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SONO 187 GLI IMMIGRATI RESIDENTI E PROVENGONO DA 15 NAZIONI.

ll comune di Casarano, questa sera, ha dimostrato una grande sensibilità, organizzando nel  chiostro comunale un bellissimo incontro, sul fenomeno “Immigrazione”.  Alla presenza di un’attenta platea sono stati presentati i dati di raccolti a Casarano dal prof. Gigi Perrone e Nadia Fresco sui vari extracomunitari residenti, sui loro bisogni, le condizioni in cui vivono ed operano. Sono intervenuti il sindaco, dott. Remigio Venuti, il consigliere provinciale Franco Pisanò, l’assessore alla cultura Claudio Pedone, l’assessore ai servizi sociali Enrico Fattizzo, una rappresentate della prefettura di Lecce. Belli e interessanti i vari interventi dei relatori, sui quali è spiccata la grande preparazione e sensibilità del prof. Perrone, mirata a far comprendere che la diversità dello straniero va sempre vista non come minaccia ma come persona bisognosa che lascia il proprio luogo natio per difficoltà oggettive che gli impediscono di continuare a vivere, e si sposta in un altro paese sperando in una vita migliore. Questo “extracomunitario” rimane però  sempre una “persona”, con la sua dignità, la sua cultura, la sua storia e come tale merita rispetto. In questo incontro, tutti i relatori hanno celebrato le grandi doti di Nadia Fresco, che è stata colei che più di tutti a Casarano ha contattato i vari extracomunitari, raccogliendo la grande mole di dati, con grande umanità, dedizione e capacità. Intenso è stato anche l’intervento di Rita De Micheli, poiché lei che si occupa da tantissimi anni del fenomeno immigrazione, ha in parte ribaltato ciò che la rappresentate del prefetto diceva. Non è vero – dice Rita – che gli extracomunitari, soprattutto quelli che non hanno regolare permesso di soggiorno, godono di diversi diritti, come l’assistenza sanitaria, o hanno un certo status giuridico, non hanno diritto quasi a niente; tranne l’insegnamento dei bambini a scuola, per il resto se hanno bisogno di qualcosa, gli viene fatto grazie alla solidarietà di persone sensibili, che guardano oltre il permesso di soggiorno, per aiutare l’uomo in difficoltà. Rita inoltre affermava che gli immigrati sono molti di più dei 187 censiti dal comune, poiché quelli non regolarizzati vivono ai margini, di nascosto, e non sono stati registrati dall’osservatorio comunale. Poi è intervenuta la dirigente scolastica Giovanna Salento, che ha illustrato cosa viene fatta nelle scuole, soprattutto in quelle elementari; del progetto di 200 ore realizzato a scuola a cui hanno partecipato numerosi extracomunitari, teso a far conoscere meglio la nostra lingua, a far comprendere meglio come funziona il nostro paese. Da questo corso poi è nata l’idea di costituire una cooperativa che avesse come scopo, quello di aiutare nelle diverse pratiche gli extracomunitari ed infatti è poi intervenuta la bellissima Margherita Franja, di origine albanese,  presidente della cooperativa “senza frontiere” che ha sottolineato che oltre ad aiutare, loro vogliono essere “ponte” di scambio interculturale con Casarano e l’Italia. Altro forte momento è stato la testimonianza di Med Najib Zoglami, della comunità araba, che ha ricordato a chi non lo avesse ancora capito, che dietro un documento di riconoscimento, un codice fiscale, che si può o non avere, c’è una persona, quando diciamo, marocchino, albanese, parliamo di persone. Quest’ultima testimonianza è stata veramente toccante, Zoglami, rivendicava il suo diritto di vivere e non di essere visto come una specie di fantasma, - io sono qui – diceva, e tu casaranese, quando mi passi accanto, non devi far finta di non vedermi – io sono una persona come te, amo, piango, rido, come te.

Bello, veramente bello è stato questo incontro, anzi, finalmente è stato fatto, perché così si è potuto iniziare un dialogo, anche istituzionale,  con queste persone, voglio ribadire, più sfortunate di noi, non penso che se queste persone potessero vivere nei loro paesi, verrebbero qui a lavare i vetri, e voglio dire a molti, non pensiate che “questi lavavetri” siano persone ignoranti, la maggior parte di loro ha un titolo di istruzione superiore alla nostra media, e poi carissimi amici, l’onore di una persona si misura forse con il titolo di studio? Ci sono tanti laureati, che non valgono una lira come persone, come ci sono tantissimi analfabeti, contadini, operai, onorabilissimi, per dignità e rispettabilità. Che differenza c’è allora se una persona rispettosa, ha un colore di pelle diverso dal nostro? Se non ricordo male, anche mio padre, e anch’io sono stato costretto ad andar via da Casarano perché non avevo un lavoro, le mie ansie e speranze, la mia identità, non è cambiata a 1000 Km di distanza, penso nemmeno quella di una persona extracomunitaria dovrebbe cambiare.

PS. Un saluto particolare all’assessore Claudio Pedone, moderatore piacevole e sensibile per un incontro altamente edificante.

Domenica 29 Aprile 2001

Eugenio Memmi