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  SENZA PAROLE

 

 

di Emilio Hajnal, Casarano 25/05/05

 

 

Quante volte, guardando il TG satirico “Striscia la notizia”, ci siamo scandalizzati nel vedere qualche servizio che riguardava il malfunzionamento di strutture pubbliche? Immagino tante! Se volete vedere qualcosa di simile dal vivo non dovete fare tanta strada ma vi basterà recarvi presso il “Servizio Riabilitativo” per bambini disabili situato, purtroppo, nella nostra Casarano in via Tagliamento. La segnalazione mi fu fatta qualche tempo fa da un mio carissimo amico che, ben sapendo del mio hobby giornalistico, mi aveva pregato di scrivere qualcosa in merito alla situazione di degrado esistente in questo centro. “Vieni con me – mi disse – e ti farò vedere qualcosa di incredibile che succede nella nostra città tra l’indifferenza totale”. Queste parole mi avevano così incuriosito che non ho potuto fare a meno di dare la mia disponibilità per recarci insieme in questa struttura in modo da farmi spiegare la situazione visto che lui ne era a conoscenza già da tempo.

Una domenica mattina ho ricevuto la sua telefonata e, dopo essermi armato della mia inseparabile “digitale”, ci siamo dati appuntamento proprio di fronte all’ingresso della struttura in questione. Vi anticipo che ciò che ho visto al suo interno mi ha talmente lasciato allibito che inizialmente mi ha fatto pensare che questo fosse un lavoro più adatto per gli inviati di “Striscia la notizia” e non certo per la Iena di Tuttocasarano. Tuttavia, visto che ormai ero in ballo, ho deciso di proseguire con la mia indagine in modo da portarvi a conoscenza di questo caso che mai e poi mai avrei pensato possa succedere nella nostra città.

Ma andiamo con ordine. Guardando l’ingresso della struttura mi sono subito reso conto di quello che avrei trovato una volta entrato all’interno. Purtroppo mi sbagliavo: quello che ho visto dopo la mia “ispezione” è andato ben oltre la mia immaginazione!

Innanzitutto diciamo pure che per entrare non c’è stato neanche bisogno di suonare il campanello o di saltare qualche muro poiché l’accesso e consentito a chiunque, 24 ore su 24, da due cancelli sempre aperti uno dei quali addirittura divelto. Entrando abbiamo anche dovuto fare attenzione a non calpestare alcuni escrementi lasciati presumibilmente li da un cane. Un bel messaggio di benvenuto, vero? Una volta all’interno ho avuto modo di notare che la struttura dava l’impressione di essere in uno stato di apparente abbandono (dire trascurato mi sembra troppo poco). Le aiuole per esempio erano mal curate e piene di erbacce, sporcizia di vario tipo e persino i resti di un piccolo falò. I muri della struttura stessa erano in parte anneriti e chissà da quanto tempo non ricevevano la manutenzione ordinaria (in alcune parti manca addirittura l’intonaco). Il pavimento esterno non è ben livellato e le tante sconnessioni e buche potrebbero essere un serio pericolo per tutti quei ragazzi costretti a muoversi con la sedia a rotelle. Poco più avanti la situazione non cambia: sempre lo stesso schifo! In un sottoscala, poi, ho addirittura scoperto che, tra sporcizia ed erbaccia, c’era una sedia a rotelle completamente arrugginita.

A questo punto ci siamo spostati sul retro dove si trova un giardino con annesso parco giochi per i ragazzi ospiti della struttura. Praticamente un giardino degli orrori! Giochi, sedie e tutto il resto erano praticamente in mezzo alle erbacce. Ma non è tutto! Tra i giochi dei bambini facevano bella mostra di se alcune bottiglie di vetro, la rete di un letto arrugginita, un grosso carrello (anch’esso arrugginito) e la tazza di un water (un cesso per chi non l’ha capito). Cosa ci fa tutto questo in una struttura che dovrebbe essere utile per la riabilitazione di bambini di per se già sfortunati? Come è possibile che succeda questo schifo?

Proseguendo con il nostro giro abbiamo anche trovato una fontanina colma di detriti e un sottoscala attualmente utilizzato come deposito di ferraglia arrugginita. Non ho parole…questo il mio commento!

Una struttura del genere meriterebbe ben altra attenzione proprio per quei ragazzi che, come ho detto prima, sono già di per se sfortunati e non capisco come si possa lasciarla nel degrado e nell’abbandono come lo è attualmente.

Di chi sarebbe la competenza sulla manutenzione e la pulizia? Parlando con alcuni responsabili ho scoperto che manutenzione e pulizia esterna sarebbero di competenza dell’amministrazione comunale mentre la ASL sarebbe competente per la parte interna della struttura. Sempre secondo la persona da me interpellata, l’amministrazione comunale si sarebbe ricordata di compiere il proprio dovere solo un paio di volte lasciando poi “l’incombenza” nelle mani della buona volontà degli operatori della struttura stessa. L’intero immobile, poi, sarebbe anche di proprietà dell’amministrazione comunale la quale, infatti, utilizzerebbe gli scantinati come deposito di tutto ciò che “non serve”.

Prima di concludere vorrei portarvi a conoscenza di due cose che ho notato prima di mettermi in macchina ed andare via: 1) Qualcuno, proprio in quel luogo, ha fatto il suo bel comizio. L’annuncio venne dato da un pubblico manifesto affisso su una cabina dell’Enel; 2) Accanto al Centro Riabilitativo si trova un asilo comunale appena ristrutturato con muri coloratissimi, pavimenti all’ultima moda, giochi nuovissimi e aiuole ben curate. Tutto questo mi sembra uno schiaffo morale! Credo che qualcuno abbia il dovere sacrosanto di intervenire immediatamente per dare almeno un aspetto dignitoso ad una struttura che, proprio per la sua funzione, avrebbe dovuto usufruire di maggiore attenzione da parte di tutti.

In una città dove da troppo tempo si distinguono quartieri belli (pochi) e quartieri degradati (tanti), cittadini di serie A (pochi) e cittadini di serie B (tanti) non mi sarei mai aspettato di vedere delle distinzioni anche in quelle strutture utili ai bambini. Tutto questo non mi sembra giusto!

Non aggiungo altro perché, come si legge nelle Sacre Scritture, “Un minuto di pensiero vale più di un’ora di parole!”.

Ad ogni modo ho provveduto a fare la segnalazione ad alcuni giornalisti di Casarano (Danilo Lupo, Enzo Schiavano) e presso il Tribunale per i diritti del malato. 

 

       

inserito il 25/05/05 ore 07:00