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Continua il viaggio all'interno dell'ospedale per conoscere i nuovi primari. I programmi del dottore Francesco Russo
Ortopedia, come ai bei tempi
«Daremo il massimo per rispondere alle esigenze della gente»

di Antonio De Matteis, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 28/03/03

Il viaggio della Gazzetta nei reparti dell'ospedale «Francesco Ferrari» (individuato come nosocomio d'«eccellenza» per il territorio dell'Ausl Lecce/2) per conoscere da vicino quale sarà il futuro prossimo soprattutto nei reparti dove la figura professionale del medico/primario è mancata per diversi anni, oggi fa tappa nell'unità operativa di Ortopedia che dall'inizio dell'anno ha un nuovo primario: il dottore Francesco Russo che giunge dall'ospedale di Gagliano del Capo. Nosocomio che è stato accorpato a quello di Casarano.
Al dottore Russo che necessariamente è chiamato a rapportarsi quotidianamente con la funzionalità del reparto di Radiologia e con l'area delle Sale operatorie non è stato necessario molto tempo per rendersi conto di una situazione per nulla facile e che bisogna superare nell'interesse dei pazienti e per dare lustro ad un reparto che negli anni settanta/ottanta ha vissuto una stagione felice per la presenza del professore Fabrizio Cenni.
«Il nostro Reparto - ha infatti esordito il dottore Russo - è molto dipendente dal buon funzionamento e dall'efficienza sia delle Sale operatorie che del Reparto di Radiologia. Con onestà ma con rammarico devo dire che, attualmente, in quest'ospedale sono due settori che sono rimasti molto indietro e condizionano alquanto la nostra possibilità di organizzarci bene. Stiamo facendo attività Chirugica ma a costo di grandi sacrifici. Unitamente a tutti i colleghi di ogni reparto dobbiamo farci reciprocamente e quotidianamente spazio per andare avanti. C'è urgente bisogno di Sale operatorie nuove. Siamo lontani dai livelli richiesti per un ospedale d'«eccellenza"».
Una conferma di quanto aveva affermato già il dottore Marcello Rizzo, neo primario di Radiologia, quando intervistato aveva messo in luce la discontinuità causata da vecchie macchine e l'urgenza di potenziare il Reparto radiologico sino ad avere almeno sette sale per raggi X.
Qual'è la situazione attuale nel reparto di Ortopedia?
«Nulla da obiettare sulla professionalità dei colleghi - ha affermato il dottore Russo - ai quali non ho nulla da insegnare perchè hanno nel loro bagaglio tutte le potenzialità possibili per fare bene. Certo ho trovato delle liste d'attesa abbastanza lunghe per quanto riguarda piccoli interventi sulle articolazioni, tunnel carpale, artroscopie. Una situazione che stiamo provvedendo a smaltire facendo riferimento all'ospedale di Gagliano del Capo che la direzione generale dell'Azienda ha individuato per l'attività in Day-surgery, cioè di chirurgica di giornata, e per quanto riguarda la casistica relativa a quella zona. Qui a Casarano svolgeremo, invece, Chirurgia d'elezione, cioè gli interventi più impegnativi».
Nel Reparto c'è carenza di personale medico ed infermieristico?
«Sto cercando di ottimizzare il rapporto con l'utenza esterna per ridurre al minimo i disagi di chi si rivolge a noi per visite ambulatoriali. Ho detto ai miei colleghi di impegnarci tutti insieme per smaltire l'arretrato e contemporaneamente evitare la doppia fase prenotazione oggi e visita fra qualche tempo. Sto cercando di sviluppare un discorso "umano" e per questo ho chiesto di portare a visita i pazienti nella medesima giornata che si presentano in ospedale. Fatta questa premessa, se vogliamo eliminare le liste d'attesa e soddisfare l'utenza, compresi coloro che ritornano per i controlli, è evidente che ci dovrebbe essere qualche unità in più come medici ed almeno altri quattro/cinque infermieri».
In qualche modo pesa l'«eredità» di occupare il posto del professore Cenni?
«Certamente, anche se oggi i tempi sono cambiati e noi dobbiamo preoccuparci di soddisfare le esigenze della zona più che calamitare utenza che venga da fuori. Abbiamo le potenzialità per fare bene anche se dobbiamo essere adeguatamente supportati per compiere quel salto al quale facevo riferimento prima».
Un ospedale, in altre parole, non può essere d'«eccellenza» solo per un'etichetta in più. Ci vuole un cambio radicale di tendenza andando ad incidere principalmente sull'incremento di personale, per quanto possibile, sugli spazi da utilizzare e sull'acquisto di nuove apparecchiature.

 

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