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OLIVICOLTORI: SI PARTE!

 .. IN FRANTOIO !

 

 

del dr. agr. Antonio Stea*

Casarano, 17/10/06

toniostea@libero.it

 

Olivicoltori si parte, il viaggio è cominciato! E’ questo l’annuncio che la natura recita. E’ iniziato in questi giorni un viaggio intenso e che attraversa in modo continuo tutte le campagne del nostro Salento investite in olivi, siano quest’ultimi secolari o meno. Il treno tutto in legno di olivo, per quanti esemplari abbiamo, accoglie i numerosi olivocoltori salentini che si organizzano per la campagna olivicola 2006/07. La campagna che vedrà consolidare per le nostre aziende la riforma PAC per ciò che attiene gli aiuti comunitari, le norme sulla condizionalità. Tra mille e una difficoltà finalmente si parte; dopo vari tavoli e convegni pubblici in provincia volti a valorizzare il prodotto olio, con le olive da raccogliere e magari il futuro prodotto olio ancora invenduto, con i frutticini che si colorano e che completano l’arricchimento in particelle oleose, ma con il sorriso degli olivicoltori salentini che si recano presso la propria struttura di trasformazione per la domanda di rito circa la data di inizio dell’attività di estrazione. Chi si reca nei frantoi percepisce, in questi giorni di inizio lavori, un profumo splendido dettato dalle varie sostanze volatili che si sprigionano durante la lavorazione di quelle ancora poche olive che hanno avuto la “fortuna” di essere raccolte direttamente dalla chioma dell’albero. E’ un periodo questo in cui è grande la mole di lavoro che interessa gli olivicoltori ed i frantoiani salentini, giorni in cui c’è un flusso continuo di frutticini verso le macine in pietra dei pochi frantoi che utilizzano al lavorazione tradizionale o verso i frangitori a disco o a martelli del maggior numero di frantoi con tecnologia più moderna. Un concetto teorico è chiaro: da entrambi i tipi di lavorazione si può ottenere un buon prodotto, stando evidentemente attenti a quelle che sono le condizioni di processo (tempo di esposizione della pasta nelle macine o la temperatura delle gramolatici ad esempio), un altro concetto è anche chiaro: solo da una materia prima ottimale si può avere un olio dalle caratteristiche chimico-sensoriali eccezionali.

Accanto a questa mole di lavoro meccanico occorre a mio modesto parere, a monte e parallelamente, sviluppare, oltre a quanto fanno gli enti pubblici preposti (camera di commercio o I.C.E.), un tessuto di aziende e operatori specializzati nella promozione commerciale di oli di oliva di elevata qualità. Secondo la mia ottica in tal senso è sfruttabile, da chi sente la voglia di operare in questa direzione, il micro-credito del bando emanato di recente dalla Provincia di Lecce; quelle poche occasioni che capitano di fare imprese di servizi devono avere una direzione rivolta alla valorizzazione dell’olio di oliva, ma anche ai vari prodotti agro-alimentari da secoli radicati nel nostro territorio, ad esclusione dei prodotti DE.CO. (Denominazione comunale) che  recentissimamente sembra stiano incontrando difficoltà nel riconoscimento proprio del marchio da parte della U.E.

Agli agricoltori, sono convinto, interessi, molto di più di quello che si creda comunemente, fare qualità per poi ricevere premi come ambiscono la nostra Primoljo o la Faraioli, ma a volte però non conoscono i mezzi tecnici per raggiungerla. I singoli sportelli attivati con il benestare delle nostre Amministrazioni, in questi anni hanno poco valore sul territorio, a mio modo di vedere per la maggior parte sono collocati temporalmente per il moro modus operandi in un periodo passato da decenni. Occorre che le nostre Amministrazioni si adoperino nel ricercare una soluzione di più vasto raggio: pensare ad esempio ad uno sportello che interessi un territorio più grande di quello comunale, che abbia la forza di raccordarsi alle esigenze ed alle norme della moderna agricoltura, che sia capace di portare innovazione. E’ di questi giorni la proposta progettuale redatta dal gruppo di lavoro dello Studio Stea a favore dell’attivazione di uno sportello che porti nuova vision, che abbracci insieme il settore agroalimentare e quello ambientale nella nostra convinzione che questi ambiti percorrono lo stesso camminino, all’interno di un territorio come quello vasto di un gruppo numeroso ed associato di Comuni . vicini alla Città di Casarano.

A margine del mio articolo un invito alla nostra Amministrazione affinchè non stravolga in modo irruente le regole del mantenimento di un paradiso chiamato ambiente dei quali tutti gratuitamente usufruiamo al di la della fabbricabilità, al di la del P.R.G.

 

Il dott. Antonio Stea curerà per questo sito una rubrica dedicata all'agricoltura. Se avete domande  scrivete a: toniostea@libero.it, tutti i quesiti saranno pubblicati in nella rubrica citata in modo da poter essere letti da tutti e diffondere una maggiore conoscenza della materia.

 

* Studio agronomico STEA

Casarano – Via Lupo 22/a

www.agronomostea.it

 

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