Data
  tudio realizzato dagli alunni della 4° A-B-C-D, della V° A-B, della Scuola Elementare "Via IV Novembre" di Casarano.

Anno scolastico 1999 -2000

Le Insegnanti:
  • Morgante Lidia
  • Sasso Giovanna
  • De Micheli Maria Rosaria
  • Toma Giovanna
  • Crusi Anna Maria
  • Stefanelli Daniela
  •  Aspetto Artistico Culturale

     Aspetto Storico Geografico

     Aspetto Scientifico

    ASPETTO STORICO GEOGRAFICO
     
    ra i reperti storici, ambientali e artistici e importante ricordare la cripta del SS. Crocefisso o di Santa Costantina, appartenente alla contrada Manfio. Una contrada quasi dimenticata dagli abitanti di Ruffano, tanto da far nascere la convinzione che tale territorio appartenesse alla vicina Casarano. Attualmente la chiesa del Crocefisso e sotto la giurisdizione ecclesiale della Chiesa Madre di Ruffano. Ma, andiamo un po lontano nel tempo, quando nel primo quarto del quattrocento, i monaci greci abbandonarono la dimora del Crocefisso poiche erano subentrati dei cambiamenti sul piano politico e religioso. Chi erano questi monaci? E’ importante sapere che il tallone dell’Italia si e sollevato dal mare in epoca recente, causando nel nostro territorio la formazione di fratture e grotte. Nel Medioevo tutte queste caverne divennero dimora degli anacoreti che si rifugiavano per sfuggire alle tentazioni del mondo, cibandosi di radici e lucertole. Le uniche suppellettili che ornavano le grotte erano un teschio e una croce. Questi monaci, seguaci di S.Basilio un tempo erano molto numerosi e sparsi un po dovunque. In ogni luogo in cui si trovassero burroni e grotte, qui ponevano le loro dimore. Verso l’ottavo secolo, in seguito all’invasione degli Arabi, gli anacoreti furono perseguitati e distrutte, cancellate, sfregiate anche le preziose pitture di stile bizantino. Nel secolo XIV la chiesa di Roma volle imporre in tutta Italia, il rito latino per cui questi eremi scomparvero; queste abitazioni solitarie rimasero abbandonate per secoli in balia della natura o di pastori e contadini. Tuttavia, ancora oggi, molte di queste cripte rimangono intatte cosi come i monaci le lasciarono, preziosissima testimonianza di un’arte austera e spirituale e di un mondo tanto lontano per spirito e costumi da quello di oggi. Certamente, anche la cripta del Crocefisso appartiene a quelle grotte che sono state le dimore dei monaci basiliani.
     
    L'AFFRESCO DI SANTA COSTANTINA
     
    el XIV secolo la cripta del Crocifisso fu’ abbandonata dai Monaci Bizantini e passo’ nelle mani degli Olivetani , segnando il declino della cultura Bizantina e del rito Greco . I Monaci del Monte Oliveto si arroccarono nella Cripta del Crocefisso per amministrare il Feudo sotto il titolo di Santa Costantina . Questo territorio era abitato da famiglie di contadini che si occupavano della coltivazione delle terre bonificate dagli stessi monaci . Essi costruirono , quasi sopra la Cripta un insieme di edifici con alcune sculture :

    " Teste umane di serio portamento con occhi grandi a mandorla e con le gote rigonfie " .

    Gli edifici servivano come ricovero per i pellegrini.

    Ma tornando alla denominazione primitiva , perche’ fu chiamata di Santa Costantina ?

    Santa Costantina e’ la figura femminile affrescata sulla parete sinistra della Cripta . Costanza o Costantina insieme ad Attica e Artemia sono considerate Sante .Secondo le testimonianze storiche Costanza fu donna astuta e intrigante , dopo la morte del marito visse a Roma e sposo’ Gallo .

    Mori nel 354 e fu sepolta a Roma presso la Basilica di Sant’Agnese .

    Secondo la leggenda Costanza fu presentata come una donna non sposata consacrata a Dio . Si racconta che Costanza era una fanciulla ammalata con il corpo pieno di piaghe .

    Avendo sentito raccontare della visione di Agnese che avevano avuto i genitori , si reco’ alla tomba della Martire per impetrare la guarigione .

    Agnese apparve alla fanciulla , la prego’ di abbracciare il Cristianesimo e la guari’ . Come ringraziamento , Costanza prego’ il padre affinche costruisse una Basilica in onore della Martire , mentre Ella decideva di consacrarsi a Dio .

    Intanto un Ufficiale Gallicano , vedovo con due figlie : Artica e Artemia , la chiese in sposa e Costanza promise che lo avrebbe sposato al ritorno dalla guerra .

    Intanto volle che le due fanciulle rimanessero con lei , mentre dette a Gallicano i suoi due servi : Giovanni e Paolo . Nel frattempo , Costanza riusci’ a convertire al Cristianesimo le due fanciulle e contemporaneamente Gallicano , persuaso dai due servi , si converti’ alla Religione Cristiana e si ritiro’ a vita solitaria . Costanza , Attica e Artemia si ritirarono sulla Via Nomentana presso il Sepolcro di Sant’Agnese dove fondarono un Monastero .

    A partire dal Secolo XVI le tre Sante entrarono nei Martirologi e la loro Festa e’ il 18 Febbraio.

    I CONFINI TERRITORIALI DEL FEUDO DI SANTA COSTANTINA
     
    a carta topografica dell’ex Feudo di Santa Costantina ci permette di ricostruire i confini del Feudo .

    Il confine Occidentale di questa estensione si attesta sull’attuale strada che congiunge Casarano a Taurisano , mentre a Nord e’ limitata dai territori delle Masserie Caroppi ( Comune di Casarano ) e Manfio ( Comune di Ruffano )

    Il centro sembra essere costituito dal triangolo che ai vertici congiunge le Masserie Scippi, Misseri ( Territorio di Taurisano ) e Mulino .Esteso per circa 2.5 Rmq. Il Feudo e’ innervato da un percorso che passa per le Masserie Bufolelle e Mulino .

    Altimetricamente il Feudo occupa una porzione del Costone Occidentale della terra di Casarano che da’ una quota minima di 74 M.s.l.m. ( attuale Via Casarano – Taurisano ) giunge a ben 163 m. in corrispondenza della nostra Chiesa – Cripta .

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