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Claudio Macchia, in servizio a Casarano, assegnato ai «domiciliari»

Corruzione, nuove accuse

all’ufficiale giudiziario

 

 

 

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 25/04/2007

 

L’ufficiale giudiziario lascia il carcere ma viene assegnato ai «domiciliari» con una posizione più scomoda. Gli episodi di corruzione, adesso, sono saliti a tre. Se ne sono aggiunti altri due rispetto a quello che il 10 aprile scorso fece scattare le manette. Claudio Macchia, 52 anni, di Gallipoli, ufficiale giudiziario in servizio alla sezione staccata di Casarano del tribunale civile, è finito dietro le sbarre con l’accusa di aver intascato una mazzetta per rinviare l’esecuzione di un pignoramento. L’arresto è stato eseguito dai poliziotti del Commissariato di Taurisano. A metterli in allarme era stato un ex imprenditore di Casarano destinatario di una procedura esecutiva. L’uomo ha raccontato agli investigatori di essere stato contattato dall’ufficiale giudiziario che gli avrebbe chiesto 400 euro (poi scesi a 300 euro) per rinviare il pignoramento. Dopo aver versato la metà della  somma, l’ex imprenditore si èrivolto alla polizia.

E insieme agli investigatori ha organizzato il piano per «pizzicare» l’ufficiale al momento del ritiro delle banconote. La mattina del 10 aprile, l’ex imprenditore si è presentato nell’edificio della sezione distaccata del Tribunale ed ha consegnato le banconote che i poliziotti avevano fotocopiato. L’irruzione degli agenti nella stanza dell’ufficiale giudiziario è avvenuta subito dopo che  l’ex imprenditore era uscito. E in un assetto della scrivania sono state rinvenute le banconote che erano state accettate senza consegnare alcuna ricevuta o stilare alcun verbale. Nell’ufficio di Macchia i poliziotti hanno sequestrato numerosi documenti. Fra questi diverse pratiche esecutive. In un faldone gli agenti hanno rinvenuto anche 350 euro. Scavando intorno a quelle carte ed ascoltando i destinatari di quelle misure,  li investigatori hanno raccolto le denunce di altre due persone che avrebbero versato la mazzetta all’ufficiale giudiziario per evitare il pignoramento. Una avrebbe versato 750 euro (e la somma ritrovata nel fascicolo sarebbe la seconda tranche della tangente); l’altra avrebbe versato 300 euro. Le denunce sono già finite sul tavolo del magistrato titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Imerio Tramis. Definito il quadro accusatorio ed attenuate le esigenze cautelari, il gip Vincenzo Scardia ha concesso a Macchia i «domiciliari». Lo stesso pm aveva dato parere favorevole all’istanza presentata dai difensori dell’ufficiale giudiziario, gli avvocati Umberto Leo e Cosimo Antonaci.

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