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ALLARME NEL SETTORE CALZATURIERO, LE AZIENDE SONO PRONTE AD INNOVARSI, MA LO STATO DEVE FARE LA SUA PARTE.

di Enzo Schiavano, dal Quotidiano del 12/09/03

 

“I parlamentari salentini devono trovare la forza ed il coraggio di far inserire nella prossima Finanziaria norme che prevedano sgravi fiscali al comparto manifatturiero per garantire gli attuali livelli occupazionali”. Anche il “Gruppo Filanto”, una delle più grandi aziende pugliesi, si è deciso da dare una teorica scossa ai deputati e senatori eletti nella Provincia di Lecce, effettivamente indolenti di fronte alla crisi del settore. Dopo Salvatore De Riccardis, il presidente degli industriali salentini, anche Michele Zonno, direttore generale del gruppo fondato da Antonio Filograna, ribadisce che l’apporto dei parlamentari è fondamentale per governare il processo di trasformazione, in atto da alcuni anni, del comparto calzaturiero.

“Quello che chiediamo – spiega il manager – è che questi politici, indipendentemente dallo schieramento politico, si mettano intorno ad un tavolo e comincino a discutere dei problemi di questo territorio. A difesa di un settore importante come il calzaturiero – continua il direttore generale – ed in concomitanza con il periodo di elaborazione della nuova legge Finanziaria, i parlamentari salentini e pugliesi dovrebbero avere il coraggio di fare approvare norme che prevedano sgravi fiscali alle aziende del settore che possano garantire il consolidamento dei livelli occupazionali attuali”.

E’ questa, secondo il presidente dei calzaturieri leccesi, lo strumento minimo che le istituzioni dovranno mettere a disposizione per vincere l’attuale crisi, ma è chiaro che anche le aziende dovranno fare la loro parte. “Le aziende devono elaborare progetti di riposizionamento commerciale e qualitativo dei prodotti – afferma Zonno – e progetti di ricerca ed innovazione dei processi produttivi. Come sta facendo in questo momento Filanto ed altre aziende salentine. La concomitanza di queste due azioni, quella politica e quella aziendale – conclude il manager – devono portare in 3-5 anni il superamento del tradizionale gap che è costituito dalla lavorazione per  conto terzi, recuperando risorse per investire in marketing e reti commerciali”.

Questa la ricetta proposta dal direttore generale del “Gruppo Filanto” che stoppa in anticipo eventuali giustificazioni dei politici. “Non ci vengano a dire che la Comunità Europea non potrebbe ammettere tali agevolazioni – continua Zonno – perché queste cose si negoziano. Quando Bossi è sceso in campo per le quote latte degli allevatori del Nord, il governo è stato costretto a negoziare con la Ue ed è riuscito a spuntarla. Possibile che nessun parlamentare pugliese, non dimentichiamo che nella stessa situazione si trova anche il distretto di Barletta – insiste il direttore generale – abbia la capacità e la forza di difendere le aziende che sono rimaste da sole ad affrontare l’attuale congiuntura internazionale negativa? Non ci posso credere”.

Il gruppo industriale di Antonio Filograna-Sergio replica anche alle affermazioni di Franco Nastrini, segretario della Uilta-Uil, apparse ieri su “Quotidiano”. “La Filanto lavora da tre anni ad un piano industriale e l’altra sera, durante l’incontro con le organizzazioni sindacali, si è discusso del passo successivo per l’attuazione di quel piano di ristrutturazione”. Questa la replica ufficiale, affidata allo stesso Michele Zonno. Il sindacalista, dopo l’incontro avvenuto mercoledì sera, tra i rappresentanti dell’azienda, dell’Assindustria e delle organizzazioni sindacali, aveva rilasciato dichiarazioni allarmanti sulla situazione dell’azienda, legandola alla negativa congiuntura internazionale, parlando di un esubero di circa 200 operai del reparto montaggio.

 

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