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Le interviste di tuttocasarano: incontro con il nostro sindaco, dott. Remigio Venuti

Signor Sindaco, innanzitutto grazie per averci ricevuto, parlare con lei di Casarano, servirà a tutti noi, per comprendere meglio il presente ed il futuro di questa città. 

E' trascorso  circa un anno e mezzo dalla sua elezione, ci può dire cosa significa essere il sindaco di una città come Casarano?
 Essere sindaco di Casarano, è un grande onore, ma anche una grande responsabilità, io avverto molto questa responsabilità, e soprattutto delle categorie più deboli, avverto con particolare dispiacere i loro problemi. Ovviamente devo essere attento a tutte le categorie di questa città che attendono tante risposte, in linea con quello che una città nel 2000 può offrire. Per me quindi significa farmi carico insieme ai cittadini dei problemi della città, elaborando insieme a loro la strategia di crescita di Casarano. Quindi chiedo ai cittadini di farmi pervenire le loro richieste, direttamente di persona il lunedi mattina o il giovedi pomeriggio, giorni che mi sono imposto di dedicare ai cittadini, o tramite posta, non dico no nemmeno a coloro che incontro per strada, difatti ho le tasche piene di appunti e di loro segnalazioni,  e fra breve anche dal nuovo sito internet del nostro comune. Io credo comunque che dovremmo cercare di strutturare la partecipazione di tutti alla vita cittadina, coinvolgendo alla decisione partecipata, rappresentanze politiche, cittadini, associazioni di volontariato, religiose, sportive - metodo della concertazione -.  Le cose più importanti a cui oggi stiamo lavorando sono il frutto di questa concertazione. Faccio un esempio, l'anno scorso prima di elaborare il bilancio di previsione che è lo strumento attraverso il quale si destinano le risorse dell'ente ai vari settori, abbiamo fatto un incontro con i rappresentanti dei sindacati di categoria ad esempio gli anziani, dei portatori di handicap, dell'infanzia a rischio. I rappresentanti provinciali di queste associazioni mi hanno poi detto che nessun comune aveva dato l'attenzione da noi posta a questi problemi in fase di programmazione. Il rammarico qual'è, è che di tutto questo i cittadini non sempre si rendano conto.
Signor sindaco,  a breve dovrebbe terminare l'iter per l'adozione del tanto desiderato Piano regolatore generale, questo è senz'altro un grande risultato per il suo incarico, però alcune scelte, come lo sviluppo edilizio sulla fascia che collega le arterie stradali Melissano - Taviano, a valle del paese, in una zona di terra molto fertile, a poche centinaia di metri dall'ambiente paludoso della Vora, ricchissimo di zanzare e quant'altro, ha suscitato non poche polemiche nella comunità cittadina, non si è compreso il metodo di scelta, e si sono fatte un sacco di ipotesi su tale scelta, cosa ci può dire in merito?
La cosa sinceramente che mi rammarica è che lo strumento del P.r.g. lo si sta immeserendo in una polemica che io dico pretestuosa, è molto facile seminare zizzania e sulla zizzania raccogliere la curiosità dei cittadini. Tutto questo è irresponsabile. Intanto iniziamo col dire la "Vora" è molto più vicina a via Solferino che alla zona di cui si parla tanto, e poi la "Vora" sarà riqualificata in un parco. Un mese fa sono stato al ministero dell'ambiente e dal problema "Vora", molto probabilmente passeremo ad una risorsa "Vora", depurando le acque, si creerà un lago artificiale. Comunque la scelta di  creare in quella zona delle aree di urbanizzazione ubbidisce ad una logica di urbanistica per cui non si può lasciare abbandonato a se stesso un'area che da una parte viene chiusa da una tangenziale e dall'altra parte è già occupata dal residenzialismo spontaneo. Gli urbanisti dicono che quell'area per forze di cose va considerata un'area di completamento, tra l'altro voglio ricordare come a quell'area non siano interessati una o due persone come amano dire i detrattori del P.r.g. ma decine di piccoli proprietari. A questo aggiungiamo il fatto che la tipologia dell'intervento a cui indica il P.r.g. non è una tipologia speculativa perchè gli interessati saranno costretti a portare tutti i servizi, io avrei compreso queste critiche se si fosse fatto come tanti anni fà, quando il politico  di turno acquistava il terreno agricolo e poi con una variante lo si trasformava in suolo edificatorio.
Signor Sindaco, il settore calzaturiero è in profonda crisi, La Filanto, come molte aziende ha messo in cassaintegrazione moltissimi lavoratori, a fine luglio del prossimo anno, molto probabilmente questa cassaintegrazione terminerà, gli operai rischiano il licenziamento, Casarano entrerà in un tunnel di profonda crisi, le misure adottate fino ad oggi che risvolti pratici in termini di occupazione hanno prodotto? Ha senso continuare ad investire ancora nel calzaturiero? Non sarebbe opportuno diversificare l'economia di Casarano, favorire quelle aziende che dal nord vogliono investire al sud, allargando una volta per tutte la zona industriale, visto che tanti nostri cittadini sono stati costretti a realizzare altrove le proprie fabbriche, questo secondo noi è l'argomento prioritario che deve essere affrontato da lei signor sindaco. Il lavoro è l'argomento che deve essere risolto subito perchè ha risvolti umani drammatici.
