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La Direzione investigativa antimafia ha apposto ieri i sigilli sugli immobili del 32enne Augustino Potenza

Sequestrati i beni del latitante

Due fabbricati e un terreno del valore di centocinquantamila euro

 

 

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 15/12/06


 

Dopo l’arresto, il sequestro e la confisca dei beni. Due fabbricati ed un terreno riconducibili ad Augustino Potenza, 32 anni, di Casarano, finito in manette, il 23 ottobre scorso dopo più di un anno di latitanza, sono stati «sigillati» dagli uomini della Dia, la Direzione investigativa antimafia, al termine degli accertamenti svolti dagli investigatori del Settore indagini patrimoniali diretto dal maggiore Francesco Mazzotta. I beni immobili sono tutti ubicati nel territorio casaranese, e più esattamente, i due fabbricati, un’abitazione ed un locale adibito a deposito, nella periferica via Pellegrino ed il terreno nelle campagne poco a Nord della città. Il valore commerciale, ammonta complessivamente a circa 150mila euro. Stando agli accertamenti, a fronte di un reddito patrimoniale vicino allo zero, il 32enne a suo tempo ritenuto vicino al clan brindisino capeggiato da Vito Di Emidio, detto «Bullone», da anni ormai collaboratore di giustizia, sarebbe entrato in possesso dei beni di cui s’è detto, evidentemente utilizzando il denaro provento dei traffici illeciti. Accusato proprio da Di Emidio, Augustino Potenza sfuggì al blitz del 23 luglio del 2005, e come s’è detto, per più di un anno è rimasto uccel di bosco.

L’arresto, ad opera dei carabinieri del Reparto e del Nucleo operativo del Comando provinciale di Lecce, è avvenuto nelle campagne di Alezio, e con il latitante finirono nei guai, con l’accusa di favoreggiamento, Rossano Margarito, 39 anni, di Ruffano e Cosimo Aretano, 54 anni, di Matino, il primo già noto alle forze dell’ordine, il secondo incensurato. Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari, Maurizio Saso, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Elsa Valeria Mignone, Augustino Potenza è accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso ed omicidio.

Stando alle accuse del pentito ed al tenore delle indagini, la sera del 5 marzo del 1998, assieme allo stesso Di Emidio ed a Tommaso Montedoro, 30 anni, pure lui di Casarano, uccise prima Fernando D’Aquino e poi dopo la moglie Barbara Toma. Per rispondere di tali accuse, il prossimo 24 di gennaio, Potenza, che è assistito dagli avvocati Mario Coppola e Luigi Covella, dovrà comparire al cospetto del giudice dell’udienza preliminare, Andrea Lisi.

 

 

 

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