mirino dei ladri
Vetri rotti e serrature forzate. «Occorre un servizio di vigilanza»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 26/02/04

Nel mirino dei ladri le automobili dei dipendenti dell'ospedale. La scorsa settimana è stata la volta di un'infermiera di Cardiologia, che ha trovato la sua auto, posteggiata nel parcheggio interno, con i vetri laterali rotti e la serratura forzata. L'effrazione, però, non è che l'ultimo capitolo di una lunga serie (un altro episodio era accaduto la scorsa settimana), che specialmente nel 1999 e nel 2000 ha visto non solo scassi, ma anche numerosi furti di automobili. Il problema viene segnalato da Eugenio Memmi, dipendente del «Ferrari» e webmaster del sito tuttocasarano.it. «Sembra che i malviventi della zona - dice Memmi - quando non sanno come "sbarcare il lunario", ricorrano al parco macchine dei dipendenti ospedalieri, in balia dei balordi durante la notte, anche se c'è un usciere fisso nel gabbiotto di entrata, ma non si capisce perché soprattutto durante la notte questo sia sempre aperto. Non sono poi rari gli strani incontri notturni anche fra i corridoi, di drogati o di gente senza fissa dimora». Un ospedale a rischio, insomma? La situazione non è fuori controllo, ma il problema esiste e potrebbe essere risolto con un servizio di vigilanza secondo il vicedirettore sanitario Giovanni De Marco. «Il problema è di vigilanza - sottolinea - visto che i guardiani in servizio all'ingresso non possono vigilare sui visitatori. A questo si aggiunga che il retro dell'ospedale ha un accesso non controllato e male illuminato. Io e la direttrice Gabriella Cretì segnaleremo la situazione ai carabinieri, ma c'è bisogno di una soluzione permanente». Quando il fenomeno scoppiò con virulenza, nel 1999 e 2000 (in quel periodo infatti le automobili venivano posteggiate nel parcheggio esterno, adiacente al nuovo lotto) i dipendenti si dissero disposti ad una modesta trattenuta in busta paga per pagare un servizio di vigilanza; in quell'occasione si preferì riaprire il parcheggio interno, una scelta che evidentemente non ha risolto il problema, per cui De Marco rilancia quella soluzione. «Credo che sia questo l'unico modo - dice - per affrontare la questione, tenendo presente anche che l'ospedale cresce, in termini di attrezzature e di spazi, e l'utilizzo del nuovo lotto rende sempre più indispensabile tutelare non solo le automobili, ma anche le persone che in quell'ala lavorano».