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Casarano, 13/05/05

 

Da circa un decennio il ri-disegno di piazza Armando Diaz, la  principale delle piazze di Casarano, fa discutere gli addetti ai lavori, i politici locali, le associazioni, i semplici osservatori.

Si è discusso sulla bontà delle scelte di questa o quella soluzione; si è discusso della opportunità oppure no, di sconvolgere la pur collaudata forma e funzione che abbiamo ereditato dal passato; si è discusso della opportunità di riposizionare l’obelisco dedicato al Santo Patrono; si è discusso se fosse meglio recuperare il vecchio basolato o rinnovare completamente la pavimentazione; si è  discusso se fosse meglio rimuovere i basoli facendo uso di mezzi manuali o facendo uso di escavatori meccanici e, qualche “cervello illuminato”, a sostegno della prima tesi, era arrivato perfino a farsi scudo con il corpo dinnanzi alle ruspe per proteggere quei basoli che facevano parte della memoria storica della piazza, costituendosi finanche in “Comitato”  per la protezione dei basoli stessi.

Dopo che le Amministrazioni succedutesi negli anni hanno approvato (e, presumiamo, anche pagato), una sfilza di progetti con soluzioni più o meno discutibili,  in concomitanza con i lavori di interramento della rete-gas che ha interessato la quasi totalità del territorio comunale, finalmente, la montagna ha partorito il topolino, e, partendo dalla prima soluzione pur sconvolgente, della piazza completamente ridisegnata dall’arch. De Nuzzo, si è così scivolati, verso una ben più modesta soluzione che doveva prevedere il “recupero del basolato preesistente” a seguito dei lavori di interramento delle reti elettrica e del gas.

Con i lavori appaltati ad agosto 2004 e, con l’impresa aggiudicataria dell’appalto che invece di consegnare i lavori, sotto Natale, chiedeva la rescissione del contratto, (non è dato sapere i veri motivi di tale decisione), si è arrivati, a ridosso della festa patronale di maggio, con un appalto che non si sa sulla scorta di quali criteri sia stato ri-assegnato, che  si sta completando tirato per i denti, e, soprattutto con risultati che vanno al di la di ogni immaginabile decoro.

Non sappiamo chi sia la mente che ha ideato tutto questo, ma francamente ci rifiutiamo di pensare che le indiscusse professionalità che dirigono la Soprintendenza ai Monumenti della Puglia, abbiano potuto approvare tale scempio,  pertanto ci sentiamo di supporre che quanto si sta realizzando nella piazza centrale di Casarano sia il frutto di imperizia ed approssimazione imputabili solo a chi direttamente avalla quanto realizzato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti coloro che ogni giorno attraversano la piazza e sconsolati si sforzano di capire il senso di quanto si sta realizzando.

            Sarebbe perfino superfluo elencare gli scempi che sono stati perpetrati in questi mesi, a partire dallo svellimento di gran parte del basolato, effettuato proprio con quegli escavatori meccanici tanto osteggiati qualche tempo prima da coloro che poi, lasciando cadere nel dimenticatoio il già costituito “Comitato”, hanno preferito consolidare il loro rapporto di “amicizia e collaborazione” con Sindaco e Amministrazione; buona norma avrebbe imposto, in un intervento di “Recupero dei basoli”, che vi fosse un preventivo rilievo fotografico per memorizzarne l’orditura, ed una preventiva numerazione delle pietre che avrebbe permesso una altrettanto precisa ricollocazione delle stesse.

 Invece no! Allo svellimento selvaggio seguiva una “operazione scientifica” di accumulo dei basoli a centro piazza, al punto che neanche il conferimento dell’incarico al “Mago Silvan” avrebbe permesso di rimettere i basoli al loro posto, con l’aggiunta poi che a causa della mancanza di misure di protezione nei primi mesi, gli stessi basoli sono rimasti alla mercè degli sciacalli che ne hanno approfittato durante le ore notturne.

Che si sarebbe dovuti procedere con un gigantesco “rammendo” era stato più o meno ventilato, che invece, il rammendo, potesse deturpare la vista in quelle proporzioni, non era preventivabile.

·        Si dovevano recuperare i basoli ed invece una grossa percentuale di questi sono stati tagliati , frammentati e posizionati nell’inutile tentativo di ricostituire una maglia che oramai non esiste più;

·         si doveva lasciare inalterato il disegno preesistente ma tutto sembra già irrimediabilmente compromesso a causa della compromessa planarità della superficie e, per la discutibile scelta di posare i basoli con il cemento, che oltre ad evidenziare già la formazione di zone concave di accumulo dell’acqua ( vedi zona di fronte al comitato feste patronali), lascia facilmente intendere che non appena il flusso di traffico carrabile tornerà ad interessare il basolato, ci sarà abbondanza di abbeveratoi a disposizione dei volatili

In tutto questo forse è giunta anche l’ora che Sindaco, Amministrazione e Consiglieri di maggioranza comincino a battersi il petto recitando un profondo “mea culpa”, a meno che, tutto non rientri in un disegno più ampio che tende a spodestare il buon “Generale Armando Diaz”  rinominando la  piazza  “Piazza della Vergogna”.