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IL BENE NEL SILENZIO

di Eugenio Memmi, Casarano, 06/01/04

 

Dice un proverbio, il mondo è bello perché è vario, io ci gioco un po’ con le parole e dico che spesso è avariato, spesso comunque. Per fortuna, ci sono tante buone persone che con il loro altruismo, la loro sensibilità aiutano coloro che sono stati più sfortunati ed equilibrano in parte l’ago della bilancia.

Molte di queste “buone” persone vivono accanto a noi, li conosciamo di vista, ma sappiamo poco di loro.

Conosciamo dove lavorano, che macchina hanno, con chi sono sposati, ma… non li conosciamo bene.

Certamente non è che si possano conoscere tutte queste “persone  speciali”, primo perché questi “angeli invisibili”, fanno tutto nel massimo silenzio, riservatezza e non li sentirete mai dire che fanno volontariato, o che aiutano qualcuno. Il loro essere speciali sta proprio in questo, sono persone straordinariamente umili e genuinamente altruiste, che non cercano ne gloria ne riconoscimenti.

Potrete sapere ciò che fanno solo se avrete la possibilità di trascorrere un po’ di tempo con loro.

Un giorno stavo in macchina con una di queste persone, lo vedo che si ferma e scendere vicino ad un negozio di generi alimentari, entra in questo negozio ed esce con delle buste piene di latte, biscotti, panni, ect. lo guardo e gli chiedo – scusa Leonardo (un nome a caso, potrebbe chiamarsi anche Elena o Patrizia o Walter) ma per chi sono questi biscotti Plasmon, e questi pannolini, mi sembra che i tuoi figli siano cresciuti per questo tipo di cose; mi guarda, e ovviamente mi risponde che non erano per la sua famiglia, ma per dei suoi conoscenti. Dopo cinque minuti eravamo a casa di questi suoi conoscenti, ovviamente la situazione era tragica, ma lui era un loro assiduo frequentatore e un sostegno sotto tutti gli aspetti, psicologico, economico, di reinserimento nel mondo del lavoro per il giovane padre.

Sapete, a volte non è così semplice aiutare qualcuno, perché nascono dei legami a volte un po’ difficili nel senso che queste persone si attaccano a chi li aiuta in maniera morbosa ed asfissiante, spesso ne approfittano o si cullano un po’, ma la bellezza e l’immensa generosità di questa/e persone riesce a superare queste piccolezze.

Quando penso a “Leonardo”, spesso mi viene spontaneo chiamarlo San Francesco di Casarano, tant'è la sua bontà. L’ho visto personalmente andare in quei luoghi dove nessuno và, a portare la sua amicizia, la sua presenza, ha portato in questi luoghi i valori cristiani perché sapeva che mai loro sarebbero andati a riceverli in chiesa. Ha insegnato loro il catechismo sui marciapiedi, li ha preparati e fatta fare la prima comunione, e poi la cresima.

Ha fatto conoscere a “noi” esseri normali, un nuovo modo di vedere gli altri, soprattutto di quelle persone per le quali si ha una spontanea diffidenza.  Questo “Leonardo” lo porto sempre dentro di me, come ad un modello, un modello di persona davvero speciale. Molti di voi forse non credono a ciò che ho scritto, vero? Non esiste una persona così! Vi assicuro che esiste!

Sembrerebbe quasi un mostro, un Dio… no… è una persona speciale, ma umana, anche lui ha avuto le sue tribolazioni, le sue cadute, le sue prove, ma si è sempre rialzato. Nessuno è perfetto, neanche “Leonardo” ma questo lo rende più vicino a noi “esseri normali” e ce lo fa forse apprezzare di più.

 
 

14/07/07 Molto bella questa storia. Hai fatto bene, Eugenio, a raccontarla adesso svelando chi era quella "PERSONA SPECIALE". 

Dal canto mio spero che le accuse, a queste quattro Persone, non siano fondate.

Graziano De Paola

depaolafe@libero.it