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  ressapoco nello stesso punto dove oggi c’e l'Immacolata sorgeva gia nel 500 l’antica chiesa dell’Annunziata. Quest’ultima, che certamente doveva essere molto bella, fu poi demolita verso il 1743 a causa della smania innovatrice tipica del ‘700. La nuova chiesa, decorata secondo il gusto dell’epoca, fu consacrata nel 1760. Il tempio era stato eretto a spese degli aderenti alla Congregazione dell’Immacolata Concezione, fondata agli inizi del ‘600 con finalita spirituali ed anche di natura assistenziale, quali soccorrere e visitare gli ammalati, i carcerati, i poveri. All’interno si possono ammirare sei tele del pittore salentino Oronzo Tiso, aventi come soggetto altrettanti episodi della vita della Vergine. Appoggiato ai locali della Congrega e il monumentale Calvario: un grandioso semicatino il cui arco terminale poggia su colonne ioniche da cui si ergono a destra e a sinistra due notevoli statue di angeli. L’opera iniziata dalla Confraternita nel 1913, fu conclusa da Donna Olimpia Passero nel 1918. Nel muro semicircolare vennero praticate cinque grandi edicole, chiuse da vetri, che rappresentano i Misteri della Passione di Gesu.
IL RESTAURO A TEMPO DI RECORD GRAZIE AI SOLDI DEL COMUNE
 
di ENZO SCHIAVANO, dal Nuovo Quotidiano di Puglia del 16/06/01
ue preziosi affreschi del Settecento sono comparsi casualmente sulla facciata della Chiesa dell’Immacolata, nei pressi dei giardini comunali ‘William Ingrosso". I dipinti, di ottima fattura, sono opera di uno sconosciuto artista locale ed erano coperti da due lastre di cemento. La scoperta e stata fatta la scorsa settimana da alcuni operai durante i lavori di manutenzione straordinaria dell’ edificio sacro. L’amministrazione comunale e don Antonio Albano, che dirige la rettoria dell’Immacolata, hanno immediatamente informato la Soprintendenza ai beni culturali. Il restauro e stato effettuato a tempo di record grazie anche al tempestivo finanziamento dell’amministrazione comunale. I due affreschi erano ricoperti da pannelli di cemento raffiguranti gli stessi soggetti dei dipinti basso rilievo: l’Immacolata a sinistra del portale della chiesa; l’arcangelo Gabriele a destra. Le due lastre erano state poste nel 1969, in un’epoca in cui la cultura del cemento era predominante, fino a mettere in secondo piano perfino le opere d’arte. La scoperta, come si diceva, e stata fatta durante i lavori di manutenzione straordinaria della chiesa. Poiche i due pannelli erano pericolanti, don Antonio aveva disposto che ve fossero rimossi. Grande e stata la sorpresa degli operai e del direttore dei lavori, architetto Fernando De Matteis, quando i due dipinti sono venuti alla luce. Il professionista si e reso subito conto del valore degli affreschi ed ha immediatamente informato l’amministrazione comunale. La Vergine Maria e raffigurata con le mani incrociate sul petto e la testa china in atteggiamento di preghiera; alla base di questo dipinto e stata rinvenuta anche la data di realizzazione (1762). L’arcangelo Gabriele si staglia su uno sfondo luminoso con le ali piegate, reggendo un giglio dal lungo stelo. «E’ la rivincita dell’arte contro la cultura del cemento», ha detto un orgoglioso Claudio Pedone, assessore alla Cultura, che ieri ha presentato i due dipinti alla stampa, dopo il restauro a tempo di record. La chiesa dell’Immacolata, gia preziosa per le opere del Tiso poste all’ interno, diventa di diritto una delle attrazioni turistiche della citta.
 
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