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Da brivido il film di Mel Gibson
Il Gesù fra i Sassi,mai nulla di simile

ANDREA CARUGATI, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 13/02/04

 

 

Un film potente, da brivido, che lascerà il segno. È questa l' impressione che dà La passione di Cristo, il controverso film di Mel Gibson girato a Matera e presentato ai giornalisti di Los Angeles. Gibson (che è un fondamentalista cattolico) non risparmia niente allo spettatore: descrive al pubblico la barbarie della crocifissione e mostra il martirio di uomo qualsiasi, un innocente con l'unica colpa di avere detto quello che pensava in tempi in cui non era permesso, di avere sfidato i potenti, di avere predicato valori anacronistici, di avere avuto il coraggio di non rinnegare le proprie idee.
È doloroso assistere al film da qualsiasi punto di vista lo si guardi, e il rumore di ogni frustata si trasforma in un brivido che corre lungo la spina dorsale. Un film girato e prodotto interamente in Italia, appunto tra i Sassi di Matera, e recitato in latino e aramaico (con i sottotitoli in inglese) che si apre con l'immagine della luna che illumina il giardino degli Getzemani e Gesù che barcolla tra gli ulivi.
Pietro gli domanda che cosa stia accadendo, gli chiede di che cosa abbia paura, perché a cena abbia parlato di tradimento. Gesù, un convincente Jim Caviezel, non risponde, s'inginocchia, alza gli occhi al cielo e prega suo padre di salvarlo, di non farlo cadere nella trappola che gli hanno teso: Giuda comprato dal potente sacerdote ebreo e quel sacchetto con i trenta denari che vola al rallentatore da una mano all' altra e che galleggia nell'aria.
Arrestano Gesù, lo incatenano, lo percuotono. Pietro combatte, usa un coltello, ma Gesù gli dice di fermarsi e cura la ferita inferta dall'apostolo a un centurione. Lo processano sommariamente, lo colpiscono, gli sputano. I sacerdoti ebrei pagano la folla perché si raduni al cospetto di Ponzio Pilato, dipinto come un uomo intelligente, sensibile, attento ai consigli della moglie. Pilato fa di tutto per proteggere quel Nazareno che pare innocente. Perché volete uccidere il vostro re? chiederà ai sacerdoti, ma il Diavolo, rappresentato da Rosalinda Celentano, è al lavoro e nulla potrà salvare il Nazareno dal linciaggio organizzato dai sacerdoti.Pilato deciderà di farlo fustigare per poi liberarlo e i centurioni romani (alcuni parlano il latino con un accento romanesco) lo faranno con fervore, utilizzando prima un frustino e poi un gatto a nove code che non lascerà a Caviezel un tratto di pelle integra. A quel punto Giuda, perseguitato dal rimosso, si sarà già impiccato e Pietro avrà rinnegato Gesù tre volte.

Entrambe le situazioni, dal punto di vista del regista, sono state girate in maniera esemplare. Il martello che cade nella polvere, la prima goccia di pioggia, il chiodo nella mano di Gesù, sono scelte vincenti, così come l'utilizzo di frequenti flashback che riportassero lo spettatore al passato di Gesù, alla sua infanzia, giovinezza, alle sue prediche, all'ultima cena, ai pochi momenti sereni della sua vita. Pilato deciderà poi di lavarsene le mani e Gesù inizierà la sua Via Crucis, descritta come mai era stato fatto su uno schermo mentre Maria (Mai Morgenstern), in una scena lacerante, asciugherà da terra il sangue versato con alcuni asciugamani aiutata da Monica Bellucci, nei panni di Maria Maddalena.

Polvere, sangue, un uomo stremato sotto il peso della croce, i centurioni lo frustano, la folla lo colpisce, gli tirano pietre. Lui cade e la seconda volta Maria lo abbraccia e gli sussurra, sono qui. Lui si alza, cammina, si trascina, cade a faccia in giù con la croce sulla schiena. Lo crocifiggono e Gibson non fa sconti, il rumore dei chiodi che gli entrano nella carne, brandelli di tessuti che penzolano dal corpo ormai informe. Il legionario che gli tira una spalla fino a slogargliela. Il chiodo conficcatogli nella schiena per farlo stare attaccato alla trave portante della croce, la lancia nel torace e le beffe dei sacerdoti.
Una scena lunghissima e dolorosa ritmata dal respiro del vento. Gesù muore, ma prima grida al cielo di perdonarli. China la testa, un gesto secco, il mento appoggiato al torace. Il terremoto, le lacrime di Maria, con il volto sporco di sangue. Il pentimento di chi ha organizzato il linciaggio. Il buio. Qualche secondo: la luce, una pietra che rotola, un lenzuolo che si sgonfia, il sole, un raggio sul viso di un Gesù immacolato, in piedi, la cinepresa si sofferma sulla mano, dove si vede il buco provocato dal chiodo, un passo: fine

 

 

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