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PASSA DAL LICENZIAMENTO LA POSSIBILITA' DI REINSERIMENTO NEL MONDO LAVORATIVO

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 30/04/04

 

Si prepara una svolta per circa 200 dipendenti in cassa integrazione della Filanto: la settimana scorsa è stata siglata un’intesa tra l’azienda calzaturiera e i sindacati per la mobilità finalizzata al reimpiego nelle aziende satelliti del gruppo. I lavoratori in questi giorni sono in preda allo sconcerto e alla preoccupazione, perché si sono visti arrivare a casa le lettere di licenziamento; i sindacati, però, tranquillizzano: «È in atto la procedura per mettere in mobilità questi 200 operai – dice Antonio Campoverde, della Filt Cisl – il patto firmato la settimana scorsa prevede proprio questo: i lavoratori vengono licenziati, per essere assunti entro sei mesi dalle aziende collegate alla casa madre: Zodiaco, Tecnosuole e Iris Sud». Il patto siglato tra azienda e sindacati prevede, in sintesi, che i lavoratori vengano messi in mobilità finalizzata al reimpiego: per farlo, il passaggio obbligato è quello del licenziamento dopo di che entro sei mesi, i 200 operai verranno riassorbiti, potendo usufruire dei benefici di legge per chi assume lavoratori in mobilità. Altri cento operai, poi, hanno scelto la via della mobilità volontaria, che si rivolge a chi intende mettersi in proprio, intraprendendo un’attività autonoma e quindi questi lavoratori non sarebbero interessati alla procedura di reimpiego concordata tra la Filanto e i sindacati. «C’è comunque l’impegno dell’azienda – dice Campoverde –  a non lasciare soli questi lavoratori». Conferma l’accordo anche Patrizia Filograna, vicepresidente del gruppo, che spiega che si sta mettendo in atto «non un taglio di dipendenti, ma un’esternalizzazione di alcuni lavoratori e di alcune fasi della produzione». La cassa integrazione, come si sa, non è eterna e quindi questo meccanismo dovrebbe dare maggiori certezze per il futuro ai 200 lavoratori interessati. Tutto è bene quel che finirà bene, quindi? La speranza è questa, nonostante la paradossale circostanza per cui la riassunzione in fabbrica passa attraverso una lettera di licenziamento.