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FESTA DEL PAPA'

San Giuseppe (19 Marzo)

di Eugenio Memmi, Casarano 18/03/04

 

Quale giorno potrebbe essere migliore per festeggiare i nostri papà se non il giorno di San Giuseppe, ossia del padre, secondo la tradizione cattolica, per eccellenza?
Saranno fortunati, quindi, tutti i Giuseppe d'Italia che, nel caso siano anche papà, avranno... doppia festa, dato che dal 1968 il giorno dell'onomastico del Santo coincide con la festa del papà.
Il nome Giuseppe deriva dall'ebraico Josef e significa "accresciuto da Dio". E' il nome maschile più diffuso, soprattutto nelle regioni meridionali d'Italia, con le varianti: Beppe, Pinuccio, Geppe, Geppino, Peppe, Peppino, Pino. Il nome può essere anche usato al femminile nelle forme: Giuseppa, Giuseppina, Pinuccia, Pina, Nuccia, Giusy.
San Giuseppe è patrono del Canada, del Perù, dei falegnami, dei carpentieri, degli ebanisti, dei moribondi, e viene invocato per ottenere un buon matrimonio.

Il 19 Marzo si festeggia San Giuseppe: la festa del papà.
Nei paesi anglosassoni, la festa del papà ricorre a Giugno e non ha alcun legame col santo in questione.
Fino a poco tempo fa il 19 Marzo era festa nazionale. Da qualche anno, invece, la festa è stata abrogata, ed il giorno di San Giuseppe è diventato un giorno feriale qualunque.
Ciò ha contribuito a sminuire i festeggiamenti che in tutta Italia si tenevano in questa giornata.
Eppure gli Italiani continuano ad amarlo: soprattutto al Sud, Giuseppe è uno dei nomi più comuni e frequenti. Al Sud, c'è sempre un Giuseppe, Peppino, Pino, Peppe da festeggiare, come pure è frequente il suo corrispettivo femminile, Giuseppina, o Giusy.
Il Santo in questione era marito di Maria e padre di Cristo, un carpentiere fariseo, che diversamente da come ci è stato tramandato, fu sì un ebreo praticante e "giusto", ma anche notevolmente attivo all'interno della sua comunità.
Questo Santo è tra quelli su cui meno si sofferma l'ortodossia cristiana. La vita di San Francesco o altri santi è senz'altro più conosciuta rispetto a quella di San Giuseppe che rappresenta la figura del "padre", oggi sempre più rivalutata nell'ambito della famiglia.
Il 19 marzo tutti i papà sono festeggiati e ricevono regali o pensierini da parte dei figli. Questa festa diviene un'occasione per ricordare che "si è sempre figli di qualcuno" e per esprimere affetto e stima nei confronti dei "babbi". I regali più tradizionali sono, i capi di abbigliamento, gli accessori, i profumi oppure un libro. E' in ogni modo possibile sbizzarrirsi secondo il tipo di papà (sportivo, fumatore, giocatore, manager); un regalo originale potrebbe essere una T-shirt o un orologio con stampa personalizzata.

Nella tradizione popolare, San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, è il santo protettore
dei poveri e dei derelitti, poiché i più indifesi hanno diritto al più potente dei Santi. 
In questo giorno, si ricorda la sacra coppia di giovani sposi, in un paese straniero ed in attesa del loro Bambino, che si videro rifiutata alla richiesta di un riparo per il parto.
Questo atto, che viola due sacri sentimenti: l'ospitalità e l'amore familiare, viene ricordato in molte regioni con l'allestimento di un banchetto speciale. Così in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usava invitare i poveri al banchetto di san Giuseppe. In questa occasione, un sacerdote benediva la tavola, ed i poveri erano serviti dal padrone di casa. 
In alcune città, il banchetto veniva allestito in chiesa, e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante le pietanze che venivano servite. 
Oltre a proteggere i poveri e le ragazze, San Giuseppe,  in virtù della sua professione, è anche il protettore dei falegnami, che da sempre sono i principali promotori della sua festa. 
La festa del 19 marzo è anche associata a due manifestazioni specifiche, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia: i falò e le zeppole. 
Poiché la celebrazione di san Giuseppe coincide con la fine dell'inverno, si è sovrapposta ai riti di purificazione agraria, effettuati nel passato pagano. In questa occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. 
Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa. 
A Roma la preparazione delle zeppole, affiancate dai bignè di san Giuseppe, ha un fervore particolare. 
Nel passato, ad ogni angolo di strada era possibile trovare un banco di frittelle, e tutta la città era addobbata da decorazioni festive. 
E' infatti con la festa di san Giuseppe che si saluta definitivamente l'inverno e si comincia a sentire il profumo della primavera, così le vicende stagionali e gli antichi riti si uniscono con la festosità e la devozione dei cristiani. 


Zeppole di San Giuseppe
INGREDIENTI:
500gr.di farina
50gr.di zucchero
100gr.di burro
7 uova
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina pura bertolini
1bustina di zucchero impalpabile vanigliato bertolini
1/2 kg di farina,olio per friggere.
PREPARAZIONE :
Mettere sul fuoco un tegame con 4 bicchieri di acqua, il burro e un pizzico di sale; non appena si alza l'ebollizione, toglierlo dal fuoco ed aggiungervi la farina fatta cadere a pioggia, mescolando energicamente con un cucchiaio. 
Rimettere il composto sul fuoco e continuare a rimestare sino a quando si stacchera' dal fondo e dalla parete del tegame. 
Lasciare raffreddare ed unire lo zucchero, le uova, la vanillina ed a ultimo il lievito vanigliato, avendo cura di ben amalgamarlo. 
Prelevare una cucchiaiata di pasta ed arrottolarla tra le mani fino ad ottenere un bastoncino col quale formare una ciambella, continuando fino all'esaurimento dell'impasto. 
Friggere le zeppole in una padella contenente abbondante olio caldo, appena tolte lasciarle sgocciolare su un foglio di carta assorbente. Spolverizzare con lo zucchero impalpabile.