La crisi del settore calzaturiero non è una crisi di oggi, visto che nel corso dei decenni abbiamo visto nascere e morire decine di aziende, vedi la De Rocco, Leggio ect. Noi all'indomani della crisi della Filanto, era ancora vivo William, ci chiedemmo se spettava al comune un ruolo nella vicenda e in che modo si doveva intervenire. Ovviamente la risposta che noi abbiamo pensato non era quella di assistere passivamente. Certo la risposta ad una crisi di settore non poteva darla solo il comune, così abbiamo chiamato a raccolta tutti i possibili protagonisti, gli altri comuni dell'area, le associazioni di categoria, i rappresentanti dei lavoratori, le banche, gli istituti di ricerca, ed abbiamo cominciato a ragionare quale strategia adottare per avviare questa transizione economica e produttiva di Casarano e che è tutt'ora in corso. La strada che può portarci fuori da questo empasse non è così semplice e di una singola scelta, dobbiamo  fare più scelte, perchè si arrivi ad una diversificazione del settore. Prova ne è di questa diversificazione che solo due lotti della zona industriale degli undici assegnati recentemente sono stati assegnati ad opifici calzaturieri. Quello che rafforzerà il sistema produttivo di Casarano è attirare gli investimenti dall'Italia e dal mondo, cercando di creare servizi qualificati, come lo sportello unico per le attività produttive, che eliminerà tutta una serie di problemi burocratici, e promuoverà una strategie di marketing dell'intera area servizi di Casarano, che coinvolgerà tutto il territorio circondario alla nostra città. Certo attualmente molti operai della ditta Filanto stanno facendo enormi sacrifici, è anche vero che la soluzione non si può trovare immediatamente, però noi stiamo pagando il prezzo di uno sviluppo industriale del settore calzaturiero sopratutto quello degli anni settanta ottanta, avvenuto all'insegna dello spontaneismo, non supportato come in altre parti del paese, e mi riferisco alle Marche, alla Toscana, da una politica di servizi, che già allora doveva indicare strategie e rischi di uno sviluppo. Per quanto riguarda la zona industriale, noi la prossima settimana porteremo in delibera una variante recependo le indicazione del P.r.g. che determinerà un nuovo e grande allargamento della zona industriale. Certo questo non vuol dire che il tutto sarà immediatamente disponibile, perchè sarà necessario urbanizzare tali suoli, è anche vero che molte aziende sono disponibili consorziandosi ad urbanizzare tali lotti, accellerando così i loro insediamenti; comunque io penso che nell'arco di dodici mesi tutto questo sarà realizzato.
Forse lei non se ne sarà accorto, ma molti cittadini, lamentano uno scarso dialogo da parte sua e dell'amministrazione comunale in genere. E' solo una impressione, una questione di carattere, o vi siete un pò burocratizzati. A parte i normali cittadini, questa difficoltà di relazione lo si è notata per le lamentele del servizio informagiovani, di alcuni gruppi politici  della sua maggioranza, ultimamente con il centro sociale "U Kefir". Qual'è il suo pensiero in merito? 
E' vero, noto anch'io questa difficoltà, fra il rapporto che vorrei con i cittadini e la realtà. Avverto tutto questo con molto disagio, io che vengo da un'estrazione genuina, umile.Tutto questo è il risultato purtroppo di un immergersi totalmente e quotidianamente nei problemi. E spesso succede si perde di vista il contatto con la gente, è un fatto molto grave ed io spero di creare un inversione di tendenza, anche perchè non è il mio modo di intendere l'amministrare la cosa pubblica. Per quanto riguarda il gruppo "U Kefir", intanto noi  vogliamo spiegare a tutti, che la scelta del frantoio ipogeo presso palazzo D'Elia per la creazione del museo della civiltà contadina era la scelta naturale e primaria che il comune doveva fare. Il problema è sorto quando ai ragazzi del centro sociale, avendo loro esigenze particolari, abbiamo chiesto di cercare insieme all'amministrazione una sistemazione loro idonea, purtroppo il comune non ha locali adatti ed agibili, però abbiamo detto loro che trovando un locale adatto l'amministrazione comunale si farebbe carico delle spese di gestione, il risultato finale è che loro non si sono  presentati all'incontro da me richiesto. La cosa mi dispiace e non poco.
L'ambiente, la qualità della nostra vita, sappiamo che l'amministrazione ha aderito ad "Agenda 21" un sistema per uno sviluppo della città in armonia con l'ambiente, ma praticamente quando potremo vedere i primi frutti di questa iniziativa, quando Casarano, potrà avere un parco dove poter fare una passeggiata, poter fare un giro in bicicletta ai propri figli nel verde della natura. Perchè nel frattempo non cerchiamo di riqualificare i pochi spazi che abbiamo, come lo spiazzo vicino all'INPS, quelli su Pietra bianca, in "terra dell'Aia", contrada Botte, e così via.
