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Testimonianza di un reduce di guerra.

 07/01/02   di Eugenio Memmi

Mi trovo in ospedale a Brindisi, ricoverato per un controllo periodico in seguito all'incidente occorsomi il 25/07/2001, in camera con me c'è un simpatico signore, che il primo novembre prossimo compirà 80 anni, parlando con lui del più e del meno, esce fuori il discorso del suo periodo trascorso in guerra; un'occasione per me e per molti di noi di conoscere in maniera diretta fatti della nostra storia recente. Convinto che non dimenticando il passato si può costruire un futuro migliore o evitare gli errori già fatti, mi accingo ad ascoltare ciò che ha da dire il sig. Bernardo Fraioli, nato a Colfelice (Fr) e residente a Brindisi. Il sig. Bernardo parte per il servizio di leva il 20/01/1942, con la seconda guerra mondiale già in pieno svolgimento, diretto a Bolzano, 232° Fanteria. Dopo circa 11 mesi trascorsi a Bolzano, a fine anno viene trasferito in Africa presso il 126° reg. Fanteria, in Tunisia. Sul fronte di combattimento (prima linea) il sig. Bernardo viene impiegato contro le forse alleate nemiche (di allora) americani, inglesi, tunisini, i nostri alleati di allora erano le forze tedesche. Stare al fronte era quanto di peggio si potesse immaginare, sotto ogni aspetto, si mangiava saltuarialmente e male, l'acqua mancava per lunghi periodi, a volte anche una settimana, non ci si poteva lavare, anche perchè succedeva che le autobotti che  inviate per portare l'acqua, venivano colpite dagli aerei in volo. Il sig. Bernardo, una volta, esasperato perchè non si poteva fare la barba per mancanza d'acqua, fu costretto ad ricorrere ad un estremo espediente, orinò nell'elmetto e con il sapone che aveva avuto da un pacco inviato dalla Croce Rossa ed una lametta si potè radere. Le giornate erano caratterizzate dai continui spari, dai colpi di mortai, bombe a mano, vestiti alla meno peggio,con la paura di poter morire da un momento all'altro, si avanzava o si indietreggiava a seconda delle circostanze. Ricorda la S.Pasqua del 1943, il 23 Aprile, proprio quando era arrivato l'ora del pranzo che per l'occasione era stato fatto con maggior cura, arrivarono gli inglesi, che li costrinsero ad abbandonare tutto e a ricorrere ad una ritirata disperata. Fuggirono a piedi per due giorni interi per non essere fatti prigionieri e solo dopo tanta strada, riuscirono a mettersi in salvo. Il 13 Maggio 1943 fu fatto prigioniero dalle forze alleate in Tunisia e rinchiuso in un campo di concentramento a Tunisi. Dopo qualche mese venne trasferito a Bona, una città in Algeria presso il campo di concentramento 212. La vita da prigioniero non era delle più dure, si stava discretamente. Quì il sig. Bernardo decise di partire come volontario con le forze alleate inglesi e americane per la liberazione dell'Italia dal Fascismo e dal Nazismo. Fu rimpatriato in Italia nel febbraio del 1945 quando il fronte si trovava a Cassino. Da allora cooperò alla liberazione dell'Italia che avvenne il 25 Aprile del 1945.

 

 

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