Noi abbiamo aderito e siamo componenti del direttivo di Agenda 21, anche qui i risultati non saranno immediati, rischieremo di essere banali, però piccoli segni nel breve saranno evidenti. Il risanamento della "Vora" può essere inserito nell'ambito di questo progetto, come quello dello smaltimento dei pellami del settore calzaturiero. Per quanto riguarda la sistemazione degli spazi, piazza Boccaccio è stata già consegnata alla città, nei prossimi mesi metteremo in cantiere gli spazi aperti in contrada Pietra bianca, piazza Padre Pio, piazza Giorgio la Pira, zona "terra dell'aia". Continueremo la piantumazione di alberi nelle strade cittadine avviate negli anni scorsi, sperando di non ripetere alcuni errori fatti come nella scelta degli alberi e la loro collocazione sui marciapiedi.
Nel giugno di quest'anno abbiamo letto su un quotidiano locale, che in autunno sarebbe partita una rassegna teatrale, in quell'articolo l'assessore Pedone,  denunciava la mancanza di un teatro adatto a ricevere le grandi compagnie teatrali, auspicava la realizzazione di un centro polifunzionale dove si potessero dare degna cornice a tutte quelle manifestazioni culturali, e di socializzazione, che oggi non hanno uno spazio adeguato in città. In concreto signor sindaco cosa possiamo aspettarci in futuro, sotto questo aspetto.
Proprio in questi gironi abbiamo avuto contatti con il responsabile dell'ente teatrale pugliese allo scopo di verificare se è possibile nei locali esistenti con opportune modifiche tecniche ricavare un piccolo teatro, e mi riferisco all'auditorium comunale, probabilmente non sarà possibile, ma ci stiamo provando. Nel frattempo la stessa strada stiamo cercando di avviarla con i privati, e mi riferisco al Manzoni, che opportunatamente modificato potrebbe venire incontro all'esigenza di teatro della città. Certo per risolvere questo problema, si deve programmare, e non è pensabile una soluzione a breve scadenza.
I lavori per la metanizzazione della città, quando incominceranno?
In gennaio inizieranno i lavori.
Abbiamo appreso della volontà di realizzare un museo dedicato alla civiltà contadina, e questa è una iniziativa meritoria, suggeriamo a chi di dovere di fare un mueso cittadino, con il contributo di tutti i casaranesi. Sappiamo che in ogni casa, qualcuno ha degli oggetti rari, particolari, se si mettessero tutti insieme, si potrebbe realizzare qualcosa di veramente interessante.
Nelle cantine del palazzo D'Elia, a parte la zona oggi occupata dai ragazzi del centro sociale, e domani dal museo della civiltà contadina, per tutta la superficie rimanente dello scantinato oggi non usufruibile, i tecnici affermano che l'altra parte è recuperabile, si tratta solo di liberare la zona interessata colmata nel corso dei secoli, quindi noi contiamo di recuperare tutto quello spazio e li ubicare altre raccolte e mostre, come ad esempio il museo del minatore e ben vengano altre iniziative. Certo le risorse economiche per fare tutto questo non sono immediatamente disponibili, ma programmando nell'arco degli anni tutto sarà possibile.
L'Associazione Amici del presepe 96, ha elaborato una proposta per dare vita al nostro centro storico e l'ha più volte presentata in comune. Praticamente allargare a tutto l'anno l'esperienza del presepe natalizio, opportunatamente adattata, ovviamente alla realtà del nostro centro antico. Il tutto avrebbe preso un risvolto turistico, che avrebbe potuto portare benessere e nuova occupazione. L'Associazione in questione, ha lamentato un assoluto silenzio da parte vostra, non pensa che si potrebbe provare questa esperienza?
Ufficialmente le cose stanno così, ma non praticamente poichè abbiamo avuto diversi incontri con l'Associazione. E' vero però che da parte nostra prevediamo per il centro antico di Casarano uno sviluppo artigianale e di vivibilità così come lo si conosce in altre realtà turistiche. Può darsi che mi stia sbagliando, ma l'esperienza del presepe che vorrebbero estendere a tutto l'anno non avrebbe senso, comunque valuteremo insieme a loro lo sviluppo del centro antico.
Per terminare, i cittadini, le varie associazioni, i gruppi politici, hanno tante aspettative verso di lei. Ma lei cosa chiede a tutti noi per poter meglio operare?
Ritorno al concetto espresso all'inizio, chiedo ai cittadini di far sentire la loro voce, senza preconcetti e senza pensare a pregiudizi elettorali. Per questo mi piacerebbe ritornare nei quartieri a parlare con la gente, certo il periodo migliore è la primavera, però spesso succede che la primavera  coincida con scadenze elettorali e per evitare sterili polemiche sono costretto a soprassedere.
 
Da parte nostra, abbiamo stabilito con il sindaco, che tutte le segnalazione che ci arriveranno,  verranno stampate e consegnate a lui personalmente.
 
Ottobre 2000
Per "tuttocasarano"
Eugenio Memmi